Più di una volta, qualche testa di cazzo tipo Slash 16 mi ha attaccato quando ho detto che anche a Sinistra rubano, e che alla fine sia a Destra ed a Sinistra sono tutti uguali. Di seguito uno stralcio dal programma di Estrema Destra di Rai 3, REPORT, andato in onda ieri sera:
GIOVANNA BOURSIER
Non mi è completamente chiaro: perché le persone che prendono uno stipendio dalla Regione sono lavoratori mica militanti del Pdci?
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Come no? Non è che sono dipendenti regionali questi. Attenzione sono persone nominate da me.
GIOVANNA BOURSIER
Ma chi le paga?
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Le paga la Regione ma sono persone di fiducia, attenzione.
GIOVANNA BOURSIER
Perché uno dice io ti nomino però tu dai una percentuale del tuo...
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Dai un contributo. Cioè se non viene chiamato nel gruppo non sarebbe un lavoratore. O forse non riesco a spiegarmi?
GIOVANNA BOURSIER
No, no lei si spiega. Vuol dire che se lei gli dà il lavoro ce l’ha se lei non glielo dà...
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Non lavorerebbe. Ma è un compagno, però, pure.
Io sono di Destra, REPORT (ottimo programma di Rai 3) proprio no, quindi di seguito vi potete leggere tutte le interviste di ieri sera, dove vedrete che TUTTI rubano e TUTTI sono indegni.
basta con questa verginità a Sinistra, c'è un deputato DS che estorce il 15% dello stipendio ai dipendenti regionali in Calabria, e si è beccato una denuncia.
Quindi, se vogliamo guardare i fatti e trovare un punto d'incontro, partiamo dal fatto che TUTTI rubano e TUTTI fanno schifo, vediamo chi FA MENO SCHIFO e su che cosa potremmo trovare un punto d'incontro.
Fintanto che la risposta da parte di gentaglia come Slash 16 è che a Destra sono disonesti ed a Sinistra vergini, non si cambia nulla.
Marco Panattoni
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il Parlamento italiano a confronto con quello di altri paesi europei e poi la spinosa vicenda di Catanzaro.
GIOVANNA BOURSIER
Incendio aggravato?
MARIO BORGHEZIO -
PARLAMENTARE EUROPEO - LEGA NORD
Si incendio aggravato, nel senso che io ho organizzato una ronda antispaccio nella zona di porta palazzo a Torino nel corso della quale una fiaccola caduta di mano a uno dei giovani che erano con me, ha dato fuoco a un residuo di un pagliericcio umido che era stato usato da dei rumeni clandestini che non sono però stati minimamente toccati da questo piccolo fuocherello.
GIOVANNA BOURSIER
La rifarebbe?
MARIO BORGHEZIO -
PARLAMENTARE EUROPEO - LEGA NORD
Io la rifaccio anche stasera.
GIOVANNA BOURSIER
Lei ha tirato delle bombe?
DANIELE FARINA – DEPUTATO PRC
No, non ho tirato bombe, diciamo che c’è stata una lunga stagione che è culminata con lo sgombero del Leoncavallo e la sua demolizione, illegale per altro, del 1989 in cui vi fu la condanna di una ventina di persone perché fu fatta una resistenza molto particolare, insomma molto dura.
GIOVANNA BOURSIER
Quindi non è che maneggiava esplosivi?
DANIELE FARINA – DEPUTATO PRC
No, no, stiamo parlando di fattispecie diverse, di piazze piene, di gente a volto scoperto, stiamo parlando insomma della fisiologia del conflitto sociale in Italia, mettiamola cosi.
DOMENICO NANIA – SENATORE AN
A 18 anni a botte da orbe con comunisti, credo che sia importante capire...
GIOVANNA BOURSIER
Cioè lei era fascista e ha picchiato...?
DOMENICO NANIA – SENATORE AN
Si io ero convinto che dovevo cambiare il mondo dal mio punto di vista...
GIOVANNA BOURSIER
Lei è stato anche in carcere?
DOMENICO NANIA – SENATORE AN
Sono stato 12 giorni in carcere per queste botte.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè lei era un picchiatore?
DOMENICO NANIA – SENATORE AN
A 18 anni, lei si immagini, si, giocavo a calcio, andavo in parrocchia e capitava anche questo.
SERGIO D’ELIA - DEPUTATO ROSA NEL PUGNO
Io sono stato condannato per un fatto di 30 anni fa e 30 anni fa sono stato condannato per concorso morale in un omicidio che io non ho commesso, e i giudici sanno che io non ho commesso. Sono stato condannato per i miei 2 anni da ragazzo quando ho fatto la lotta armata pensando di cambiare il mondo tutto e subito.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Che nel nostro Parlamento ci sono onorevoli condannati, e inquisiti è cosa nota. E che è altrettanto noto che il parlamentare, proprio per il ruolo che ha, dovrebbe essere senza macchia, i reati però non sono tutti uguali, e i casi vanno valutati singolarmente. Una condanna per concorso in omicidio è cosa diversa dalla scazzottata. Rubare il denaro dei cittadini o corrompere il giudice è cosa diversa dalla condanna per abuso edilizio. Ma chi deve decidere, può decidere se un soggetto è in grado di esercitare una funzione rappresentativa così importante? Dovrebbero essere i partiti quando scelgono i loro candidati e non essere di memoria corta. Per comprendere quanto è diventato sottile il confine fra ciò che è lecito e illecito, fra ciò che è morale e non lo è più, questa sera confrontiamo regole, casi e prassi del Parlamento Italiano, con quello tedesco francese e svedese, per finire per andare poi a chiudere con la regione più inquisita d’Italia, ovvero il caso Catanzaro. Giovanna Boursier.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Enzo Carra recentemente riabilitato è stato condannato nel ‘93 per false dichiarazioni ai PM.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè lei non aveva detto al Pubblico ministero che sapeva che erano state date delle tangenti per proteggere Forlani allora segretario della Dc?
ENZO CARRA – DEPUTATO ULIVO
No, è diverso, mi fu chiesto se io sapevo di una tangente dell’Eni che era stata pagata a vari partiti tra i quali la Democrazia cristiana e di cui diciamo l’esattore era il segretario amministrativo della Democrazia cristiana...
GIOVANNA BOURSIER
Citaristi...
ENZO CARRA – DEPUTATO ULIVO
...Citaristi. Io risposi che di questo non mi ero mai interessato.
GIOVANNA BOURSIER
Ma se oggi sentisse parlare di tangenti forse andrebbe lei da un giudice?
ENZO CARRA – DEPUTATO ULIVO
Lo giuro.
GIOVANNA BOURSIER
Mi dica perché lei, nel suo caso particolare, che ha una condanna è autorizzato e legittimo che sieda in Parlamento?
ENZO CARRA – DEPUTATO ULIVO
Perché io intanto non ho... Gliene dico 2: il primo è certamente quello che ritengo in coscienza di non aver...di non esser stato condannato per un reato grave, in secondo luogo non ho assolutamente mentito a nessuno nel momento in cui mi sono candidato, in cui sono stato candidato meglio, e devo anche dire che sono passati, dalla condanna al momento in cui mi sono presentato per la prima volta alla Camera, non ero parlamentare prima, sono passati quasi 10 anni.
PAOLO CIRINO POMICINO – DEPUTATO DCA NUOVO PSI
Io mi sono difeso nei processi non contro i processi ma pensavo che ci fosse qualcuno in Italia che difendesse i cittadini dai processi ingiusti, sa quando mi fanno 40 processi e io sempre assolto, per me qualche problema ci deve essere o sbaglio?
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L’ex Ministro della Funzione Pubblica e del Bilancio, ex Democristiano oggi deputato nel centrodestra, vanta almeno 40 processi. Si va dal finanziamento illecito ai partiti, alle tangenti per la costruzione della metro, a quelle per la ricostruzione post terremoto di Napoli. 100 milioni di lire sono stati dirottati su un prete per pagare un voto di Pomicino alla Madonna Di Pompei.
PAOLO CIRINO POMICINO – DEPUTATO DCA NUOVO PSI
Lei ha indicato tutta una serie di processi però deve dire anche ai telespettatori che sono sempre prosciolto con formula piena. Io non sono mai stato condannato per corruzione.
GIOVANNA BOURSIER
Per finanziamento illecito?
PAOLO CIRINO POMICINO – DEPUTATO DCA NUOVO PSI
Per il contributo che la famiglia Ferruzzi ha dato a me, e a una serie di deputati della mia corrente, nelle elezioni politiche del luglio del 1992. Punto.
GIOVANNA BOURSIER
A quanto è stato condannato?
PAOLO CIRINO POMICINO – DEPUTATO DCA NUOVO PSI
Un anno e otto mesi, senza condizionale. Dopo di che tutte le altre accuse, tantissime, di tutto e di piu’, tranne l’assassinio che hanno naturalmente dato per ubi maior minor cessat, quindi che hanno dato ad Andreotti, a me invece hanno dato tutto il resto, sono stato prosciolto con formula piena.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Non è andata proprio cosi. Questa è la condanna definitiva a 1 anno e 8 mesi per aver preso 5 miliardi e poi 500 milioni nella vicenda Enimont. Poi una lunga serie di patteggiamenti per corruzione e altri reati, oltre a un certo numero di prescrizioni con accertamento del reato, però dalla scena politica, non è mai uscito.
PAOLO CIRINO POMICINO – DEPUTATO DCA NUOVO PSI
Io ho speso la vita per la politica. Poi perché vuole sostituirsi ai miei elettori? I miei lettori, io mi sono presentato con una certa preoccupazione e una certa ansia e i miei elettori, tantissimi, mi hanno votato. Lei deve essere felice che ci sia uno svolgimento democratico in questo paese.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Fra i condannati per reati gravi contro la pubblica amministrazione che siedono in Parlamento c’è anche il deputato Massimo Maria Berruti, Forza Italia, arrestato nel ’94 e condannato per favoreggiamento nel processo sulle tangenti alla Guardia di Finanza; Giorgio La Malfa, Gruppo Misto, tra i condannati di tangentopoli nella vicenda Enimont per aver preso 300 milioni in nero da Montedison; Egidio Sterpa, Forza Italia, condannato a 6 mesi definitivi per finanziamento illecito; Marcello Dell’Utri, tra i fondatori di Forza Italia, arrestato nel ‘95 per aver inquinato le prove nell’inchiesta sui fondi neri Pubblitalia, condannato per falso in bilancio e frode fiscale, che patteggia 2 anni e 3 mesi. Hanno patteggiato anche Alfredo Vito, Forza Italia, 5 miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli e Antonio Del Pennino, Forza Italia, 2 condanne con patteggiamento per finanziamento illecito.
PAOLO CIRINO POMICINO – DEPUTATO DCA NUOVO PSI
In una società moderna e in uno stato di diritto c’è una sola autorità che è in grado di poter togliere il diritto a un cittadino di presentarsi alle elezioni e questa autorità è l’autorità giudiziaria. E c’è una sola autorità morale e politica capace di far eleggere un proprio rappresentante in Parlamento e questo è il cittadino elettore. Nessuno può sostituire il cittadino elettore o l’autorità giudiziaria, né una rete televisiva, né un giornale, né una banca d’affari, ne tanti altri. Ne va della democrazia.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Veramente l’elettore sceglie poco, perché sono i Partiti a decidere le candidature.
CARLO GIOVANARDI - PRESIDENTE GIUNTA AUTORIZZAZIONI - UDC
Ma il problema è questo: la legge oggi, il nostro ordinamento, la Costituzione, gli consente di stare in Parlamento o no? Se la legge gli consente di stare in parlamento, e non viene cambiata la legge, esercitano un loro diritto.
GIOVANNA BOURSIER
Mi viene da chiederle: così come è a lei sta bene?
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Ma guardi cosi com’è a me non sta bene, ma francamente non cadrei dalla padella nella brace, atteggiamenti giustizialisti a me personalmente non piacciono molto.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Francamente, in quale momento deve uscire di scena una persona che ricopre una carica istituzionale, importante, lo deve suggerire il senso di responsabilità, che non puo’ essere introdotto per legge. E infatti In Italia una legge che dice chi è stato condannato per reati contro la pubblica amministrazione, associazione a delinquere o di stampo mafioso, non può stare in Parlamento, non c’è.
Ma non c’è da nessuna parte, perché stiamo parlando di cariche che devono ricoprire persone i cui interessi prima di tutto devono coincidere con quelli del paese e i comportamenti ispirarsi a leggi non scritte. E all’occorrenza bisogna anche essere disponibili a sacrificare la propria posizione per evitare che calino ombre o sospetti sull’intero sistema, che si regge sulla fiducia. E queste leggi prescindono...e queste regole prescindono dalle leggi. Siccome gli esempi sono sempre la lezione migliore, andiamo a vedere come fanno negli altri paesi. E non andiamo nemmeno tanto lontano da noi, andiamo in Francia, cominciamo con la Francia, dove vedremo che anche lì i condannati siedono in Parlamento, la differenza però è sui numeri: da noi sono una ventina, da loro un po’ meno.
RUDY SALLE – DEPUTATO NOUVEAU CENTRE
Ci sono dei parlamentari in carica che hanno subito condanne, ma è un numero molto marginale, credo siano 3, 4 o 5, sono pochi, su 577 deputati.
NICOLE BORVO – SENATRICE PCF
So di casi di senatori condannati per debiti fiscali, che visto che non sono stati condannati al carcere e quindi nessuno ha chiesto la rimozione dalla carica, continuano ad esercitare il loro mandato.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La sede del Parlamento svedese è a Stoccolma, qui condannati non ce ne sono.
ULF CHRISTOFFERSSON – VICESEGRETARIO PARLAMENTO
Nel nostro parlamento? Nessuno, nessun caso. Mi ricordo solo due casi negli ultimi 20 anni. Erano già parlamentari quando furono condannati. Il primo perché era anche proprietario di un piccolo giornale che aveva avuto fondi dallo stato per la stampa e li aveva usati per altro e quindi fu condannato per frode. E l’altro riguarda un reato in famiglia, la persona fu condannata per un reato contro la prima moglie. Sono gli unici casi che ricordo.
GIOVANNA BOURSIER
E cosa è successo?
ULF CHRISTOFFERSSON – VICESEGRETARIO PARLAMENTO
In entrambi i casi furono condannati e, visto che un articolo della nostra Costituzione prevede che il tribunale può decidere che un parlamentare condannato per reati seri può essere interdetto dal restare membro del Parlamento, furono espulsi.
SUSANNE EBERSTEIN – PARLAMENTARE SOCIAL DEMOCRAZIA
Nel mio partito, la Social democrazia vogliono sapere se hai dei fantasmi nell’armadio, vogliono che tu sia pulito. Perché ci sono giornali che potrebbero parlarne. Certo ci sono casi di condanne per guida in stato di ebbrezza, ma anche perché le regole sono molto severe e basta un bassissimo livello di alcool nel sangue per essere beccati. Ma se ci sono problemi con la pubblica amministrazione e la finanza devi risolverli. È il primo test che devi passare per essere eletto.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Andiamo in Germania, a Berlino. Quanti condannati ci sono nel Parlamento tedesco che si chiama Bundestag?
THOMAS STROBL –DEPUTATO BUNDESTAG CDU/CSU
Ci sono parlamentari che hanno procedimenti o che ne hanno avuti per reati che riguardano il codice della strada o altri reati di questo tipo. Ma nel nostro parlamento non ci sono condannati per corruzione in generale o all’interno dello svolgimento della loro carica.
HERMANN SCHEER – DEPUTATO BUNDESTAG SPD
Qui un parlamentare si ritira anche se quello che ha fatto, pur non essendo illegale è “disdicevole”. Per esempio Gysi o di Ozdemir o anche altri hanno usato per i loro voli privati i punti delle mille miglia guadagnati con voli parlamentari. Non era illegale ma ha portato ad un dibattito politico in seguito al quale Gysi si è dimesso e Ozdemir ha ritirato la sua candidatura a ridosso delle elezioni. Dopo questi fatti il Bundestag ha introdotto un nuovo regolamento secondo cui tutti i punti-bonus appartengono al Parlamento e possono essere usati solo per i viaggi di servizio.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In India il Parlamento non è certo un esempio di rigore morale. Due anni fa, 11 parlamentari sono stati ripresi da una telecamera nascosta di un giornalista mentre prendevano tangenti per favorire alcune interpellanze. Tutti gli 11 parlamentari indiani sono stati cacciati dai loro partiti che hanno anche deciso di toglierli dal Parlamento.
RAPPRESENTANTE DEL CONGRESSO INDIANO
I partiti e il congresso non hanno aspettato un minuto a sospenderli dal Parlamento.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè alla fine chi deve decidere i partiti?
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Io penso che i partiti farebbero bene a realizzare un processo di auto riforma, in cui indipendentemente se condannato o no, uomini e donne, di dubbia moralità pubblica, cioè accusabili di reati contro l’interesse pubblico, sarebbe bene che appunto, non una legge impositiva, ma un costume e un comportamento dei partiti, fossero in grado di tenerli lontano dalle sedi della sovranità nazionale.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Il 9 luglio Previti, condannato per aver corrotto dei giudici, arriva in Parlamento. E’ la prima volta che si presenta in questa legislatura, ma è il giorno in cui la giunta discute della sua decadenza poiché il tribunale lo ha condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici. Quindi non potrebbe stare in Parlamento. Entra con il suo avvocato, l’ex Diessino Giovanni Pellegrino, presidente della provincia di Lecce. La seduta della Giunta è a porte chiuse.
Escono dopo sei ore.
GIOVANNA BOURSIER
Cosa avete deciso?
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Abbiamo deliberato conseguentemente alle decisioni già prese, di richiedere la contestazione dell’elezione dell’onorevole Previti.
GIOVANNA BOURSIER
Senta perché ci avete messo quasi un anno?
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Sono stati chiesti degli approfondimenti, sono stati chiesti... è stato chiesto di attendere i tempi relativamente ad un ricorso per errore materiale della stessa Cassazione, certo ci sono state valutazioni anche diverse per quanto riguarda la procedura, ma credo che a questo punto la decisione della Giunta, sia una decisione ineccepibile da ogni punto di vista.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè è una decisione che adesso va portata in aula, l’aula può opporsi, oppure...?
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Certo è già successo.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
È anche successo che casi di interdizione temporanea dai pubblici uffici in aula non siano mai arrivati perché la Giunta del Parlamento precedente, di rinvio in rinvio, non ha mai deciso lasciando i parlamentari al loro posto.
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Se lei prende i precedenti casi Dell’Utri e Frigerio, che avevano avuto un’interdizione temporanea dai pubblici uffici, in realtà la procedura durò fin tanto che non fu riassorbita la pena quindi non decaddero mai né l’onorevole Frigerio, né l’onorevole dell’Utri.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Gianstefano Frigerio, ex DC ed ex sindaco di Cernusco sul Naviglio, condannato in terzo grado per corruzione e concussione, viene eletto con Forza Italia nel 2001. Nonostante l’interdizione temporanea dai pubblici uffici rimane in Parlamento perché la giunta tergiversa e lo lascia alla camera, anche se tra carceri e servizi sociali ci può andare solo 4 volte al mese. All’inizio del 2006 entra nella delegazione parlamentare dell'assemblea della NATO. Oggi è il "Responsabile Nazionale Dipartimenti" di Forza Italia. Anche Marcello Dell’Utri, condanna definitiva per frode fiscale, false fatture e falso in bilancio e, in secondo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa, nonostante l’interdizione dai pubblici uffici per 2 anni, restò in Parlamento. La Camera non arrivò mai a votare la decadenza perché la giunta non si pronunciò fino a conclusione della legislatura. Così Dell’Utri continuò, e continua, a stare in Parlamento, e a indicare ai cittadini quali sono le cose giuste da fare.
DELL’UTRI REPERTORIO
Ho detto che non si può fare una legge sul personaggio Berlusconi quindi si deve fare che si faccia una cosa seria, di buon senso, una cosa giusta.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora quando il tribunale ti condanna all’interdizione dai pubblici uffici vieni cancellato dalle liste elettorali, non puoi più essere assunto nella pubblica amministrazione e tantomeno rimanere in Parlamento .
Previti dal momento in cui è stato interdetto al giorno in cui ha lasciato la Camera sono passati 14 mesi. Questo perché l’ultima parola spetta al Parlamento. Lo dice l’articolo 66 della Costituzione. In pratica il caso viene esaminato dalla Giunta delle Elezioni che si prende il suo tempo poi emette un verdetto e lo propone all’aula, che si prende il suo tempo per ragionarci su e poi alla fine, sovrana, vota. Così passano gli anni.
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MILENA GABANELLI IN STUDIO
Dicevamo che a decidere il destino di un parlamentare nei guai con la giustizia, sono le Giunte che valutano se autorizzare arresti, intercettazioni, perquisizioni, incompatibilità, decadenza. Dopodiché l’ultima parola passa alle camere. In sostanza si giudicano da soli. Siccome abbiamo il più alto numero di parlamentari in Europa, e tutti dicono di lavorare moltissimo, si giudicassero almeno in fretta. Invece a volte non decidono proprio. Eravamo arrivati al caso Previti: 14 mesi di discussione su una sentenza già emessa dal tribunale.
GIOVANNA BOURSIER
Quanti sono i membri della Giunta delle elezioni?
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
30.
GIOVANNA BOURSIER
30 proporzionalmente...
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Ai gruppi.
GIOVANNA BOURSIER
Ai gruppi in Parlamento.
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Quindi sono 17 di maggioranza e 13 di opposizione.
GIOVANNA BOURSIER
Quindi questa cosa qua significa, che la maggioranza ha anche la maggioranza della Giunta delle Elezioni?
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Certo.
GIOVANNA BOURSIER
Per cui forse con il governo precedente Previti stava alla Camera?
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Come è successo con Dell’Utri, come in altri casi.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Siccome la Giunta ha la stessa maggioranza del Governo tutto dipende dal partito in cui siede il condannato e da quanti amici ha. Perché alla fine da noi le sentenze non le applica il tribunale, ma il Parlamento.
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Ma certo che è così! È fatta per salvaguardare l’autonomia del Parlamento nei confronti dei poteri... Questa è una misura che dalla nascita della Repubblica e prima ancora è stato un elemento istitutivo, ma lei pensi come potrebbe essere demolito un parlamentare di opposizione nei confronti di una tendenza di una Repubblica a farsi regime, come è accaduto purtroppo in Italia in altri periodi, quando appunto le prerogative del deputato non potevano essere garantite, ma anche nel dopo guerra, quante volte un parlamentare ha potuto far valere la sua possibilità di guidare una lotta, di essere a capo di un grande movimento di lotta, di operare anche in una qualche trasgressione, e di poter essere tutelato nella sua onorabilità.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Alla possibilità di recuperare l’onore, per Previti, è stato concesso tanto tempo. Ma alla fine, il 31 luglio, il caso arriva in aula. Lui però non c’è. Dopo lunghe discussioni il compagno di partito Elio Vito, legge la lettera in cui Previti si dimette da deputato.
LETTERA PREVITI
“Se dichiaraste la decadenza, compiereste un atto di pura sottomissione del Parlamento, al potere, non sovrano, ma sovrastante dell’autorità giudiziaria. Il grande rispetto che ho per il Parlamento al quale mi onoro di appartenere da tanto tempo, mi impone quindi di fare tutto il possibile per evitare che questo avvenga, rassegno quindi le mie irrevocabili dimissioni da deputato, chiedendo di voler procedere immediatamente alla relativa votazione. Cesare Previti”.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Le dimissioni vengono accettate poco prima che l’aula lo espellesse. In questi 14 mesi si è presentato in aula solo il giorno in cui la giunta decideva la sua sorte, però i 15.000 euro di stipendio mensili la Camera glieli ha sempre versati.
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Bè mi scusi, guardi che prima di una determinazione in nessun paese democratico e civile del mondo si pregiudica la condizione del così detto imputato fino alla decisione.
GIOVANNA BOURSIER
Però insomma nessuno può chiedere indietro lo stipendio a Cesare Previti?
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
No, a meno di cambiare le leggi, però naturalmente si possono cambiare le leggi.
GIOVANNA BOURSIER
A quando risale la legge che permette ai parlamentari di giudicarsi da soli?
GIANFRANCO BURCHIELLARO-VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI ULIVO
Se lei pensa che questo è un elemento che deriva da Statuto Albertino e in particolare da una norma introdotta nel 1868, si renderà conto che siamo in un altro mondo.
GIOVANNA BOURSIER
Andiamo in un altro mondo. Cominciamo con la Svezia: chi decide se un Parlamentare deve andarsene dal Parlamento?
SUSANNE EBERSTEIN – PARLAMENTARE SOCIAL DEMOCRAZIA
In Svezia il Parlamento si pronuncia solo sui casi di reati commessi nell’esercizio delle funzioni parlamentari, non per i reati comuni. Per esempio se picchi tua moglie non è che il Parlamento è chiamato a decidere qualcosa e noi non dobbiamo votare proprio niente.
ULF CHRISTOFFERSSON – VICESEGRETARIO PARLAMENTO
Da noi solo l’Alta Corte può decidere se un condannato ha commesso un crimine così grave da non poter restare in Parlamento. E un reato è considerato grave quando puoi essere incarcerato per almeno 2 anni. Non è necessario che tu finisca in carcere, quello che conta è il tipo di reato commesso, ed è la Corte a decidere se hai il diritto di restare in Parlamento o no.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
E in Germania chi stabilisce se un condannato deve smettere di fare il parlamentare?
THOMAS STROBL – DEPUTATO BUNDESTAG – CDU/CSU
Noi abbiamo regole molto severe, e la Giunta delle immunità del Bundestag se è necessario mette la magistratura in condizione di fare il suo lavoro. In caso di condanna da parte del tribunale, non ci sono altre valutazioni.
GIOVANNA BOURSIER
C’è mai stato un caso di un politico condannato all’interdizione dai pubblici uffici?
THOMAS STROBL – DEPUTATO BUNDESTAG – CDU/CSU
No, nessun caso di questo tipo. Per quel che ricordo non è mai successo nella storia del Bundestag. Per me un caso come quello del signor Previti è talmente teorico che non so come potrebbe essere affrontato giuridicamente. Suppongo che qui una cosa del genere non potrebbe succedere. Dal punto di vista dell’impatto sull’opinione pubblica non potrebbe proprio accadere. Un parlamentare colpevole di un così grave reato tanto da essere interdetto dai pubblici uffici, lascia immediatamente il mandato. E non può mai più essere rieletto qui in Germania.
GIOVANNA BOURSIER
In via teorica sarebbe possibile per un parlamentare interdetto dai pubblici uffici rimanere un anno nel Bundestag?
THOMAS STROBL – DEPUTATO BUNDESTAG – CDU/CSU
A un parlamentare che è stato interdetto dal diritto attivo e passivo di voto sarebbe tolto immediatamente il mandato.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Anche in Francia c’è l’interdizione dai pubblici uffici per reati di corruzione, concussione e che comportano gravi responsabilità contro la pubblica amministrazione. Ma l’espulsione dal Parlamento è immediata perché appena arriva la sentenza definitiva, il parlamentare deve dimettersi.
PATRICK ROJER – GIORNALISTA “LE MONDE”
Per esempio c’è il caso di Alain Juppè, che era stato condannato una prima volta nel 2004, se non ricordo male la data, e poi si era appellato, e durante il processo d’appello è rimasto parlamentare, ma una volta confermata la condanna in appello, ha dovuto dimettersi subito, perché l’ineleggibilità a quel punto è automatica.
GUY CARCASSONNE – COMMISSIONE RIFORMA COSTITUZIONALE
Quindi non bisogna chiedere proprio nessuna autorizzazione alla giunta o all’aula. Qui da noi il sistema delle immunità infatti è stato profondamente riformato dal 1995.
RUDY SALLE – DEPUTATO NOUVEAU CENTRE
I parlamentari francesi non sono al di sopra della legge e se commettono un reato sono condannati dai tribunali come tutti gli altri cittadini. L’unica differenza è che non possono essere arrestati senza l’accordo del Bureau dell’Assemblea Nazionale o del Senato, ma questo accordo nella pratica è dato in maniera automatica, non ci sono ostacoli.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Anche da noi la giunta e l’aula decidono se autorizzare un arresto, oltrechè le intercettazioni e perquisizioni. Alle richieste d’arresto, però, si sono sempre opposti e non c’è nessuna autorizzazione automatica.
CARLO GIOVANARDI - PRESIDENTE GIUNTA AUTORIZZAZIONI - UDC
In tutti i paesi democratici l’arresto di un parlamentare è una cosa gravissima perché arrestando un parlamentare, vuol dire che in Parlamento viene... vengono modificati i rapporti di forza. Allora ci possono essere, condizioni, pensi al Senato oggi, il nostro Senato oggi, dove c’è una maggioranza di un voto, se non ci sono i Senatori a vita forse una di quello, pensi che l’amministratura decida di arrestare uno o due senatori, magari della maggioranza, è chiaro che se decide di arrestare, o il Senato, concedesse l’autorizzazione ad arrestare due senatori della maggioranza, cade il Governo, cade la Legislatura, e quindi ci sarebbero delle conseguenze politiche enormi.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L’equilibro politico è prioritario, nel resto d’Europa invece, non è l’aula che decide la sorte di un eletto, ma la corte. Anche in italia, nella bicamerale era stato proposto che fosse un organo terzo ad occuparsi di prendere queste decisioni.
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Personalmente non voterei a favore di una norma di questo genere. Preferisco l’errore fatto nella sovranità parlamentare che l’errore fatto da terzi non votati dal popolo.
BERNARDO GIORGIO MATTARELLA – PROF. DIRITTO AMMINISTRATIVO UNIV. SIENA
Questo è un sistema che deriva da epoche storiche in cui i giudici erano controllati dal potere esecutivo, dal governo, quindi proteggere i parlamentari dal giudice significava proteggerli dal potere esecutivo. Oggi i giudici sono indipendenti, oggi c’è una corte costituzionale, che è il giudice naturale degli organi costituzionali, quindi questa esigenza di tutelare il Parlamento dai giudici non c’è più.
GIOVANNA BOURSIER
Come si fa a evitare il rischio che poi questa cosa diventi una forma di autotutela? Cioè c’è una sentenza esecutiva che dice quello se ne deve andare, quello deve fare quest’altra cosa, quella non la può fare...Poi però la Camera...Frigerio e Dell’Utri non sono mai decaduti, mi viene da dire forse c’era un altro Governo che rimandava di volta in volta le sedute della Giunta e alla fine quelli sono rimasti lì?
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Tuttavia, io rispondo nel periodo in cui sono Presidente della Camera dei Deputati. In questo periodo è stata garantita in termini assolutamente non contestabili le norme del Parlamento e io credo che vada registrato che il deputato Previti non è più alla Camera dei Deputati. Lo dico senza iattanza! Lo dico come la registrazione di una capacità della Camera dei Deputati di decidere.
GIANFRANCO BURCHIELLARO – VICEPRESIDENTE GIUNTA ELEZIONI - ULIVO
Una sentenza che è passata in giudicato io credo debba essere immediatamente esecutiva come per qualsiasi cittadino.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Invece un deputato non è un qualsiasi cittadino, che per esempio se non va a lavorare rischia il posto, se si ammala dopo 6 mesi lo stipendio è al 50%. Rimaniamo sul caso esemplare: Previti si porta a casa 180.000 che sarebbero potuti rimanere nelle casse dello Stato se non fossero passati 14 mesi fra l’interdizione e la decisione dell’aula. Un’aula che però non ha mai frequentato. Assente al 100%. Interdetto, non lavora, stipendio pieno?
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Se supera il 30% dei voti ha diritto alla diaria, io penso che si possa arrivare al 50% in una modifica di questa norma, se non li superi gli viene tolta la diaria.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Quindi salta la diaria, 200 euro a seduta per un totale di circa 70.000 euro. Occupandosi solo degli affari suoi, Previti si è portato a casa 110.000 mila euro netti. Era anche membro della commissione difesa.
ROBERTA PINOTTI – DEPUTATA ULIVO
Non è mai venuto. Io sono presidente di commissione dal 6 giugno, quindi dall’inizio della legislatura, e l’onorevole Previti non ha mai partecipato a nessuna seduta di commissione.
GIOVANNA BOURSIER
Senta, ma secondo lei è giusto che un deputato pagato per fare questo lavoro, non venga alle sedute delle commissioni difesa di cui è membro?
ROBERTA PINOTTI – DEPUTATA ULIVO
Da questo punto di vista diciamo, l’onorevole Previti non è l’unico che non frequenta le sedute delle commissioni. Perché a volte diciamo ci sono anche membri di commissione che... non soltanto lui.
GIOVANNA BOURSIER
Quindi uno si prende lo stipendio anche per fare quel lavoro lì?
ROBERTA PINOTTI – DEPUTATA ULIVO
Si, a mio giudizio si.
GIOVANNA BOURSIER
Quindi dovrebbe venire in commissione?
ROBERTA PINOTTI – DEPUTATA ULIVO
Io, si, credo che sarebbe utile venire in commissione e fare il lavoro della commissione. Si è anche pensato se reinserire il registro delle presenze, o se inserire, come potrebbe essere il fatto che, come in aula, se uno non partecipa alle votazioni viene sottratta una parte della retribuzione, potrebbe anche essere visto questo per le commissioni. A mio giudizio sarebbe utile farlo, ma per ora, per i regolamenti parlamentari che ci sono attualmente non è prevista nessuna sanzione.
GIOVANNA BOURSIER
Al momento non esiste un registro delle presenze?
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
No, no. Non esiste.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Uno può non andare in commissione e non sono previste sanzioni. Vieni sanzionato invece se hai più del 70% di assenze non giustificate alle votazioni in aula. Sanzioni che evidentemente non fanno tremare di paura visto che, leggiamo:
BERLUSCONI, Forza Italia, ASSENTE 98%
BONDI, Forza Italia, ASSENTE 83,80%
BOSELLI, Socialisti, ASSENTE 85,11%
CICCHITTO, Forza Italia, ASSENTE 89,5%
DE LUCA, Ulivo, 73%
FASSINO, Ulivo, 91%
PEZZELLA, Alleanza Nazionale, ASSENTE 89,9%
Solo che a loro lo stipendio non lo tagliano.
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Dalla 12° legislatura hanno a disposizione quello che si chiama il bonus, cioè una quota di missioni, che vengono attribuite senza che il singolo parlamentare debba motivare la richiesta, ma in percentuale sulla quantità dei gruppi. In genere queste missioni vengono attribuite ai leader di partito.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Uno che fa il ministro in missione ci va spesso, e anche un segretario di partito. Le assenze si pareggiano con i bonus a disposizione dei partiti. Che puoi utilizzare anche in caso di malattia. In questo modo invece di perdere la diaria, come sarebbe previsto, ti porti a casa lo stipendio pieno. È quello che è successo a Cirino Pomicino: per un grave intervento è stato assente un anno ma risultava malato al 55% e in missione al 44%.
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Recentemente nel dibattito sul bilancio è stato avanzato un ordine del giorno che io ho portato immediatamente all’ufficio di Presidenza, dando incarico al questore di rivedere questa norma che aveva visto un’interpretazione, come si può dire... estensiva, che sulla base dell’ordine del giorno votato, io credo verrà corretta.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Consoliamoci con la Francia dove le regole non vengono neanche applicate. Anche qui, se non vanno al 50% delle votazioni, gli dovrebbero tagliare la diaria, ma poi nessuno lo fa.
GUY CARCASSONNE –COMMISSIONE RIFORMA COSTITUZIONALE
Nel regolamento dell’Assemblea nazionale c’è un articolo, il 162, che prevede sanzioni per i parlamentari che non prendono parte almeno al 50% delle votazioni. Ma dal 1958 questo articolo non è mai stato applicato, ed è uno dei più gravi problemi del Parlamento francese, perché i parlamentari molto spesso cumulano il loro incarico nazionale con altri incarichi locali, e poi si occupano più del livello locale che di quello nazionale, e questa è davvero una calamità assoluta per l’assemblea.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora in Germania invece funziona cosi, se non ti presenti in aula ti tolgono 100 euro, se però avvisi per tempo il Presidente te ne tolgono 50, se sei malato, te ne tolgono 20. In Svezia non ti tolgono niente, è un fatto talmente raro non presentarsi che non hanno nemmeno avuto bisogno, di fare un regolamento, se uno non si presenta vuol dire che è malato, o è un fatto assolutamente straordinario.
E adesso invece passiamo alla ineleggibilità. Che cos’è? Secondo la legge se tu vuoi candidarti al Parlamento e sei sindaco di un comune con più di 20.000 abitanti, devi dimetterti dalla carica 6 mesi prima dello scioglimento delle camere. Questo per evitare che un candidato venga favorito rispetto ad un altro. Però se tu te ne freghi e non ti dimetti dalla carica di sindaco e ti candidi lo stesso e poi vieni eletto, il caso viene valutato dalla Giunta delle elezioni, che dovrebbe dire, “caro signore se ne torni al suo paese”. Nelle ultime elezioni Bodega sindaco di Lecco, e Neri sindaco di Lentini, entrambi della Lega, hanno fatto questo giochino e gli è anche andata bene.
GIOVANNA BOURSIER
Quindi lei dice tengo le due cose insieme per il momento e poi vedo come va a finire?
LORENZO BODEGA - DEPUTATO LEGA NORD
No, non ho tenuto le due cose insieme, io avevo finito di fare il sindaco di Lecco perché ero alla fine della mia seconda legislatura.
GIOVANNA BOURSIER
Però era ancora il sindaco di Lecco?
LORENZO BODEGA - DEPUTATO LEGA NORD
Infatti ci sono state le elezioni un mese dopo le elezioni politiche.
GIOVANNA BOURSIER
Però era ancora sindaco di Lecco e si è candidato... voglio dire lei ha fatto un ragionamento per non dimettersi, non è stata una questione che se lo è dimenticato o non sapeva?
LORENZO BODEGA - DEPUTATO LEGA NORD
No è stato fatto un ragionamento interpretando appunto il fatto che nel momento in cui accetti la candidatura, che è cosa avvenuta poco meno di un mese dopo, decadi da questa carica.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Solo che quando vengono eletti la giunta esamina il caso e decide di farli decadere da parlamentari. Ma l’aula, sovrana, vota il contrario e i due deputati restano sulle loro poltrone.
LORENZO BODEGA - DEPUTATO LEGA NORD
Il voto dell’aula poi alla fine al di là dell’interpretazione burocratica, diciamo cosi, nel vero senso della parola, ha dato un’interpretazione politica.
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Ho considerato quel voto un voto francamente molto grave, che ha certo menomato l’immagine della Camera.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Secondo norma il parlamentare che invece vuole diventare sindaco può farlo senza bisogno di dimettersi. Le regole sono cambiate nel 2002 quando la Giunta del governo precedente discusse i casi di 3 parlamentari nel frattempo eletti sindaci: Cammarata, Forza Italia, a Palermo, Zaccheo, AN, a Latina, e Di Giandomenico, UDC, a Termoli. Mentre fino ad allora casi analoghi avevano dovuto optare per una delle due cariche, per i casi in questione la giunta votò la compatibilità. E adesso se uno fa il sindaco non può diventare parlamentare, ma se fa il parlamentare può diventare sindaco. Recentemente il senatore Buccico, AN, è stato eletto a Matera, e il deputato De Luca, Ulivo, a Salerno. Anche in Francia si fa cosi.
NICOLE BORVO – SENATRICE PCF
Da questo punto di vista la Francia non può certamente essere presa come esempio.
Da noi ci sono moltissimi parlamentari che sono anche sindaci, sia deputati che senatori.
PATRICK ROJER – GIORNALISTA “LE MONDE”
Qui in Francia un parlamentare può avere contemporaneamente un mandato esecutivo nazionale e uno locale e quindi può essere contemporaneamente sindaco, Presidente della provincia o Presidente della Regione. Insomma può avere due mandati esecutivi.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In Svezia patria del rigore, la domanda è quasi inutile.
ULF CHRISTOFFERSSON – VICESEGRETARIO PARLAMENTO
Qui un membro del parlamento lo è a tempo pieno. Può restare piccolo amministratore a livello locale o regionale ma mai con cariche di comando esecutive.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè uno può fare il sindaco?
ULF CHRISTOFFERSSON – VICESEGRETARIO PARLAMENTO
No, no. Una volta si poteva, adesso non si può più.
GIOVANNA BOURSIER
C’è una legge?
ULF CHRISTOFFERSSON – VICESEGRETARIO PARLAMENTO
No, non c’è una legge, è una prassi, poiché è chiaro che non si possono fare le due cose insieme e poi ci sono anche casi in cui lo stabiliscono le regole interne dei partiti che dicono che se sei un leader a livello statale non puoi esserlo contemporaneamente a livello locale.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
E in Germania, un parlamentare può fare anche il sindaco?
THOMAS STROBL – DEPUTATO BUNDESTAG – CDU/CSU
No, non è possibile. Qui un parlamentare può solo avere la carica onorifica di sindaco, può succedere che sia sindaco onorario o che abbia altre cariche onorifiche a livello locale, per esempio nei consigli comunali, cittadini, o di circoscrizione. In comunità molto piccole ci sono sindaci ma solo a titolo onorifico, perché i sindaci onorifici non hanno incarichi esecutivi e statali che invece sono affidati ai sindaci di professione.
GIOVANNA BOURSIER
Da noi il ministro della giustizia Clemente Mastella è anche sindaco di una piccola città. È possibile questo in Germania?
THOMAS STROBL – DEPUTATO BUNDESTAG – CDU/CSU
No! Categoricamente no. Questo è escluso, è davvero impossibile qui in Germania perché un ministro non può svolgere nessun altra funzione o professione. È impensabile ed è proibito. Un ministro può fare solo il ministro.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
E adesso vediamo le incompatibilità. La legge 60 art 2 dice che “I membri del Parlamento non possono ricoprire cariche in associazioni o enti che gestiscono servizi per conto dello Stato o della Pubblica Amministrazione, o ai quali lo stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente”. In altre parole il deputato o il senatore non può avere cariche in enti, società, o associazioni che ricevono denaro pubblico. Il ragionamento è che con una mano dai e con l’altra puoi prendere e allora questo sarebbe meglio evitarlo. Invece la lista è piuttosto lunga. Cominciamo con il deputato ulivista D’Ambrosio, che è anche presidente dell’Ato che gestisce i servizi idrici di Pescara e Chieti, nonché sindaco di Pianella, consigliere provinciale di Pescara e segretario regionale del suo partito che era la Margherita e oggi si chiama PD.
GIOVANNA BOURSIER
Ne ha altre?
GIORGIO D’AMBROSIO – DEPUTATO MARGHERITA
No.
GIOVANNA BOURSIER
Tutto qua?
GIORGIO D’AMBROSIO – DEPUTATO MARGHERITA
No. Tutto qua.
GIOVANNA BOURSIER
Senta ma lei con tutte queste cariche è incompatibile perché sta in delle società che ricevono, come Ato, fondi pubblici, hanno concessioni statali, uno non può fare...?
GIORGIO D’AMBROSIO – DEPUTATO MARGHERITA
Allora per quanto riguarda la carica di sindaco di Pianella e consigliere provinciale sono cariche elettive pertanto non c’è assolutamente incompatibilità, l’Ato invece non è da comprendere secondo il mio giudizio, tra quelle società perché non ha attività di gestione bensì solo programmazione e controllo
. Se la giunta dovesse ritenere che c’è incompatibilità andrò subito a rassegnare le dimissioni, non voglio innescare nessun giudizio. Ritenevo nel rispetto di quello che è la norma che la funzione possa essere espletata. Tutto qui.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè bisogna aspettare la giunta: la giunta... oggi siete in carica da più di un anno e uno per più di un anno fa due cose insieme, nel suo caso anche di più, e però non dovrebbe farle. Non potrebbe uno dimettersi da solo?
GIORGIO D’AMBROSIO – DEPUTATO MARGHERITA
Si.
GIOVANNA BOURSIER
Onorevole Gramazio lei fa il senatore, e poi sta nel Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Sanità del Lazio?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio, si.
GIOVANNA BOURSIER
Perché non si è dimesso?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Io non mi sono dimesso perché siccome conosco i meccanismi dell’ agenzia di Sanità Pubblica, ho ritenuto che in questo anno era meglio la mia presenza all’interno di un organismo di cui ero stato il presidente e quindi ne conoscevo i meccanismi.
GIOVANNA BOURSIER
E allora non si doveva candidare a senatore?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Perché non mi dovevo candidare a senatore?
GIOVANNA BOURSIER
Perché uno non può stare...
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
No, perché non c’era l’incompatibilità di presentazione.
GIOVANNA BOURSIER
No, però se lei riteneva assolutamente essenziale la sua presenza dentro l’Agenzia della Sanità, allora non si doveva presentare?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Se ero presidente non mi sarei presentato. Ma siccome sono consigliere di amministrazione ed era previsto che uno può essere...infatti nel consiglio di amministrazione c’è un parlamentare di Forza Italia, c’è un consigliere comunale dei DS e c’è il Presidente anche, che è Assessore al personale del Comune di Roma.
GIOVANNA BOURSIER
Tutti col doppio incarico?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Ci sono tutti doppi incarichi.
GIOVANNA BOURSIER
Senta ha preso il doppio stipendio?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Si, non è uno stipendio è un’indennità.
GIOVANNA BOURSIER
Di quanto è?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
1.700 euro.
GIOVANNA BOURSIER
Al mese?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Al mese.
GIOVANNA BOURSIER
Più quello che guadagna da parlamentare?
DOMENICO GRAMAZIO – SENATORE AN
Più quello che prendo come parlamentare.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In effetti perché dovrebbero rinunciare volontariamente a due stipendi e al potere che conferisce un doppio incarico? Tanto ce l’hanno tutti, basta non sollevare il problema e arrivare alla fine del mandato. La giunta va a rilento e dopo un anno e mezzo di legislatura stanno ancora tutti lì. Poi quando il tempo scade dicono che non lo sapevano e si dimetteranno. Anche Tommaso Zanoletti che è senatore e presidente del Comitato Denominazione origini vini presso il Ministero. Un bacino di voti per chi si muove tra cooperative, associazioni e produttori di vini.
GIOVANNA BOURSIER
Sarebbe incompatibile?
TOMASO ZANOLETTI – SENATORE UDC
Si, ma no, sul problema dell’incompatibilità guardi io non pensavo ci fosse, chi mi ha nominato evidentemente pensava la stessa cosa, la Giunta delle elezioni ha riscontrato delle ipotesi di incompatibilità, io guardi non intendo assolutamente come dire resistere per cui entro i termini che mi sono stati assegnati per dare delucidazioni io mi dimetterò.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Il senatore Pietro Fuda dovrebbe conoscere le regole perché in politica ne ha viste tante. In Calabria è stato assessore e Consigliere Regionale, Presidente della provincia oltrechè dirigente della Cassa del Mezzogiorno. Ex democristiano, poi Forza Italia passa all’Unione per candidarsi in Parlamento e quando viene eletto conserva anche il posto di Amministratore Unico Sogas.
PIETRO FUDA – SENATORE PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
Non percepisco e voglio che venga messo in evidenza, nessuna indennità per questa attività né il rimborso spese e ho verbalizzato che quello che mi spetta, quando ci saranno le casse perché non navighiamo in buone acque, sarà devoluto a un istituto di beneficenza...
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Gli spettano circa 4 mila euro al mese e li devolve alla fondazione calabrese Padre Catanoso solo che il presidente della Fondazione Catanoso è lui. E non vuol saperne di dimettersi dalla Sogas, la società che gestisce l’aeroporto sullo stretto e riceve fondi pubblici.
GIOVANNA BOURSIER
Ma lei è parlamentare, con una mano uno dà con l’altra prende, perché uno deve stare in questa situazione?
PIETRO FUDA – SENATORE PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
No, no, mi faccia capire, con una mano dà e con una prende che cosa scusate?
GIOVANNA BOURSIER
Cioè uno fa... tra l’altro lei è anche membro della Commissione Finanze se non mi sbaglio del Senato?
PIETRO FUDA – SENATORE PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
Si, sono membro della Commissione Finanze.
GIOVANNA BOURSIER
Allora si amministrano le risorse dello Stato, le risorse dello Stato magari vanno alla Regione Calabria. La Regione Calabria poi le dà alla Sogas? E’ per questo che è stata fatta l’incompatibilità.
PIETRO FUDA – SENATORE PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
Guardi che nel momento che si perviene a questa contestazione è chiaro che mi dimetto. Ed è chiuso il discorso. Io mi interrogo qual è l’utilità mia, l’utilità del territorio che mi ha espresso quando io me ne vado, vengo a Roma a fare il senatore e abbandono l’aeroporto nel punto in cui l’abbiamo portato perché è lo stesso... che possa regredire e ritrovarlo poi peggio di come l’abbiamo preso. Cioè che senso ha che io faccia il senatore e non pensi ai problemi del territorio. Il territorio ha bisogno di un aeroporto.
GIOVANNA BOURSIER
Se lei vuol fare il Senatore non fa quello, altrimenti finiva di fare quello e poi faceva il Senatore! Perché deve fare per forza il Senatore? Se voleva occuparsi dei problemi del territorio calabrese restava in Calabria.
PIETRO FUDA – SENATORE PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
Guardi che io mi sono occupato del territorio calabrese, mi sono occupato fino a quando ho fatto l’Assessore Regionale, il Consigliere Regionale, l’Assessore alla Regione e il Presidente della Provincia. Poi sono venute le elezioni politiche e mi sono candidato al Senato, sono stato eletto e sono venuto a fare il Senatore. Mi sono accorto che in questa posizione potevo certamente dare una mano, perché l’aeroporto potesse crescere più rapidamente perché è chiaro che da Senatore, se lei mi consente, se debbo sollecitare una pratica che è un diritto, non un’imposizione, se telefono da senatore il nulla osta arriva 10 giorni prima. Io mi batto per una società in cui i diritti siano dei diritti e non dei favori, e non dei riconoscimenti non dovuti però la verità è questa: che se telefono per un nulla osta, se telefono per una conferenza di servizi questo si fa con una certa rapidità, purtroppo è la realtà in cui viviamo e mi auguro che venga al più presto superata.
GIOVANNA BOURSIER
Però purtroppo è proprio il motivo per cui ci sono le incompatibilità per cui uno non deve stare là e qui e cosi non fa questa cosa?
PIETRO FUDA – SENATORE PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
Io farei il ragionamento inverso se cosi è, metterei dei parlamentari dappertutto in modo che potessero rispondere delle loro cose, per poter accelerare le procedure nel Mezzogiorno.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
E infatti stanno “dappertutto”. Alla fine di luglio alla Camera gli incompatibili erano 57, si sono dimessi in 30 e adesso la Giunta deve esaminarne ancora 27. Per esempio: L’onorevole Misiti, Italia dei valori, Presidente di una Commissione sul passante di Mestre, l’onorevole D’Ulizia, sempre Italia Dei Valori, Presidente Dell’unione Cooperative Italiane e di un Fondo per la promozione della Cooperazione . Poi ci sono quelli del Coni, di Forza Italia, da Sabatino Aracu a Mario Pescante, a Manuela Di Centa, la campionessa passata alla politica con Berlusconi. Giuseppe Fini, Forza italia, è Consigliere della Cassa di Risparmio a Padova e Rovigo, Matteo Brigandì, Lega Nord, è Amministratore della Fingroup Spa, mentre Gianluca Galletti, Udc, sta in Paritel, Delta, River Holding e Unifin. Al Senato Pietro Cantoni, Forza Italia, siede anche nel Cda della C.a.l., “Concessioni Autostradali Lombarde”, mentre Dario Fruscio, della Lega, è addirittura Consigliere di Amministrazione dell’Eni. La Giunta si deve ancora pronunciare.
GIANCARLO PAGLIARINI
Devo dire a me Bossi mi aveva chiesto di fare il parlamentare e l’assessore a Milano ma dopo un po’ ho dato le dimissioni perché non è possibile. Un membro del Parlamento, almeno ai miei tempi, fino all’altra legislatura doveva lavorare deve essere qui, dalla mattina alla sera, non ce la fai mica a fare altri lavori!
GIOVANNA BOURSIER
C’è il problema delle incompatibilità, anche alla Camera dei Deputati ci sono un sacco di incompatibili ma perché anche in questo caso ci va più di un anno e uno sta in un posto e nell’altro, prende il doppio stipendio? Le regole sono regole!
FAUSTO BERTINOTTI – PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI
Io penso che questo sia un elemento di costume che vada corretto drasticamente, chiama in causa la responsabilità dei singoli parlamentari, che io penso dovrebbero essere sottoposti a un vaglio critico molto forte.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Non si capisce da chi, visti i tempi della Camera, e non risulta che i Partiti si preoccupino. E nemmeno agli elettori è dato conoscere tutte le attività nelle quali è coinvolto un parlamentare. E’ più facile per un cittadino tedesco, perché in Germania le attività collaterali di ogni parlamentare e i suoi compensi sono pubblici. I dati stanno su internet: qui si legge cosa fa il parlamentare oltre al suo lavoro per il Bundestag e qui quel che guadagna oltre all’indennità. Da noi leggiamo solo che è parlamentare, di quale partito, e gli incarichi in parlamento.
HERMANN SHEER – DEPUTATO BUNDESTAG- SPD
Recentemente è stata introdotta una regolamentazione sulla trasparenza, che dice che le attività collaterali, se vengono retribuite, devono essere rese pubbliche. Ogni entrata che si riceve da parte di terzi fino a 1000 euro deve essere reso nota. Questo è il primo livello. Deve essere reso noto anche chi lo ha pagato. La stessa cosa riguarda gli importi fino a 3500 euro, secondo livello. Mentre dai 7000 euro in su entriamo nel terzo livello. Questa regolamentazione però è ancora da mettere a punto, perché basta che uno metta una crocetta sul livello tre e tu non sai se prende 7000 euro o 100.000. Ma sistemeremo presto anche questa parte. Il nostro obiettivo è la trasparenza completa.
GIOVANNA BOURSIER
Anche da voi uno può fare altre professioni o deve sospendersi?
ULF CHRISTOFFERSSON – VICESEGRETARIO PARLAMENTO
Normalmente no. Ad esempio adesso ci sono uno o 2 casi di parlamentari che fanno anche gli avvocati. Non c’è’ una regola o una legge che glielo vieti, è un fatto etico. Comunque abbiamo un registro dove sono segnate le entrate dei parlamentari, quelle relative al loro stipendio e ai loro compensi collaterali ..tutti sono obbligati a dichiarare i loro compensi... per vedere i conflitti di interesse, ed è un registro pubblico, è una regola di trasparenza. Chiunque può leggerlo e farsi un’opinione. Dai giornalisti ai cittadini.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In nessun paese c’è una legge che vieta il secondo o il terzo lavoro, diciamo che in genere non si fa. E comunque i dati devono essere pubblici. In Italia non lo sono. Se te li vai a cercare scopri per esempio che fra i Senatori ci sono medici, avvocati, imprenditori, dirigenti d’azienda, consulenti di sicurezza urbana, imprenditore doganalista, sindaci di società, editori, professori universitari.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Anche in Francia il parlamentare può esercitare la libera professione ma ci sono casi in cui è vietato.
RUDY SALLE – DEPUTATO NOUVEAU CENTRE
Ci sono alcune professioni e funzioni che sono vietate, per esempio non si può essere dipendenti pubblici e,non si può essere medici in una struttura ospedaliera pubblica. E anche gli avvocati, come me, non possono accettare casi dove è coinvolto anche lo Stato.
GUY CARCASSONNE – COMMISSIONE RIFORMA COSTITUZIONALE
Un avvocato può continuare tranquillamente a svolgere la sua professione durante il mandato parlamentare, ma non può assolutamente occuparsi di casi contro lo Stato, e non può nemmeno avere tra i suoi clienti persone che occupano cariche pubbliche, o che fanno affari con lo Stato.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Gaetano Pecorella nella scorsa legislatura era deputato, Presidente della Commissione Giustizia e avvocato del Presidente del Consiglio. In questa è deputato e avvocato. Berlusconi che occupa una carica pubblica è sempre suo cliente.
GIOVANNA BOURSIER
Ne parliamo? Cioè non c’è conflitto?
GAETANO PECORELLA – DEPUTATO FI
Ne parliamo molto volentieri. Primo, quando ci fu la prima elezione come presidente della Commissione Giustizia l’opposizione, oggi maggioranza, si astenne, ed ero già avvocato di Berlusconi; secondo nessuno sollevò mai la questione di una mia presunta incompatibilità come Presidente; terzo diciamo che forse bisognerebbe ricordare che le leggi non le fa il Presidente della Commissione Giustizia ma le vota il Parlamento.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La commissione però le esamina e decide se proporle all’aula e certamente ‘leggi ad personam’ sono state fatte. Detto questo: dove lo trova il tempo per fare anche l’avvocato?
GAETANO PECORELLA – DEPUTATO FI
Io la inviterei a guardare le mie presenze in aula e in commissione per rendersi conto dove trovo il tempo, dipende quante ore al giorno uno intende lavorare, dipende dall’organizzazione che ha della sua attività professionale. Altrimenti avremmo i professionisti della politica che dal 1994 tutti hanno detto che erano dei burocrati che andavano mandati via.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L’onorevole Tabacci, invece, pensa che sia complicato tenere il piede in due scarpe e nel 2001 quando è rientrato in parlamento ha venduto la sua società.
GIOVANNA BOURSIER
Perché l’ha fatto?
BRUNO TABACCI – DEPUTATO UDC
Perché rientravo in Parlamento e da lì a poche settimane sono diventato presidente della Commissione delle Attività Produttive e c’erano degli evidenti conflitti di interesse che andavano affrontati in radice e in modo molto radicale.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Anche Tabacci, ai tempi di Tangentopoli, era stato accusato di finanziamento illecito ai partiti. Per affrontare i processi poi conclusi con l’assoluzione, si era sospeso dall’attività politica.
BRUNO TABACCI – DEPUTATO UDC
Finché ho dovuto risolvere le mie questioni non mi sono occupato neppure direttamente o indirettamente delle questioni politiche. Non è che militavo in quel momento in un partito e andavo a spiegare alla gente come ci si doveva comportare.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Pubblicità e poi andiamo in Calabria.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
E andiamo in Calabria, più precisamente a Catanzaro su un’inchiesta che sta agitando l’intero paese: da una parte il sostituto procuratore De Magistris che indaga, dall’altra il Ministro della giustizia Mastella che dice: indaga male. Ma cosa sta succedendo di così oscuro in questa regione? Quello che sappiamo che il dramma è il lavoro, e sui posti di lavoro si giocano i voti. Dal 2007 al 2013 è previsto l’arrivo di 12 miliardi di euro, destinati allo sviluppo. Sono tanti soldi che gli amministratori dovrebbero usare per la crescita della regione.
Quello che noi questa sera proviamo a raccontare, emerge da documenti e testimonianze che la nostra Giovanna Boursier ha raccolto, è solo l’inizio di un’inchiesta il cui sviluppo è legato a tante, troppe incognite.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Una dipendente regionale, ha denunciato alla procura di Catanzaro di essere stata costretta a versare il 15% della sua busta paga a un consigliere regionale, Antonio Acri. La test dice:
“Questa è un’imposizione dalla quale non si può prescindere se si vuole lavorare”.
GIOVANNA BOURSIER
Acri di che partito è?
LA TESTE
Dei DS.
GIOVANNA BOURSIER
Come gli dava questi soldi?
LA TESTE
All’inizio attraverso un bonifico poi in contanti.
GIOVANNA BOURSIER
E per quanto tempo glieli ha dati?
LA TESTE
Fino a che sono stata nella struttura.
GIOVANNA BOURSIER
Quanto gli dava?
LA TESTE
La cifra è variata nel corso del tempo. Insomma all’ultimo davo intorno ai 160 euro.
GIOVANNA BOURSIER
Al mese. E quanti ne guadagnava?
LA TESTE
1240 circa.
GIOVANNA BOURSIER
Come glieli chiedevano... come spese? Cioè come motivavano questi versamenti?
LA TESTE
In realtà non c’era una motivazione precisa, spese di segreteria.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Era la segreteria di una struttura speciale alla quale hanno diritto consiglieri e assessori della regione. Le persone vengono assunte per chiamata, il politico comunica nominativi e incarichi al Consiglio Regionale che provvede al contratto e paga gli stipendi. Nella sua deposizione la teste aggiunge: “La somma la dovevo consegnare alla segretaria particolare di Antonio Acri, tale Nicoletta Perrotti”.
In questa lettera Nicoletta Perrotti scrive ai dipendenti della struttura:
“Cari colleghi, la sede di via Alimena, utilizzata in campagna elettorale, rimarrà aperta come punto di riferimento per istituzioni, amministratori e cittadini. Le spese ammontano a circa 2000 euro al mese così suddivise...” e stabilisce le quote di ciascuno. “Le somme dovranno essere a me consegnate entro il 30 di ogni mese. Relativamente ai membri della struttura speciale vi ricordo che nella busta paga di settembre saranno calcolati i mesi giugno, luglio e agosto, per cui la somma da versare si intende moltiplicata per 3. ”
Uno si chiede: perché se bisogna tenere aperta la segreteria di un politico non la paga il politico o il partito? e perché la pagano i lavoratori con uno stipendio che ricevono dalla regione?
AL TELEFONO ANTONIO ACRI CONSIGLIERE REGIONALE
La Marsili dice delle assurdità, dice una infamia.
GIOVANNA BOURSIER
Però, onorevole Acri, il problema è: questi lavoratori devono o non devono dare...
AL TELEFONO ANTONIO ACRI CONSIGLIERE REGIONALE
Assolutamente no, assolutamente no, assolutamente no!
GIOVANNA BOURSIER
Non dico a lei ma sul conto della sua segretaria Nicoletta Perrotti?
AL TELEFONO ANTONIO ACRI CONSIGLIERE REGIONALE
Assolutamente no. Tenga conto che la struttura, per evitare di viaggiare continuamente e indietro da Reggio Calabria, utilizzano la mia segreteria per lavorare, il telefono, internet, il frigorifero eccetera eccetera.
GIOVANNA BOURSIER
E chi la paga quella segreteria di Via Alimena?
AL TELEFONO ANTONIO ACRI CONSIGLIERE REGIONALE
La pago io, la pago io, la pago io dottoressa, la pago io, la pago io!
GIOVANNA BOURSIER
Senta ma possiamo fare un’intervista?
AL TELEFONO ANTONIO ACRI CONSIGLIERE REGIONALE
Quando si conclude l’indagine, prima non voglio parlare.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Dalle indagini saltano fuori tutti i bonifici dei lavoratori di Acri. I soldi non vanno sul conto del consigliere ma della sua segretaria, Nicoletta Perrotti.
La teste aggiunge: “So che tra quelli che pretendono le somme più cospicue vi sono l’assessore regionale Michelangelo Tripodi, il vicepresidente della giunta Nicola Adamo, il consigliere Feraudo e l’allora assessore regionale Morrone”. Che adesso fa il deputato, dell’Udeur.
Nicola Adamo, vicepresidente della giunta regionale, che ha querelato la teste, lo troviamo alla presentazione del candidato calabrese alle primarie del pd.
NICOLA ADAMO - DS
Per quanto riguarda il mio caso è una grande provocazione da regime pre-fascista.
GIOVANNA BOURSIER
La diciamo questa cosa qua?
NICOLA ADAMO - DS
No, non me lo faccia dire. Perché io voglio aggiustare nelle aule giudiziarie. Questa è una grande provocazione. Perché lei sa chi è la Marsili? È la moglie del giudice che ha arrestato il capogruppo dei Ds Franco Pacenza.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Franco Pacenza è il capogruppo DS in Regione, arrestato un anno fa con l’accusa di aver imposto assunzioni a un imprenditore che gestiva contributi comunitari attraverso aziende fantasma. Il Pm ha chiesto l’archiviazione. L’arresto di Pacenza fu chiesto dal compagno della Teste, che qualche giorno dopo viene licenziata dalla struttura di Acri.
LA TESTE
Io non è che sono stata licenziata, la cosa terribile non è questa, è il fatto che io sono stata indotta alle dimissioni. Se poi è stato fatto passare come un licenziamento da parte mia non lo era sicuramente. Io ho subìto delle pressioni affinché me ne andassi da quella struttura. Ho dovuto consegnare, scrivere di mio pugno, questo non lo posso negare una lettera di dimissioni.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Andiamo da un signore che lavorava per Maurizio Feraudo, consigliere dell’Italia dei Valori.
LAVORATORE
Della somma che mi veniva pagata diciamo dalla ragioneria della Regione Calabria io dovevo versare una parte di questi soldi al Consigliere Regionale.
GIOVANNA BOURSIER
Lei quanto guadagnava?
LAVORATORE
Fra i 1800 e 1900 e
dovevo consegnare diciamo un terzo di questi soldi.
GIOVANNA BOURSIER
Quindi 600 euro al mese?
LAVORATORE
Almeno 600 euro al mese, e li ha voluti solo ed esclusivamente in contanti, la tenuta della segreteria politica.
GIOVANNA BOURSIER
Era una sorta di tangente per conservare il lavoro?
LAVORATORE
Senza dubbio è una tangente. Nel momento in cui incominciavo a non voler più versare quelle somme, sono stato allontanato.
GIOVANNA BOURSIER
E’ stato licenziato?
LAVORATORE
Licenziato in tronco.
GIOVANNA BOURSIER
Lei ha denunciato questo all’autorità giudiziaria?
LAVORATORE
Certo. Ci sono indagini in corso.
GIOVANNA BOURSIER
È vero o no che lei ha preso... ha chiesto dei soldi ai lavoratori?
MAURIZIO FERAUDO – CONSIGLIERE REGIONALE –ITALIA DEI VALORI
Assolutamente per quello che mi risulta no. Anche perché ritengo che il consigliere regionale cosi come chiunque fa politica ad un certo livello, non può appartenere questo modo di operare perché altrimenti sarebbe la fine delle istituzioni.
ANTONIO DI PIETRO - MINISTRO INFRASTRUTTURE
È gravissima come accusa. Evidentemente quando è stato candidato non aveva queste accuse, tanto è vero che le ha avute in relazione al mandato che ha avuto, lo abbiamo immediatamente sospeso dalle attività di partito ed è sotto indagine preliminare.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Per il momento ci sono solo delle indagini. Michelangelo Tripodi, assessore all’urbanistica della Regione Calabria e segretario regionale del Partito dei Comunisti italiani, la vicenda la vede così.
MICHELANGELO TRIPODI – ASSESSORE REGIONALE PDCI
Per quanto ci riguarda il Partito dei Comunisti Italiani si regge con i contributi dei propri eletti, di chi sta negli incarichi, di chi ha diciamo rapporti con il partito. Io personalmente dò un contributo mensile al partito così come molte altre persone, molti altri compagni.
GIOVANNA BOURSIER
Lei quanto guadagna?
MICHELANGELO TRIPODI – ASSESSORE REGIONALE PDCI
Io guadagno intorno ai 12.000 euro.
GIOVANNA BOURSIER
Mensili netti?
MICHELANGELO TRIPODI – ASSESSORE REGIONALE PDCI
Si.
GIOVANNA BOURSIER
E quanto versa al partito?
MICHELANGELO TRIPODI – ASSESSORE REGIONALE PDCI
4.500 euro e verso regolarmente al partito e quindi è una regola quella che noi garantiamo.
GIOVANNA BOURSIER
Non mi è completamente chiaro: perché le persone che prendono uno stipendio dalla Regione sono lavoratori mica militanti del Pdci?
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Come no? Non è che sono dipendenti regionali questi. Attenzione sono persone nominate da me.
GIOVANNA BOURSIER
Ma chi le paga?
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Le paga la Regione ma sono persone di fiducia, attenzione.
GIOVANNA BOURSIER
Perché uno dice io ti nomino però tu dai una percentuale del tuo...
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Dai un contributo. Cioè se non viene chiamato nel gruppo non sarebbe un lavoratore. O forse non riesco a spiegarmi?
GIOVANNA BOURSIER
No, no lei si spiega. Vuol dire che se lei gli dà il lavoro ce l’ha se lei non glielo dà...
MICHELANGELO TRIPODI - PDCI
Non lavorerebbe. Ma è un compagno, però, pure.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
I dipendenti della regione sono scelti dal partito e quindi versano un contributo al partito. Vale anche per l’Italia dei Valori?
MAURIZIO FERAUDO – CONSIGLIERE REGIONALE ITALIA DEI VALORI
No, noi no. Io lo faccio io come consigliere regionale e dò il mio contributo al partito. Ci sono dei partiti nei quali ognuno che ha la possibilità di lavorare grazie all’incarico politico-istituzionale mi risulta che versi regolarmente rendicontato una parte di quello che... un contributo al partito nazionale o regionale.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Se fosse rendicontato sui conti dei partiti nessun problema. Ma i soldi versati per la segreteria del consigliere Acri non vanno sul conto dei Ds, ma su quello della sua segretaria. Decideranno i magistrati se va bene. Entriamo nell’inchiesta “Why not”. In questo caso ad assumere era Antonio Saladino. Calabrese, Comunione e Liberazione, al vertice della compagnia delle opere del sud, prima faceva il veterinario poi si occupa di lavoro interinale. E, secondo l’accusa, utilizzava una rete di società per ottenere, finanziamenti pubblici garantiti da amici politici e gestire soldi, consulenze e lavoro. Adesso è uno degli indagati a Catanzaro.
AL TELEFONO ANTONIO SALADINO
La ringrazio, avrei tanta voglia di dire tante cose, però in questo momento i miei avvocati mi hanno detto di stare assolutamente zitto con la stampa.
GIOVANNA BOURSIER
Ma lei ha fatto delle interviste?
AL TELEFONO ANTONIO SALADINO
No! Su questo no, assolutamente no.
GIOVANNA BOURSIER
Perché io ne ho vista una...
AL TELEFONO ANTONIO SALADINO
Si, vabbè, ma erano domande concordate prima con risposte secche e basta.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Caterina Merante, la teste alfa, testimone chiave dell’accusa. era una delle principali collaboratrici di Saladino ma dopo 5 anni se ne va e lo denuncia. Giovane imprenditrice nel 2002 aveva rilevato la “Why not”, una società che fa servizi e difesa del territorio ma che, lei dice, Saladino voleva far funzionare a modo suo.
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Il sistema era: ci sono delle imprese che operano nel mercato. Per potersi mantenere sul mercato, ovviamente bisogna presentare dei progetti, delle richieste di finanziamento. Le richieste di finanziamento, possono essere molte volte tracciate.
GIOVANNA BOURSIER
Tracciate da chi?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Tracciate da un sistema intrecciato di imprenditori, politici, forze dell’ordine, eccetera.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Negli atti dichiara:
“Saladino teneva molto a rafforzare i legami istituzionali anche attraverso assunzioni di persone segnalate da carabinieri... prefetti, magistrati... e ha rapporti molto stretti con alti ufficiali della guardia di finanza e con appartenenti ai servizi segreti.”
Il pm De Magistris ha mandato avvisi di garanzia a politici importanti, finanzieri, uomini dei servizi e della magistratura. Indaga sulla gestione illecita di fondi europei e appalti pubblici. Ci sono più di 20 indagati e i reati vanno dall’associazione a delinquere, alla truffa, alla corruzione.
GIOVANNA BOURSIER
E in cambio che cosa danno queste aziende, società eccetera al politico?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
La possibilità di gestire sistemi di potere.
GIOVANNA BOURSIER
Attraverso... dei posti di lavoro? E’ così?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Bè sicuramente soprattutto attraverso posti di lavoro.
GIOVANNA BOURSIER
Quindi io assumo chi tu mi chiedi e tu in cambio mi dai il finanziamento, la legge e così via?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Si può sintetizzare così una parte dell’attività economica calabrese.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Alle società andrebbero i fondi pubblici, al lavoratore il posto, ai politici voti e clientele.
Secondo l’accusa il sistema si infila dappertutto. Dalle intercettazioni emerge che anche il vescovo voleva l’assunzione di sua nipote, biologa, all’istituto zooprofilattico napoletano.
INTERCETTAZIONE
ANTONIO SALADINO:
“Vedi che la questione di tua nipote, ti volevo dire, la sto risolvendo, perché mi ha chiamato quel veterinario e praticamente c’è un problema che gli devono fare un colloquio a Napoli hai capito?”
ECCELLENZA:
Ho capito.
ANTONIO SALADINO:
Però ora mi hanno fatto arrabbiare, perché questa mattina gli ho detto, allora se voi fate così
io finanziamenti non ve ne faccio avere più,
Gli ho detto allora al vostro ente non ne darò più finanziamenti. No mi hanno detto, no, no, no, che ora lo facciamo!
GIOVANNA BOURSIER
E’ vero che c’era un elenco di persone che qualcuno, cioè che qualcuno dei politici di volta in volta chiedevano a Saladino di assumere, un sistema che non coinvolge solo la politica no?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
È chiaro che se l’ho dichiarato lo confermo. Io confermo ogni parola di quel verbale.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè la situazione era che le veniva detto noi dobbiamo assumere questa persona qua perché ce lo ha detto il generale tal dei tali o il sotto segretario...?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Non era così lungo il discorso, era molto più sintetico.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In questo elenco compilato da Saladino, accanto a quelli da assumere c’è il nome di chi lo raccomanda. Per esempio questi sono segnalati da Nicola Adamo. Ne chiamiamo uno. Ci risponde la zia perché lui non è in casa.
AL TELEFONO LA ZIA DI UN RACCOMANDATO
Lavora con Adamo, l’onorevole Adamo. Porta la macchina con Adamo.
GIOVANNA BOURSIER
Fa l’autista?
AL TELEFONO LA ZIA DI UN RACCOMANDATO
Quando ha bisogno lo chiama e vuole accompagnato a Roma, vuole accompagnato a Reggio, chisto è tutto il lavoro. Non so nemmeno quanto gli dà. Mah se Adamo non c’è più Feliciano casca giù.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Nicola Adamo è indagato per corruzione, associazione a delinquere, truffa e truffa ai danni dello stato. Secondo questa lista però a segnalare persone da assumere, sarebbero in tanti: Loiero, governatore della Calabria, Pirillo, assessore regionale all’agricoltura, Bova, dirigente dei Ds e presidente del consiglio regionale, poi Meduri, ex presidente della giunta regionale, deputato margherita e sottosegretario alle infrastrutture. Gargano presidente di Fincalabra, qualche vescovo, la Cisl, Cgil e anche il senatore Fuda.
PIETRO FUDA – SENATORE- PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
Cioè ho indirizzato qualcuno che era disoccupato perché loro avevano uno sportello che era Obiettivo Lavoro. E di disoccupati tenga conto che in Calabria ne abbiamo. Cioè loro avevano una specie di short list che mettevano a disposizione sostanzialmente di chi aveva bisogno di queste persone, di queste...
GIOVANNA BOURSIER
Se lo chiedevo io il lavoro me lo davano?
PIETRO FUDA – SENATORE- PARTITO DEMOCRATICO MERIDIONALE
Registravano subito la richiesta, non è che avevano lavoro per tutti.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Che un politico segnali nomi ad amico in grado di assumere è consuetudine. Purtroppo a scapito di chi l’amico non ce l’ha, sta di fatto che Obiettivo Lavoro è una delle più grandi agenzie di lavoro interinale d’Italia che, secondo l’accusa, otteneva appalti senza gara pubblica e la regione avrebbe fatto le leggi per Saladino, nel 2002 quella che serve a stabilizzare i 490 interinali di obiettivo lavoro. Il giorno prima dell’approvazione Saladino fa il consorzio Brutium, che poi vince l’appalto: 8 milioni di euro.
Leggiamo quel che dice un testimone dell’inchiesta:
“...so che la legge fu scritta da Luzzo...con il quale Saladino era molto legato, lo stesso Adamo era favorevole, anche perché la gran parte delle persone erano assunte...su indicazione proprio di quest’ultimo”.
Gianfranco Luzzo è l’ex assessore alla Sanità della regione e oggi presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, indagato per corruzione, associazione a delinquere, truffa e truffa ai danni dello Stato. Come Mario Pirillo, assessore all’agricoltura in regione, che per Saladino ha sponsorizzato il progetto “tristezza”: 3 milioni di euro per curare una malattia degli agrumi che in Calabria non esisterebbe. Dove finiscono i fondi pubblici dovrà stabilirlo un processo. Ma c’è anche il capitolo consulenze che si potrebbero pilotare a favore di chi ti ha fatto l’appalto.
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Ti giungono delle commesse, tu paghi le consulenze e in questo modo restituisci il denaro. Si può chiamare ifi commerciale, si può chiamare in diversi modi. Anche di questo abbiamo discusso tante volte tra di noi... sulla bontà di questo.
GIOVANNA BOURSIER
Chi è che le chiedeva le consulenze? Chi è che si faceva pagare?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Noi abbiamo pagato la consulenza alla società Need.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Nella Need, Saladino risulta Presidente e Consigliere.
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Poi ci è stato chiesto di pagare, di comprare dei prodotti da un’altra azienda, come si può leggere dagli atti.
GIOVANNA BOURSIER
Cioè per esempio voi avete comprato questo software da Macrì dalla Met per 280 mila euro?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Si quella è l’ultima azione che abbiamo fatto ubbidendo al capo. Perché poi, subito dopo quell’azione, ci siamo rifiutati di andare oltre.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Il software non funzionava. La società che glielo vende è di Pietro Macrì, indagato per truffa, e corruzione con la moglie, Marinella De Grano, e il cognato, Francesco De Grano, dirigente della regione. C’è un’altra richiesta a cui la Merante dice no: pagare 150 mila euro ad Antonietta Magno, da cui Saladino voleva rilevare la Iset. Per la trattativa la Magno si presenta in Calabria accompagnata dal generale della Guardia di finanza, Paolo Poletti.
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Come può un rappresentate dello Stato mediare una compravendita? Io non so se questo sia un reato, perché non sono un avvocato, ma che possa essere antietico ho qualche dubbio.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Poco dopo la società della Magno fallisce e dovrebbe perdere un appalto da 8 milioni di euro con la Guardia di finanza. Secondo l’accusa però, il generale Poletti sarebbe intervenuto per far modificare i contratti Cipe in modo che l’appalto restasse alla Magno in un’ altra società. Il generale, indagato, nega tutto. Ma degli accordi per modificare i contratti parla il deputato UDC Giuseppe Galati, allora sottosegretario alle infrastrutture, che chiama Saladino.
PINO ...ti volevo dire, l’altro giorno abbiamo fatto
...una bella cosa... l’altro giorno ho visto il Generale Paolo POLETTI...credo per la stessa cosa che dici tu...ed io ho fatto
ANTONIO: Bravo... glielo hai detto chiaro, chiaro, che non si mettessero a giocare...
PINO: No questo no...mi ha chiamato lui perché c’è da fare una modifica a quel contratto...
ANTONIO: Eh...
PINO: ... e l’abbiamo fatto...
ANTONIO: E cosa ti ha detto? Lui cosa ti ha detto?
PINO: gli ho detto si Paolo... è una cosa tecnica per me non... gli ho detto io... sai trovi qualche collega tuo che certe volte non è...hanno avuto problemi gli uffici e siamo riusciti a farla ...al C.I.P.E e a questa cifra...
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
A un certo punto a noi venne chiesto ad esempio di dare una consulenza di 100mila euro ad una persona, che ovviamente si può leggere negli atti, ci è stato detto che quei 100mila euro li avremmo recuperati con le gare grazie a questa persona. Ripeto, questa cosa mi è stata detta davanti ad altri.
GIOVANNA BOURSIER
Stiamo parlando della moglie di un consigliere regionale?
CATERINA MERANTE - IMPRENDITRICE
Questo credo che lo possa leggere dagli atti.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Negli atti dichiara che è la moglie di Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio, presidente del consorzio Clic questo Consorzio dovrebbe sviluppare il settore informatico, ma i finanziamenti finirebbero nella Tesi, una società in cui ci sono politici di ogni schieramento: Michelangelo Spataro, capogruppo Udeur a Cosenza, Michele Montagnese, Forza Italia, ex sindaco di Vibo Valentia condannato in primo grado per abuso d’ufficio e concorsi truccati, Mario Maiolo, assessore Regionale Margherita.
E poi Fabio Schettini, ex braccio destro dell’ex ministro Frattini, e Giovanbattista Papello, ex ufficio emergenza ambientale, già indagati nell’inchiesta Poseidone su presunti illeciti nella gestione dei fondi della depurazione. Grazie ai loro incarichi Schettini e Papello finanziavano la Tesi. In questo documento figurano i pagamenti, destinati alla Costa calabrese, alla costruzione di pozzi neri, al servizio sulla medicina. Servizi che non sarebbero mai stati fatti.
Precisiamo che per ora non c’è nessun rinvio a giudizio. Si sta indagando.
GIOVANNA BOURSIER
Che evidenze ci sono che questi finanziamenti non sono serviti a fare le opere per le quali erano destinati?
LUIGI DE MAGISTRIS – SOSTITUTO PROCURATORE – CATANZARO
In molti casi si è potuto dimostrare che i finanziamenti pubblici, in particolare quelli europei, non sono stati poi destinati per le opere pubbliche per le quali vi era stata l’erogazione iniziale da parte degli enti pubblici, in particolare dell’Unione Europea. I settori sono diversi, da quello del turismo quello ambientale, quello della sanità, dell’informatica eccetera e ci sono dei casi anche assolutamente clamorosi, ad esempio di fondi destinati al turismo per alberghi quando poi non è stato realizzato nemmeno un pilastro di quegli alberghi. Ma l’aspetto più importante da sottolineare, che non riguarda solo questa inchiesta in corso della quale non posso parlare, ma di altre che sono state condotte nel recente passato, riguarda soprattutto le modalità con le quali vengono prese queste somme in modo illecito, attraverso soprattutto la costituzione di società spesso miste, pubblico private, che formano delle scatole cinesi che servono per inserirsi in tutti i rivoli dei finanziamenti pubblici, dall’ambiente, alla sanità, all’informatica, alle opere pubbliche, e in tal modo riescono, attraverso collusioni nella pubblica amministrazione, a intervenire nel momento dell’erogazione e quindi nello gestire con modalità illecite successivamente queste somme di denaro. Quindi progetti pubblici, le opere, in genere non vengono realizzate, i soldi vengono in questo modo a favorire le persone coinvolte in questa vicenda.
GIOVANNA BOURSIER
Di che cifre stiamo parlando?
LUIGI DE MAGISTRIS – SOSTITUTO PROCURATORE – CATANZARO
Complessivamente si parla di miliardi di euro di fondi stanziati e quindi di fondi depauperati in modo illegale di milioni di euro
GIOVANNA BOURSIER
Fondi stanziati per lo sviluppo della Calabria?
LUIGI DE MAGISTRIS – SOSTITUTO PROCURATORE – CATANZARO
Sì lo sviluppo della Calabria, in particolare fondi europei ma anche, fondi nazionali e anche fondi poro regionali e poi non dimentichiamo che nella Calabria c’è l’ufficio del commissario per l’emergenza ambientale che dal 1998 in poi ha potuto godere di ingentissime somme di denaro, poi basta un po’ vedere la situazione ambientale in Calabria per rendersi conto se sono stati spesi in modo corretto o meno.
GIOVANNA BOURSIER
E’ vero che ha ricevuto un proiettile?
LUIGI DE MAGISTRIS – SOSTITUTO PROCURATORE – CATANZARO
Non posso rispondere perché c’è un’indagine in corso.
GIOVANNA BOURSIER – FUORI CAMPO
Da ieri il Pm De Magistris non è più titolare dell’inchiesta “Why Not” che è stata avocata dalla Procura Generale di Catanzaro per incompatibilità visto che stava indagando anche sul ministro della Giustizia che aveva chiesto al Csm il suo trasferimento.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
L'inchiesta è in corso con le tante difficoltà e polemiche che le cronache stanno ampliamente riferendo. Anche il Ministro della Giustizia Mastella, sarebbe indagato nell’inchiesta che riguarda i fatti che abbiamo appena narrato.