oggi sto ridendo.Salvatore Buglione che aiuta a chiudere l'edicola della moglie in un quartiere tranquillo della zona collinare di Napoli. Arrivano quattro rapinatori, sono armati. E feroci. Lui cerca di dissuaderli, loro reagiscono accoltellandolo al cuore.
Antonio Pizza, giovane padre di un piccolo di pochi mesi, che viene rapinato dell'auto. Cerca di resistere, si aggrappa allo sportello della sua Multipla, ma il delinquente non si ferma. Anzi, accelera. Lo trascina per decine di metri. Antonio morirà dopo otto giorni di agonia.
La studentessa americana, stuprata a Roma da uno sconosciuto che le ruba il cellulare e continua a usarlo nelle ore successive. Per la polizia è facile individuarlo.
Sonia De Gregorio, uccisa a coltellate dal marito da cui si stava separando. La figlia di Sonia, una bimba di tre anni, viene affidata ai nonni, oggi sono stati costretti ad abbandonare in fretta la casa di famiglia, rifugiandosi in una località segreta. Vivono barricati, con l'angoscia di essere rintracciati.
Luigia Polloni, trovata morta nel bagno del colorificio dove lavorava come commessa. E' semisvestita e i magistrati ipotizzano la violenza sessuale. Ma dopo pochi giorni arrestano un tossicodipendente. Nessuno stupro; lui l'ha strangolata per impadronirsi di 90 euro.

L’aula ha respinto l’emendamento di Turigliatto e Rossi, i dissidenti protagonisti del primo scivolone di questo Governo, che avrebbero voluto dimezzare gli stipendi di senatori e deputati.


Una volta c'erano le liste civetta. Oggi ci sono le liste bufala. Cambia l'animale, ma il concetto è sempre lo stesso: fregatura, inganno, imbroglio, turlupinatura, chiamatelo come vi pare. Perché stavolta parliamo dell'ultima supercandidata di Veltroni, la cosiddetta paladina dei precari. L'avete letto su tutti i giornali: si chiama Loredana Ilardi da Palermo, operatrice di call center, stipendio 700 euro al mese. Una così ti pare che al Pd se la fanno sfuggire? E infatti: «Siamo il partito del lavoro», dichiara il segretario ai giornalisti abbracciando la sua protetta. Sorrisoni alle telecamere e vai con lo spot: siamo coi precari, aiutiamo i precari, viva i precari. Dice Walter: «La vera emergenza sono i precari» . Continua: «È un dovere lottare per i precari». E ancora: «Loredana è lo specchio dei precari». Bene: manca solo un piccolo particolare, proprio una bazzecola: dovete sapere che Loredana... non è precaria. Tiene un fior di posto fisso: contratto a tempo indeterminato. Ce l'ha messo per iscritto il suo datore di lavoro. Citiamo la sua lettera. «Gentile direttore - scrivono dalla ditta - la famosissima Loredana Ilardi, sbandierata da Walter come rappresentante dei precari d'Italia, non è assolutamente precaria. A suo tempo fummo noi a comunicarle l'indeterminato. E quanto ai 700 euro mensili, è ovvio: è un part time a 4 ore!». Capito? Se questo è l'emblema del precariato, allora Valeria Marini è l'emblema delle bionde naturali.
Ma si può? Ci ripetono da anni che l'Italia brulica di precari, sono dappertutto, dietro le porte, sotto i tappeti, a momenti escono dai tombini, i precari. E chi scelgono come rappresentante? Una col posto fisso. E va be’ allora ditelo che è una pagliacciata: ci mettiamo il naso rosso, il cappellino e tanti saluti. Già si faticava a restar seri con la candidatura di Marianna Madia nel Lazio: ci dicono che è una «giovane venuta dal nulla», e poi si scopre che è amicissima di Enrico Letta, Giovanni Minoli e del figlio di Napolitano. Oggi ci presentano l'eroina dei precari, che però in realtà non è precaria neanche un po'. Insomma, altro che facce nuove: nel Pd candidano facce doppie.
Però adesso ci viene la curiosità: ma allora come le sceglie, Veltroni? Cioè, dove li trova i cosiddetti volti nuovi? È la stessa Ilardi a rivelarcelo, sulle pagine locali di Repubblica: «Domenica scorsa ci siamo incontrati a una manifestazione della Cgil - racconta lei -: abbiamo parlato e mi ha fatto la proposta». Tutto qui? È così che funziona? Ti incontro per caso e ti faccio la proposta? Tipo colpo di fulmine? Cioè, se domani Veltroni incontra per strada un pastore tedesco, candida in parlamento un pastore tedesco? E magari ce lo spaccia pure come simbolo dei precari?
Ora, va bene scherzare, ma intendiamoci: non ce l'abbiamo tanto con la ragazza candidata, che tra l'altro, seppur sottovoce, l'ha ammesso, che precaria non lo è più. Ce l'abbiamo con Veltroni che ce la vende per quello che non è. Perché questo significa prenderci per i fondelli a tempo indeterminato. Perché, se così stanno le cose, i grandi nomi del Pd altro non sono che specchietti per le allodole. Anzi, per polli: e i polli in questione siamo noi che votiamo. Non solo: i polli in questione sono anche i tanti lavoratori precari - quelli autentici - che sul serio fanno le notti al centralino del telefono amico. Ma c'è poco da fare: se il telefono non è amico di Veltroni, loro il seggio se lo scordano. Perché questa, a quanto pare, è la trasparenza di Walter. Quella sì, davvero precaria.
| Veltroni, Pd e' partito del lavoro |
| Nelle liste operaio Thyssen, dipendenti di Asl e call center |
(ANSA) - ROMA, 28 FEB - Il Pd vuole portare in Parlamento 'forze della societa', persone che lavorano e ricercano', afferma Veltroni presentando alcuni candidati.'Due sono le idee su cui si muove il Pd: portare in Parlamento forze e energie della societa' e essere il partito dell'Italia che lavora'. Nelle liste l'operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi, il dipendente di una Asl piemontese, Franco Biondelli, Loredana Ilardi, 33 anni, palermitana e lavoratrice di un call center. |
Walter Veltroni è figlio di Vittorio Veltroni, dirigente della RAI degli anni cinquanta, scomparso quando Walter aveva un anno. Sua madre, Ivanka Kotnik, era figlia dello sloveno Ciril Kotnik, ambasciatore del Regno di Jugoslavia presso la Santa Sede, che dopo l'armistizio del 1943 aiutò numerosi ebrei romani a scappare dalla persecuzione nazifascista.[2] Si avvicinò, come il padre, al mondo del cinema e successivamente maturò le prime esperienze politiche. Walter Veltroni si è diplomato all'Istituto di cinematografia di Roma e ha iniziato a fare politica come segretario della cellula Fgci della scuola. Nel 1976, a ventun anni, fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste del PCI (Partito Comunista Italiano), mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano, ed in questa veste si dichiarò favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Veltroni fu scelto nel 1992 come direttore de L'Unità, sebbene non fosse ancora giornalista professionista, qualifica che conseguì però il 12 luglio 1995, già quarantenne.
Nel 1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu tuttavia sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione di Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che, in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra.
Nel 1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu tuttavia sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione di Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che, in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra.
I risultati ottenuti nella valorizzazione e nel recupero dei beni culturali gli sono stati riconosciuti in Francia, dove fu insignito, nel maggio 2000, della Legion d'Onore. Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma: Veltroni fu eletto con il 53% dei voti. Nel maggio 2003 fu assegnata a Veltroni la laurea honoris causa in "Public services" dalla John Cabot University di Roma. Nel 2005 si è recato negli Stati Uniti per incontrare il senatore democratico dell'Illinois Barack Obama[3], di cui è stato uno dei primi sostenitori in Italia e per il quale ha scritto la prefazione al libro autobiografico L'audacia della speranza nel 2007[4]. Pur essendo non-credente ("credo di non credere"), da sindaco di Roma diede la cittadinanza onoraria a Papa Giovanni Paolo II e propose di intitolargli, subito dopo la sua morte, la stazione Termini. Nel gennaio 2006 il Presidente della Repubblica Ciampi lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce.
Il 29 maggio 2006 è stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45% dei voti, miglior risultato nella storia delle elezioni comunali di Roma da quanto è prevista l'elezione diretta del Sindaco, risultato grazie al quale ha battuto il candidato della Casa delle Libertà Gianni Alemanno.
Dal 23 maggio 2007 è entrato a far parte del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce 45 membri, i leader delle componenti del PD. A seguito di una serie di confronti tra le anime del nascente PD, viene individuato in Walter Veltroni il candidato designato alla guida del nuovo partito, sostenuto dalla larga parte della Quercia e da ampi settori della Margherita, affiancato, in ticket, da Dario Franceschini, presidente dei deputati dell'Ulivo. Il 20 giugno 2007, Piero Fassino e Massimo D'Alema si sono dichiarati favorevoli a candidare Veltroni come segretario del PD. Veltroni presenta la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico il 27 giugno in un discorso al "Lingotto" di Torino, sottolineando i quattro temi chiave del nuovo partito: ambiente, patto generazionale, formazione, sicurezza.[5] La nascita del Partito Democratico è avvenuta ufficialmente il 14 ottobre 2007 con le primarie del Partito Democratico, alle quali hanno partecipato oltre tre milioni di cittadini. Veltroni è stato eletto segretario con il 75% dei consensi: la sua nomina è stata ratificata dai membri dell'Assemblea Costituente Nazionale il 27 ottobre seguente.
DARIO "NEW ENTRY DELLA POLITICA" FRANCESCHINI
La sua attività politica inizia a livello studentesco, quando fonda l'Associazione Studentesca Democratica, di ispirazione cattolica e centrista. Successivamente si iscrive alla Democrazia Cristiana e viene eletto delegato provinciale giovanile. Nel 1980 diventa consigliere comunale di Ferrara e nel 1983 capogruppo consiliare.
L'anno seguente entra nella direzione nazionale del movimento giovanile Dc, per il quale fonda e dirige la rivista "Nuova Politica". Nel 1989 dirige a Roma il mensile "Settantasei" che raccoglie i quadri trentenni della sinistra dc e viene chiamato alla vice-direzione del mensile "Il Confronto" e nella redazione del settimanale del partito "La Discussione".
È sostenitore dell'alleanza con la sinistra, tant'è che nella trasformazione della Democrazia Cristiana in Partito Popolare Italiano, non accetta la decisione del partito di schierarsi autonomamente - come coalizione di centro - alle elezioni politiche del 1994, nel Patto per l'Italia. Decide pertanto di aderire al movimento dei Cristiano Sociali, che lo candidano a sindaco di Ferrara (sostenuto anche da Verdi e Laburisti) raccogliendo il 20%.
Dopo le scissioni interne al PPI e l'adesione dello stesso all'Ulivo, rientra nel partito e, dal 1997 al 1999, ne è vicesegretario nazionale. Entra nel secondo Governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Riforme Istituzionali, riconfermato poi dal successivo Governo Amato.
Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato nel collegio maggioritario di Ferrara e diventa componente della Giunta delle elezioni e della Prima Commissione permanente Affari costituzionali.
Tra i fondatori della Margherita, nel luglio 2001 entra a far parte del Comitato Costituente del partito, del quale diventa coordinatore dell'esecutivo nazionale. Gli incarichi di partito gli vengono confermati dai successivi congressi del 2002 e del 2004. È membro del direttivo del Partito Democratico Europeo.
È stato presidente dell'ente Palio di Ferrara dal 2003 al 2006.
Rieletto deputato alle elezioni politiche del 2006, è divenuto presidente del gruppo parlamentare dell'Ulivo alla Camera dei Deputati. Ha lasciato l'incarico di Coordinatore dell'esecutivo nazionale della Margherita, sostituito da Antonello Soro. Rappresenta il Parlamento italiano al Consiglio d'Europa e all'assemblea dell'Unione Europea Occidentale.
Con la nascita del Partito Democratico il 14 ottobre 2007 e l'ascesa alla segreteria di Walter Veltroni, è divenuto vicesegretario del nuovo partito. A seguito di tale designazione, si è dimesso dalla presidenza del gruppo L'Ulivo alla Camera dei Deputati, sostituito da Antonello Soro.
Nel 2006 ha pubblicato per Bompiani il suo primo romanzo Nelle vene quell'acqua d'argento, con il quale nel 2007 ha vinto in Francia il Premier Roman di Chambery e, in Italia, il Premio Opera Prima Città di Penne e il Premio Bacchelli. Nel 2007 ha pubblicato, sempre per Bompiani, il romanzo La follia improvvisa di Ignazio Rando.
Le lacrime a Porta a Porta hanno ricordato Gianfranco d'Angelo, quando imitava Raffaella Carrà al Drive In, le mitiche "taumaturgiche lacrime". 
Walter Veltroni
| Pd: D'alema, la rimonta e' cominciata |
| Berlusconi fara' campagna tutta in difesa, Pd ce la puo' fare |
(ANSA) - ROMA, 15 FEB - Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema si dice convinto che 'la rimonta e' gia' cominciata' e che 'ce la possiamo fare'. 'Berlusconi e' in difesa-osserva-deve difendersi dalla vera grande novita' che e' il Pd e la candidatura di Veltroni. Partono da una posizione di vantaggio ma faranno una campagna elettorale tutta in difesa'. 'Non sara' facile-conclude- visto che dall'altra parte c'e' una struttura potente di mezzi e risorse,ma -facendo suo lo slogan del Pd-si puo' fare'. |