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martedì, 15 aprile 2008

NON SAPER PERDERE

laugh1oggi sto ridendo.

sono andato a vedere l'aria che tira su OKNotizie, sul blog di quell'ipocrita di Dati & Fatti, su Mente Critica, su quella testa di cazzo di Slash 16, il suo degno compare Fabietto e la sua socia Loska, il patetico ciccione pelato Ascione e su Kilombo.

i commenti sono tutti uguali e sono:

  1. gli italiani sono ignoranti ed ha vinto l'ignoranza
  2. la lega è razzista
  3. hanno votato la destra perchè il fascismo non è mai morto
  4. berlusconi come hitler
  5. loro faranno "resistenza"...
Ora, a parte non saper perdere, questi beoti non hanno capito un cazzo.

D'altronde non hanno mai capito un cazzo in vita loro, ma con la cancellazione della Sinistra Comunista, dei Verdi (certo che non avere Pecoraro Scanio in parlamento è un bel risultato, magari facciamo i termovalorizzatori a Napoli e la gente smette di annegare nei rifiuti...) e del PSI dal parlamento, con la vittoria storica della Destra in Liguria e la Campania e con le patetiche regioni rosse rimaste isolate, non hanno capito nulla.

La Lega e la Destra non hanno vinto per ignoranza.

Hanno vinto perchè tutti quelli che dicono quelle cazzate o sono studenti mantenuti dai vecchi oppure comunisti senza sè e senza ma da 40 anni oppure pensionati con la nostalgia della resistenza.

Ma non sono il tessuto reale dell'italia.

  1. Non sono gli operai che alle 4 del mattino si svegliano per andare a lavorare ed ai quali Prodi ha rubato soldi in tasca con le tasse.
  2. Non sono i piccoli imprenditori che non licenziano i dipendenti perchè hanno famiglia anche loro e si ricordano quando qualche anno prima erano salariati
  3. Non sono i medi imprenditori che vanno in Croazia perchè le tasse italiane sono troppo alte
  4. Non sono i parenti dei morti uccisi dall'indulto
  5. Non sono i parenti dei morti delle strade e che nessuno ha punito
La Destra ha vinto e la Lega ha stravinto perchè si occupa dei problemi REALI.

Non delle cazzate come antifascismo, ma del problema dei pendolari ammassati sul treno, di chi prende 400 euro al mese di pensione mentre nei campi nomadi la corrente è a forfait. Dei pensionati che vanno a mangiare alla mensa della Caritas.

Questi sono i motivi per cui ha vinto la Lega.

Perchè Prodi ha affamato le fasce più deboli ed i figli di papà o le teste di cazzo radical chic che imperversano su Internet definendosi "di sinistra" questi problemi non li vivono, perchè in realtà sono ricchi.

Questa è la verità. Gli arricchiti sono "di sinistra" perchè è chic, i problemi degli operai non sono loro e quindi non li capiscono.

Un detto dice "si fa presto a fare i froci col culo degli altri".

Questi sono i clown della rete, ma gioiamo.

Non contano un cazzo.

Marco Panattoni.
postato da: panattonimarco alle ore 12:32 | link | commenti (21)
categorie: web , casini, pierferdinando casini, campania, comunisti, berlusconi, fassino, immigrati, udc , barboni, bersani, loska, tremonti, rutelli, alleanza nazionale, lega nord, rifondazione comunista, bertinotti, centro destra, botteghe oscure, italia dei valori, bassolino, casarini, pecoraro scanio, indulto, termovalorizzatori, inciviltà, allucinogeni, veltroni, franceschini, rumeni, termovalorizzatore, pci , partito democratico, ma anche, marco ferrando, radicali italiani, centro sinistra, kilombo, sinistra radicale, indecenza, incidenti stradali, pd , impunità, oknotizie, giustizia italiana, mentecritica, partito della libertà, pdl , comunisti allo sbando, la conoscenza rende liberi, bandiere della pace, comunismo alla frutta, incertezza della pena, cittadini di serie a e b, garanzie solo per i criminali, ipocrisia assoluta, giustizia solo per i potenti, incidenti sul lavoro, comunismo allo sbando, gente che non ne può più, contrattacco degli italiani, ipocriti bastardi, giustizia a senso unico, miti della sinistra, sinistra arcobaleno, cittadini abbandonati a sè stes, indegnità, aggregatori di notizie, rivolta delle persone normali, gente esasperata, giustizia allitaliana, elettori di centro sinistra, nuove elezioni, dario franceschini, governo che verrà, balle di veltroni, stronzate di veltroni, bandiere arcobaleno, elezioni sindaco roma, partito delle bugie democratiche, elettori del pd, ualter, dati & fatti, realtà che supera la fantasia, moralisti del mio cazzo, risultati delle elezioni, votano pd nonostante tutto, slash 16, operazione verità
giovedì, 20 marzo 2008

Un pò di indegnità di Veltroni - dal blog di Veltroni.....

Noi non dimentichiamo
Ci indigniamo tutti per la tragica morte delle ragazze irlandesi falciate dall'ubriaco di Roma. Ma anche troppo spesso dimentichiamo decine di altre vittime, morte tra l'indifferenza di noi politici. Io non faccio demagogia, non cavalco la rabbia del momento. Rivolgo da sempre il mio pensiero prima di tutto alle vittime che nessuno ricorda più.

Salvatore Buglione che aiuta a chiudere l'edicola della moglie in un quartiere tranquillo della zona collinare di Napoli. Arrivano quattro rapinatori, sono armati. E feroci. Lui cerca di dissuaderli, loro reagiscono accoltellandolo al cuore.

Antonio Pizza, giovane padre di un piccolo di pochi mesi, che viene rapinato dell'auto. Cerca di resistere, si aggrappa allo sportello della sua Multipla, ma il delinquente non si ferma. Anzi, accelera. Lo trascina per decine di metri. Antonio morirà dopo otto giorni di agonia.

La studentessa americana, stuprata a Roma da uno sconosciuto che le ruba il cellulare e continua a usarlo nelle ore successive. Per la polizia è facile individuarlo.

Sonia De Gregorio, uccisa a coltellate dal marito da cui si stava separando. La figlia di Sonia, una bimba di tre anni, viene affidata ai nonni, oggi sono stati costretti ad abbandonare in fretta la casa di famiglia, rifugiandosi in una località segreta. Vivono barricati, con l'angoscia di essere rintracciati.

Luigia Polloni, trovata morta nel bagno del colorificio dove lavorava come commessa. E' semisvestita e i magistrati ipotizzano la violenza sessuale. Ma dopo pochi giorni arrestano un tossicodipendente. Nessuno stupro; lui l'ha strangolata per impadronirsi di 90 euro.


Vittime dell'indulto, un'aberrazione voluta da Mastella, ma anche votata dal 95% dei parlamentari oggi iscritti al Partito Democratico.

Delitti efferati, ma anche un sottobosco di microcriminalità, che registra a settembre 2006, subito dopo l'indulto, un incremento pauroso di 1.952 rapine e 28.830 furti.

Conseguenze del buonismo ideologico ed ipocrita della estrema sinistra, da cui anche per questo mi sono allontanato. Ma anche prezzo necessario per salvare Consorte, beneficiario di indulto per le inchieste Unipol.

I cittadini sono esasperati dal vivere sotto l'assedio della delinquenza. Ma anche orgogliosi per aver salvato Fassino!

Vergogna Presidente... che c'azzecca, c'è anche chi, come me, l'indulto non lo ha votato!

Tonino, tu sei mio alleato, ma anche un emerito ipocrita. Davanti a così alti motivi ideali, o si è d'accordo o ci si dimette. Tu hai sbraitato, ma anche sei restato al tuo posto.

Tonino, tu sei l'Italia dei Valori, ma anche della sceneggiata napoletana!


Motore immobile
Romano Prodi faceva il ciclista. Era grassottello e un po' ridicolo. Fuori ruolo. Ma pedalava. Si impegnava. Prodi è fatto così: si impegna sempre. Sono i risultati che gli fanno difetto.

Guardate ora: Francesco Rutelli è anche lui in bicicletta. La strada è pianeggiante, ma il candidato sindaco nonché ex sindaco di Roma ha il volto contratto dalla fatica. Probabilmente, dietro gli occhiali da sole, lo sguardo è deciso, la fronte imperlata di sudore. È in fuga, Rutelli.

Ha staccato il gruppetto di una manciata di secondi. Guardate bene: spinge sui pedali, tenta l'allungo decisivo. Laggiù in fondo, forse, il traguardo o solo lo striscione del Gran Premio della Montagna. Un ultimo sforzo. E la spaventosa fatica avrà termine, il ciclista allargherà le braccia in segno di vittoria, una ragazza bionda gli porgerà il trofeo. È lui il numero uno.


rutelli

Guardate meglio: l'uomo solo al comando è immobile, ha il cavalletto abbassato.

Corre in bicicletta, ma anche è in posa per i fotografi.



Stipendi
Deve esserci un limite alla propaganda. C'è una cosa che mi indigna, e voglio mettere da parte il politicamente corretto: chi è quel pensionato di 52 anni che percepisce 5.216 euro di pensione ogni mese? Credo che gli italiani debbano saperlo. E' una vergogna... chi è quel parassita? Fuori i nomi!

Ehm... scusi Presidente, quel parassita sarebbe lei!

I cittadini amerebbero di più le istituzioni pubbliche e la politica se fossero in grado di fare quanto dovrebbe essere naturale. Siamo in un momento in cui il Paese complessivamente deve tirare la cinghia. Lo fanno le famiglie, non si vede perchè non lo debbano fare i parlamentari. Io confermo la necessità di ridurre gli stipendi.

Ehm... scusi Presidente, in Parlamento abbiamo votato contro!

L’aula ha respinto l’emendamento di Turigliatto e Rossi, i dissidenti protagonisti del primo scivolone di questo Governo, che avrebbero voluto dimezzare gli stipendi di senatori e deputati.

Secondo obiettivo, deve essere una drastica riduzione del numero dei parlamentari, coerente con la specializzazione delle due Camere, 470 deputati e 100 senatori porterebbero l'Italia al livello delle altre grandi democrazie europee come quella francese alla quale sempre più dobbiamo guardare.

Ma come Presidente... lo prevedeva la bozza Calderoli, pur di cancellarla abbiamo indetto il referendum!

La riforma Calderoli era profondamente sbagliata... nella firma!



mercoledì, 05 marzo 2008

I LEADER DEL PARTITO DEMOCRATICO.....

Blogger: veltroni

Ualter Veltroni

Mi chiamo Veltroni. Nella vita mi sono occupato di propaganda nel Partito Comunista. Ho diretto il giornale del Partito Comunista. Ho fatto carriera come funzionario del Partito Comunista. Sono un professionista della politica. Vivo di politica da 30 anni.

Purtroppo gli italiani non mi riconoscono questi meriti, e continuano a pensare che sia un uomo nuovo e che non sia mai stato comunista.


veltroni.splinder.com

Tonino Di Pietro

Blogger: dipietro

Quando ero un pubblico ministero ho spazzato via quella massa di corrotti socialisti e democristiani.

I comunisti rubavano il doppio, ma non ho mai trovato le prove, così mi sono dimesso e oggi faccio il politico nel loro governo.

Il mio slogan è Parlamento Pulito. Per realizzarlo mi sono alleato con Fassino lo scalatore di banche e D'Alema che ha cacciato la giudice Forleo.

Mi sono sposato due anni fa con la mia poltrona, che mi ha reso padre felice di tre sottosegretari


dipietro.splinder.com

Blogger: pannella

Nonno Pannella

I radicali liberi provocano l'invecchiamento. Veltroni mi ha reso suo servo, così il partito democratico resterà sempre giovane.

Sono liberale, liberista, libertario e libertino. Ho promosso 32 referendum inutili. Faccio lo sciopero della fame e della sete. Mi piace fumare le canne.


postato da: panattonimarco alle ore 12:49 | link | commenti (2)
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domenica, 02 marzo 2008

ENNESIMA BALLA DI VELTRONI - redattrice Eleida

La precaria di Veltroni? Ha il posto fisso
da Il Giornale [ link ]

    Una volta c'erano le liste civetta. Oggi ci sono le liste bufala. Cambia l'animale, ma il concetto è sempre lo stesso: fregatura, inganno, imbroglio, turlupinatura, chiamatelo come vi pare. Perché stavolta parliamo dell'ultima supercandidata di Veltroni, la cosiddetta paladina dei precari. L'avete letto su tutti i giornali: si chiama Loredana Ilardi da Palermo, operatrice di call center, stipendio 700 euro al mese. Una così ti pare che al Pd se la fanno sfuggire? E infatti: «Siamo il partito del lavoro», dichiara il segretario ai giornalisti abbracciando la sua protetta. Sorrisoni alle telecamere e vai con lo spot: siamo coi precari, aiutiamo i precari, viva i precari. Dice Walter: «La vera emergenza sono i precari» . Continua: «È un dovere lottare per i precari». E ancora: «Loredana è lo specchio dei precari». Bene: manca solo un piccolo particolare, proprio una bazzecola: dovete sapere che Loredana... non è precaria. Tiene un fior di posto fisso: contratto a tempo indeterminato. Ce l'ha messo per iscritto il suo datore di lavoro. Citiamo la sua lettera. «Gentile direttore - scrivono dalla ditta - la famosissima Loredana Ilardi, sbandierata da Walter come rappresentante dei precari d'Italia, non è assolutamente precaria. A suo tempo fummo noi a comunicarle l'indeterminato. E quanto ai 700 euro mensili, è ovvio: è un part time a 4 ore!». Capito? Se questo è l'emblema del precariato, allora Valeria Marini è l'emblema delle bionde naturali.
Ma si può? Ci ripetono da anni che l'Italia brulica di precari, sono dappertutto, dietro le porte, sotto i tappeti, a momenti escono dai tombini, i precari. E chi scelgono come rappresentante? Una col posto fisso. E va be’ allora ditelo che è una pagliacciata: ci mettiamo il naso rosso, il cappellino e tanti saluti. Già si faticava a restar seri con la candidatura di Marianna Madia nel Lazio: ci dicono che è una «giovane venuta dal nulla», e poi si scopre che è amicissima di Enrico Letta, Giovanni Minoli e del figlio di Napolitano. Oggi ci presentano l'eroina dei precari, che però in realtà non è precaria neanche un po'. Insomma, altro che facce nuove: nel Pd candidano facce doppie.
Però adesso ci viene la curiosità: ma allora come le sceglie, Veltroni? Cioè, dove li trova i cosiddetti volti nuovi? È la stessa Ilardi a rivelarcelo, sulle pagine locali di Repubblica: «Domenica scorsa ci siamo incontrati a una manifestazione della Cgil - racconta lei -: abbiamo parlato e mi ha fatto la proposta». Tutto qui? È così che funziona? Ti incontro per caso e ti faccio la proposta? Tipo colpo di fulmine? Cioè, se domani Veltroni incontra per strada un pastore tedesco, candida in parlamento un pastore tedesco? E magari ce lo spaccia pure come simbolo dei precari?
Ora, va bene scherzare, ma intendiamoci: non ce l'abbiamo tanto con la ragazza candidata, che tra l'altro, seppur sottovoce, l'ha ammesso, che precaria non lo è più. Ce l'abbiamo con Veltroni che ce la vende per quello che non è. Perché questo significa prenderci per i fondelli a tempo indeterminato. Perché, se così stanno le cose, i grandi nomi del Pd altro non sono che specchietti per le allodole. Anzi, per polli: e i polli in questione siamo noi che votiamo. Non solo: i polli in questione sono anche i tanti lavoratori precari - quelli autentici - che sul serio fanno le notti al centralino del telefono amico. Ma c'è poco da fare: se il telefono non è amico di Veltroni, loro il seggio se lo scordano. Perché questa, a quanto pare, è la trasparenza di Walter. Quella sì, davvero precaria.



Ricapitolando.
Come paladina dei precari abbiamo una che:
a) c'ha un contratto a tempo indeterminato
b) lavora per un call center, magari di quelli che ti rompono le palle all'ora di pranzo, ho ti mandano i messaggi registrati, o li chiami tu e non ti sanno aiutare per un accidenti
c) lavora 4 ore al giorno
d) prende 700 euro al mese

Mentre io:
a) fra meno di un anno sarò già a piedi
b) sono nel servizio civile, non rompo a nessuno e so fare il mio lavoro
c) lavoro 6 o 7 ore al giorno
d) per 500 euro lordi mensili che, tolte le tasse si riducono a 400 più un tramezzino.

Il giornalista che ha scritto questo articolo dice di non avercela con la tipa in questione.
Beh, io sì! Perchè mi fa schifo una che fa finta di essere quello che non è. Per interesse. Per soldi.
Come posso avere la coscienza pulita se ho un posto fisso e mi chiedono di rappresentare i precari?!
Caro Veltroni, tu fai ancora più schifo. E aspetto solo di vedere quanti coglioni voteranno per te (e, sottinteso, per Prodi) per capire quanto davvero gli italiani di oggi siano un popolo di masochisti.
Ma io non ci casco più. E in culo alla par condicio, mi impegnerò ben bene affinchè chiunque passi di qui capisca che razza di feccia siete.

learighetti.splinder.com


postato da: panattonimarco alle ore 13:55 | link | commenti (2)
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giovedì, 28 febbraio 2008

DA SMASCELLARSI DALLE RISATE

Veltroni, Pd e' partito del lavoro
Nelle liste operaio Thyssen, dipendenti di Asl e call center
(ANSA) - ROMA, 28 FEB - Il Pd vuole portare in Parlamento 'forze della societa', persone che lavorano e ricercano', afferma Veltroni presentando alcuni candidati.'Due sono le idee su cui si muove il Pd: portare in Parlamento forze e energie della societa' e essere il partito dell'Italia che lavora'. Nelle liste l'operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi, il dipendente di una Asl piemontese, Franco Biondelli, Loredana Ilardi, 33 anni, palermitana e lavoratrice di un call center.

strano.

Veltroni NON HA MAI LAVORATO IN VITA SUA.

E' un POLITICO figlio di POLITICO, non ha mai lavorato in vita sua (a meno che non consideriate lavorare essere direttore dell'Unità perchè non sapevano dove piazzarlo e l'hanno messo lì).

A Brescia c'è un detto che dice:

chi sa, fa
chi non sa, parla
chi parla, insegna

Veltroni sta pigliando per il culo tutti quelli che lo voteranno, ma ragionate un attimo, se io voglio parlare di sesso non posso essere vergine, quindi come cazzo fa Veltroni a parlare di lavoro che è un argomento a lui DEL TUTTO IGNOTO?

Marco Panattoni

PS


di seguito la carriera del bruco, come lo disegna Forattini, io esperienze di lavoro vero, o rischiando in proprio o con un capo che ti rompe i coglioni, proprio non ne trovo.....

Walter Veltroni è figlio di Vittorio Veltroni, dirigente della RAI degli anni cinquanta, scomparso quando Walter aveva un anno. Sua madre, Ivanka Kotnik, era figlia dello sloveno Ciril Kotnik, ambasciatore del Regno di Jugoslavia presso la Santa Sede, che dopo l'armistizio del 1943 aiutò numerosi ebrei romani a scappare dalla persecuzione nazifascista.[2] Si avvicinò, come il padre, al mondo del cinema e successivamente maturò le prime esperienze politiche. Walter Veltroni si è diplomato all'Istituto di cinematografia di Roma e ha iniziato a fare politica come segretario della cellula Fgci della scuola. Nel 1976, a ventun anni, fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste del PCI (Partito Comunista Italiano), mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano, ed in questa veste si dichiarò favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Veltroni fu scelto nel 1992 come direttore de L'Unità, sebbene non fosse ancora giornalista professionista, qualifica che conseguì però il 12 luglio 1995, già quarantenne.

Nel 1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu tuttavia sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione di Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che, in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra.



sabato, 16 febbraio 2008

IL NUOVO CHE AVANZA

IO SONO NATO NEL 1971.

VELTRONI, QUANDO IO AVEVO 5 ANNI, E' STATO ELETTO CONSIGLIERE REGIONALE DEL PCI A ROMA.

E QUESTO SAREBBE IL NUOVO CHE AVANZA?

QUESTA E' LA NOVITA' DELLA POLITICA ITALIANA?

DARIO FRANCESCHINI, NEL 1980, QUANDO IO AVEVO 9 ANNI, ERA CONSIGLIERE DELLA DEMOCRAZIA  CRISTIANA (NOTO MOVIMENTO RINNOVATORE ITALIANO...)

MA ANDATE AFFANCULO VOI ED I GONZI CHE CREDONO ALLE MINCHIATE CHE DITE.

Marco Panattoni.


VALTER "NOVITA' DELLA POLITICA ITALIANA" VELTRONI

1976, a ventun'anni, fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste del PCI (Partito Comunista Italiano), mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano, ed in questa veste si dichiarò favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Veltroni fu scelto nel 1992 come direttore de L'Unità, sebbene non fosse ancora giornalista professionista, qualifica che conseguì però il 12 luglio 1995, già quarantenne.

Nel 1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu tuttavia sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione di Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che, in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra.

Walter Veltroni al Campidoglio a Roma
Walter Veltroni al Campidoglio a Roma

I risultati ottenuti nella valorizzazione e nel recupero dei beni culturali gli sono stati riconosciuti in Francia, dove fu insignito, nel maggio 2000, della Legion d'Onore. Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma: Veltroni fu eletto con il 53% dei voti. Nel maggio 2003 fu assegnata a Veltroni la laurea honoris causa in "Public services" dalla John Cabot University di Roma. Nel 2005 si è recato negli Stati Uniti per incontrare il senatore democratico dell'Illinois Barack Obama[3], di cui è stato uno dei primi sostenitori in Italia e per il quale ha scritto la prefazione al libro autobiografico L'audacia della speranza nel 2007[4]. Pur essendo non-credente ("credo di non credere"), da sindaco di Roma diede la cittadinanza onoraria a Papa Giovanni Paolo II e propose di intitolargli, subito dopo la sua morte, la stazione Termini. Nel gennaio 2006 il Presidente della Repubblica Ciampi lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce.

Il 29 maggio 2006 è stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45% dei voti, miglior risultato nella storia delle elezioni comunali di Roma da quanto è prevista l'elezione diretta del Sindaco, risultato grazie al quale ha battuto il candidato della Casa delle Libertà Gianni Alemanno.

Dal 23 maggio 2007 è entrato a far parte del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce 45 membri, i leader delle componenti del PD. A seguito di una serie di confronti tra le anime del nascente PD, viene individuato in Walter Veltroni il candidato designato alla guida del nuovo partito, sostenuto dalla larga parte della Quercia e da ampi settori della Margherita, affiancato, in ticket, da Dario Franceschini, presidente dei deputati dell'Ulivo. Il 20 giugno 2007, Piero Fassino e Massimo D'Alema si sono dichiarati favorevoli a candidare Veltroni come segretario del PD. Veltroni presenta la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico il 27 giugno in un discorso al "Lingotto" di Torino, sottolineando i quattro temi chiave del nuovo partito: ambiente, patto generazionale, formazione, sicurezza.[5] La nascita del Partito Democratico è avvenuta ufficialmente il 14 ottobre 2007 con le primarie del Partito Democratico, alle quali hanno partecipato oltre tre milioni di cittadini. Veltroni è stato eletto segretario con il 75% dei consensi: la sua nomina è stata ratificata dai membri dell'Assemblea Costituente Nazionale il 27 ottobre seguente.

DARIO "NEW ENTRY DELLA POLITICA" FRANCESCHINI

La sua attività politica inizia a livello studentesco, quando fonda l'Associazione Studentesca Democratica, di ispirazione cattolica e centrista. Successivamente si iscrive alla Democrazia Cristiana e viene eletto delegato provinciale giovanile. Nel 1980 diventa consigliere comunale di Ferrara e nel 1983 capogruppo consiliare.

L'anno seguente entra nella direzione nazionale del movimento giovanile Dc, per il quale fonda e dirige la rivista "Nuova Politica". Nel 1989 dirige a Roma il mensile "Settantasei" che raccoglie i quadri trentenni della sinistra dc e viene chiamato alla vice-direzione del mensile "Il Confronto" e nella redazione del settimanale del partito "La Discussione".

È sostenitore dell'alleanza con la sinistra, tant'è che nella trasformazione della Democrazia Cristiana in Partito Popolare Italiano, non accetta la decisione del partito di schierarsi autonomamente - come coalizione di centro - alle elezioni politiche del 1994, nel Patto per l'Italia. Decide pertanto di aderire al movimento dei Cristiano Sociali, che lo candidano a sindaco di Ferrara (sostenuto anche da Verdi e Laburisti) raccogliendo il 20%.

Dopo le scissioni interne al PPI e l'adesione dello stesso all'Ulivo, rientra nel partito e, dal 1997 al 1999, ne è vicesegretario nazionale. Entra nel secondo Governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Riforme Istituzionali, riconfermato poi dal successivo Governo Amato.

Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato nel collegio maggioritario di Ferrara e diventa componente della Giunta delle elezioni e della Prima Commissione permanente Affari costituzionali.

Tra i fondatori della Margherita, nel luglio 2001 entra a far parte del Comitato Costituente del partito, del quale diventa coordinatore dell'esecutivo nazionale. Gli incarichi di partito gli vengono confermati dai successivi congressi del 2002 e del 2004. È membro del direttivo del Partito Democratico Europeo.

È stato presidente dell'ente Palio di Ferrara dal 2003 al 2006.

Rieletto deputato alle elezioni politiche del 2006, è divenuto presidente del gruppo parlamentare dell'Ulivo alla Camera dei Deputati. Ha lasciato l'incarico di Coordinatore dell'esecutivo nazionale della Margherita, sostituito da Antonello Soro. Rappresenta il Parlamento italiano al Consiglio d'Europa e all'assemblea dell'Unione Europea Occidentale.

Con la nascita del Partito Democratico il 14 ottobre 2007 e l'ascesa alla segreteria di Walter Veltroni, è divenuto vicesegretario del nuovo partito. A seguito di tale designazione, si è dimesso dalla presidenza del gruppo L'Ulivo alla Camera dei Deputati, sostituito da Antonello Soro.

Nel 2006 ha pubblicato per Bompiani il suo primo romanzo Nelle vene quell'acqua d'argento, con il quale nel 2007 ha vinto in Francia il Premier Roman di Chambery e, in Italia, il Premio Opera Prima Città di Penne e il Premio Bacchelli. Nel 2007 ha pubblicato, sempre per Bompiani, il romanzo La follia improvvisa di Ignazio Rando.

venerdì, 15 febbraio 2008

COMICITA' INVOLONTARIA

Veltroni ha una carriera assicurata, quella del comico.

dLe lacrime a Porta a Porta hanno ricordato Gianfranco d'Angelo, quando imitava Raffaella Carrà al Drive In, le mitiche "taumaturgiche lacrime".

 

La carriera di imbonitore (imitando stavolta Ezio Greggio e quindi tra un pò Veltroni ci parlerà del

cabaret_scrofalo

suo elettore Teomondo Scrofalo...) e di uomo velocissimo a rimangiarsi la parola ce l'ha già, correva da solo fino a ieri, oggi già coalizione con Di Pietro ed aspetta i Radicali (strano concetto di correre da solo...), domani correrà a succhiarlo al Silvio per fare la grande coalizione....

Crozza attento, l'originale fa più ridere di te...

Marco Panattoni

di seguito articolo de La Repubblica sulle taumaturgiche lacrime.....

 

Veltroni, accordo fatto con Di Pietro
E lancia il piano su tasse e precari

Il candidato premier anticipa le iniziative in materia fiscale
Salari più alti, incentivi alle imprese e sgravi alle famiglie
di ALESSANDRA VITALI


<B>Veltroni, accordo fatto con Di Pietro<br>E lancia il piano su tasse e precari</B>

Walter Veltroni

ROMA - E' il giorno delle lacrime e delle anticipazioni sul programma, dell'addio al Campidoglio e del benvenuto a Antonio Di Pietro. Walter Veltroni si commuove mentre dà le dimissioni da sindaco dopo sette anni alla guida di Roma. Poi guarda avanti e, di fatto quando ancora è al Campidoglio, le agenzie di stampa informano dell'accordo con l'Italia dei valori: il partito di Di Pietro va alle politiche col proprio simbolo e proprie liste apparentate a quelle del Pd. Con i Radicali, invece, non è detta ancora l'ultima parola. In serata, è nel salotto di Porta a porta che Veltroni accenna alcuni dei temi del suo programma: iniziative contro il precariato e sgravi alle famiglie. E poi: dopo le elezioni, niente larghe intese. Ma "prendo l'impegno che, in caso di vittoria, una delle presidenze delle Camere andrà all'opposizione così come la presidenza delle commissioni di controllo. Le regole del gioco si fanno insieme". Infine: restino fuori dalla campagna elettorale "i grandi temi etici, della vita e della morte".

LE DIMISSIONI DA SINDACO: GUARDA LE FOTO
VIDEO: VELTRONI A "PORTA A PORTA"
BERLUSCONI AL TG1

Di Pietro dice sì. L'Idv correrà con il suo simbolo alle elezioni del 13-14 aprile in apparentamento con il Pd; darà vita, sempre con i democratici, a un unico gruppo parlamentare e, dopo il voto, comincerà "un percorso che avrà come obiettivo" fondere i due partiti in "un'unica grande forza". Di Pietro garantisce che vigilerà sulla selezione delle candidature per evitare casi come quello di Sergio De Gregorio, il dipietrista eletto in Senato e passato a Fi dopo aver 'sfilato' la presidenza della commissione Difesa di Palazzo Madama alla candidata del Prc Lidia Menapace, sempre grazie ai voti della Cdl. E QUI LA STRAORDINARIA COERENZA DI CORRERE DA SOLO.....

Aspettando i Radicali. Con i Radicali (incontrati prima di Di Pietro) Veltroni aspetta e rinvia l'incontro decisivo a lunedì. Il no a un apparentamento anche con loro lo ribadisce a Porta a porta ("Niente simboli, ma se sono disponibili a entrare nelle nostre liste ben vengano") ma sarebbe pronto a "riservargli" quattro o cinque "posti sicuri", rimediando all'invito rivolto alla sola Emma Bonino. Quest'ultima non si sbilancia, parla di "una controproposta che dovrà essere meglio formulata". A fare il punto in serata è lo stesso Veltroni: "Di Pietro ha preso l'impegno di confluire nel Pd. I Radicali non possono perché sono partito transnazionale". COME SOPRA

Pd-Idv, le reazioni. Abbandonata ogni ipotesi di apparentamento con i Socialisti, che criticano l'eccezione per Di Pietro: "L'obiettivo è cancellarci", commenta Enrico Boselli. Più duro il Pdci che promette di inviare al Pd un dossier su tutte le "disobbedienze" dei dipietristi in questa legislatura. Coro di critiche dal centrodestra. Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi:"Avevano detto correremo da soli, invece Veltroni si allea subito con il gruppo più oltranzista nel campo della giustizia. Complimenti".

Pd, il programma. Il programma del Pd "sarà più compiuto, selezionerò 10-15 punti e li presenterò all'assemblea costituente. Bisogna cambiare il Paese, dargli energia, sbloccare quello che fa imbestialire la gente: i veti e i no".

I salari. Fra i punti che delineeranno il programma del partito, la questione salariale. Che Veltroni imposta "in un modo un po' più ampio" rispetto Berlusconi, che il giorno prima aveva proposto di detassare straordinari, tredicesime e quattordicesime: "Bisogna puntare alla contrattazione di secondo livello" in modo da favorire anche la produttività. E nell'ottica di un "patto di solidarietà tra imprese e lavoro" annuncia che, se vincerà le elezioni, stabilirà "un compenso minimo legale" per i lavoratori atipici, in modo che abbiano almeno 1.000-1.100 euro al mese, con incentivi fiscali per il passaggio a contratti a lungo termine. MA DOVE CAZZO ERI QUANDO PRODI ERA AL GOVERNO?

Sostegno alle famiglie.
L'altro punto è il "sostegno alla famiglia e alla natalità" con una "detrazione fiscale per ciascun figlio, per esempio di 2.500 euro" fino a una certa età, ad esempio 12 anni. E poi, i posti negli asili nido "non dovranno più essere a domanda ma dovranno diventare un diritto". Infine, le donne che lavorano: per favorire il loro impiego, incentivi fiscali alle imprese. ERA AL GOVERNO IL PRESIDENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO, VELTRONI PARLA COME SE FOSSE STATO ALL'OPPOSIZIONE

"Il tesoretto sui salari". La parola tesoretto "fa venire l'orticaria" a Veltroni, che però si dice convinto che, dopo la trimestrale di cassa, si vedrà se c'è un surplus di entrate: "E' ragionevole pensare che ci siano risorse da redistribuire, e allora andranno sui salari". E QUI LA COMICITA' SFIORA IL DELIRIO....

(13 febbraio 2008)

ABUSO DI ALLUCINOGENI

Pd: D'alema, la rimonta e' cominciata
Berlusconi fara' campagna tutta in difesa, Pd ce la puo' fare
(ANSA) - ROMA, 15 FEB - Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema si dice convinto che 'la rimonta e' gia' cominciata' e che 'ce la possiamo fare'. 'Berlusconi e' in difesa-osserva-deve difendersi dalla vera grande novita' che e' il Pd e la candidatura di Veltroni. Partono da una posizione di vantaggio ma faranno una campagna elettorale tutta in difesa'. 'Non sara' facile-conclude- visto che dall'altra parte c'e' una struttura potente di mezzi e risorse,ma -facendo suo lo slogan del Pd-si puo' fare'.


dovrebbero dire a D'Alema che se mangia tre piatti di risotto con il peyote e di seguito si fuma 50 cannoni, è normale avere allucinazioni e dovrebbero consigliargli, gli esperti di comunicazione del PD, di parlare solo quando non si è fatto qualcosa o almeno sia sobrio....

certo che tra lui e le taumaturgiche lacrime di Veltroni, sembra di essere tornati ai tempi del Drive In....

Marco Panattoni