Al giorno d'oggi, sarà perchè i cambiamenti climatici interessano tutti, si fa un gran parlare dell'ambiente.
Purtroppo nella maggior parte dei casi lo si fa a sproposito, con dati incompleti, inesatti o falsati vuoi
per un interesse personale (Vedi Pecoraro Scanio) o vuoi perchè l'unico approccio coerente alla materia, quello scientifico, è anche il più difficile.
Più difficile a trattarlo ma sicuramente molto semplice da falsare, considerando la comune ignoranza nel campo.
Non sarò qui a soffermarmi sui dati inesatti propinati dal Ministro alla Conferenza sui cambiamenti climatici, in cui si è visto per l'ennesima volta la totale incompetenza del governo ad approcciarsi a qualsiasi problema, semplicemente perchè, c'è comunque da dirlo, molti dei problemi sono a monte.
Posiamo la nostra attenzione, ad esempio, su una "pratica" comune (manco tanto...) a tutti: l'alimentazione.
Vorrei far notare come con un minimo di informazione si possono scoprire cose molto interessanti sull'ambiente e la società, magari erano anche evidenti, su cui però non capita mai da riflettere.
Qualcuno ha mai riflettuto, ad esempio, sull'impatto socio-ambientale del mangiare carne? Sicuramente la maggior parte di voi penseranno che non ce ne siano ma, udite udite, non è così.
Esempio pratico: Un acro di terra sapete quanti chili di patate rende? 10.000. Mica male eh?
Sapete quanti chili di manzo? 63. Sapete che con il terreno che oggi viene usato per allevare gli animali
solo degli USA si sfamerebbero 1 miliardo e 300 milioni circa di persone? Sapete che se la carne
venisse consumato a ritmo USA in tutto il mondo servirebbero 3 pianeti come la terra per alimentarci?
No, non sono dati campati in aria (fonti a fine articolo): solo realtà.
Questa realtà, che nessuno si sogna di dire, è che non basta questo pianeta per far mangiare carne a tutti.
Sarà per questo che in Africa durante le carestie il grano delle coltivazioni va tutto per gli allevamenti
e la gente muore di fame nel "granaio del mondo"?
Sarà per questo che molti popoli vengono tenuti nella povertà, regimi di ogni colore tollerati o
addirittura instaurati?
Non ho ancora parlato dell'impatto sulla salute (si, perchè, oltre a poter vivere benissimo senza, i ritmi con cui mangiamo carne sono i diretti responsabili di molte malattie cardiovascolari e non), delle crudeltà che subiscono gli animali, in gran parte infrangendo persino la stessa Dichiarazione dei Diritti degli Animali e dell'impatto ambientale (120 milioni di chili di sostanze tossiche solo dagli allevamenti e la metà dell'acqua mondiale).
Tutto solo per mantenere nell'occidente un privilegio: quello di mangiare e vendere carne.
A uno viene da pensare: "Si, vabbè, ti pare che ora i macellai e gli allevatori sono sta gran forza politica..." ma nessuno invece sa che la maggior parte della carne viene oggi prodotta in allevamenti
intensivi (pure quella a marchio "carne italiana", portano i capi a marchiare in italia e li rimandano in romania) quindi aziende che sono tutto fuorchè piccole e nazionali; Anzi, in America hanno lobby
potentissime ed un giro d'affari vertiginoso.
Ah beh, poi c'è da ricordare che il principale motivo di disboscamento della foresta amazzonica (che persino quel sant'uomo di Ratzinger ha riconosciuto come un pratimonio da salvaguardare) è proprio
quello dell'allevamento bovino.
Insomma: i dati qui sono così schiaccianti (e se ci riflettete è ovvio che gli animali mangiano enormemente più di quanto rendono) che non ci sono obiezioni di sorta.
L'alimentazione a base di carne dell'occidente è una delle cause più pesanti della fame del mondo e
dell'inquinamento.
Smettere di assumere proteine attraverso la carne nella nostra alimentazione è quindi un passo necessario che la nostra specie dovrà compiere per non auto distruggersi (e vivere meglio e più a lungo).
Saranno pochi dati buttati lì ma non sono proprio le notizie scientifiche che trovate su Focus, eh?
Fonti:
vegan3000.info
www.stopeatinganimals.com
Relazione FAO all'ONU del 29 Novembre 2006
A for Avenge