forse è la volta buona.
ultimo pezzo fino a lunedì prossimo, perchè sono via per lavoro.
ho dato un'occhiata al programma del Silvio.
Il nazismo era per il Super Uomo, ma non quello di Nietzsche che era morale ma Super Uomo in tutti i sensi. La Thule attinse a piene mani dalle teorie del professore di geopolitica Karl Haushofer, convinto assertore del ritorno della grande Germania e dell'espansione ad est al fine di costituire un solido "spazio vitale" che avrebbe a sua volta garantito il dominio sul mondo, dagli insegnamenti di uno strano monacocistercense allontanato dalla Chiesa, Adolf Lanz von Liebenfels, fondatore dell' "Ordine dei nuovi Templari", che predicava l'esistenza della razza superiore formata dagli ariani, che erano ritenuti semidei col compito di liberare il mondo dagli ebrei. La Thule si ispirò molto anche al Buddhismo tibetanoesoteriche di madame Helena Petrovna Blavatsky, considerata la più grande medium e occultista della storia, fondatrice della Società Teosofica Internazionale, che sosteneva di essere in contatto telepatico con gli antichi "Maestri sconosciuti", i sopravvissuti di una razza eletta, che sarebbe vissuta tra Tibet e Nepal, i quali si sarebbero rifugiati in seguito a una spaventosa catastrofe nelle viscere della terra, dove avrebbero fondato una straordinaria civiltà sotterranea, la mitica Agarthi. Gli appartenenti a Thule miravano, attraverso la telepatia e attraverso specifici riti occulti, che si svolgevano solitamente nei boschi e vicino a corsi d'acqua, ad entrare in contatto con questa sorta di superuomini, al fine di ricostituire la razza superiore.
Adolf Hitler e il suo movimento forgiarono il loro pensiero e cominciarono la loro scalata, proprio all’ombra di questi oscuri personaggi come Glauer ed Eckart, che avrebbero avvolto e tutt’ora avvolgono nel mistero la storia del Nazionalsocialismo, dal suo inizio alla sua fine. deformandone i contenuti ed anche alle dottrine
Il Partito Nazionalsocialista non è stato altro che l'erede ideologico diretto di questa società esoterica. E la nefandezza dei suoi crimini non sarebbe in nessun modo spiegabile se non si considerasse il fatto che quest'ideologia, dell'odio razziale ne ha fatto la sua stessa ragione di vita e se non si ricercasse la verità in questa zona d'ombra in cui la storia non è più storia.
Quindi mescolando esperimenti disumani di Mengele a riti sanguinari dedicati a Thor, Himmler voleva ricreare questa razza mitica.
Mussolini, l'11 febbraio 1929 ha fatto i Patti Lateranensi, nei quali ha detto alla Chiesa di farsi i cazzi suoi e che Stato e Chiesa erano ognuno organismi separati.
Noi, donne e uomini della provincia di Lucca, con questo appello intendiamo difendere la legge sulla tutela sociale della maternità e sull´interruzione volontaria di gravidanza.
Oggi si propone ripetutamente una offensiva tutta ideologica, per il modo in cui si parla dell´aborto, contro la legge 194.
Noi partiamo dal riconoscimento che la legge 194 ha consentito alle donne innanzitutto e alla società italiana di liberarsi dalla piaga dell´aborto clandestino, di ridurre in modo significativo le interruzioni di gravidanza, di agire sulla prevenzione, di avviare serie politiche di tutela della maternità e di affermare l´autodeterminazione delle donne nella scelta di una maternità responsabile.
Per ogni donna, la scelta dell´aborto è dura. L´attacco alla legge 194 parte da chi considera le donne persone moralmente irresponsabili. L´interruzione della gravidanza è una tragedia quando le donne vi sono costrette da altri o da condizioni di vita insostenibili, ma è anche una tragedia quando sono costrette a farlo clandestinamente. Quando una donna può scegliere se dire sì o no alla maternità diventa persona umana, vale a dire un essere morale e smette di essere una femmina della sua specie.
Per questo non si deve tornare indietro.
Nel nostro Paese è diventata coscienza collettiva, ampiamente consolidata, l´idea che l´aborto non è un reato, e non è neppure un diritto. È una decisione che una donna sa prendere, consapevole. È diventato senso comune assai diffuso che la legge 194 non ha incentivato l´aborto, ha garantito assistenza a chi ne ha avuto necessità, e soprattutto si è affidata al senso di responsabilità delle donne che hanno saputo far valere la loro autonomia.
Letizia Tassinari