Il Consiglio dei ministri, nella riunione di ieri, all'interno della manovra triennale, ha varato anche la norma salva-Capitale e ha conferito poteri speciali al sindaco Gianni Alemanno, nominandolo Commissario straordinario, fino al 30 settembre, per l'emergenza bilancio.
Il sindaco ha tenuto a precisare che nel suo nuovo ruolo di commissario sarà affiancato: «... da tre sub-commissari, uno della Ragioneria dello Stato, un magistrato contabile e un altro proveniente dalla carriera prefettizia».
La Cassa depositi e prestiti, con effetto immediato, anticiperà 500 milioni di euro «a valere sui futuri trasferimenti statali a esclusione degli interventi compensativi tributari».
La norma approvata dal Consiglio dei ministri, si è resa necessaria, come sottolinea il premier italiano, per sanare il buco in bilancio provocato dall'ex sindaco di Roma Walter Veltroni. Per Berlusocni è necessario compiere anche un'efficace operazione di comunicazione, in modo da effettuare: «... un'operazione verità per far comprendere chi è il vero responsabile dell'emergenza».
Al Campidoglio, in un'affollata conferenza stampa, il sindaco di Roma e il ministro dell'Economia Tremonti hanno illustrato l'intervento che il governo attuerà a favore dell'amministrazione romana. Alemanno sottolinea come l'anticipazione di 500 milioni è: «... un segnale che tutte le tesi secondo cui il governo Berlusconi sarebbe stato un governo del nord contro Roma, o che il sindaco di Roma sarebbe stato lo scendiletto di questa logica nordista, sono stati tutti clamorosamente smentiti da un intervento così significativo e così massiccio».
Il primo cittadino, attraverso numeri e cifre, ha ricordato che l'amministrazione comunale ha anche un problema: «... di cassa, che deriva dai mancati trasferimenti regionali dell'Ater, dovuti al blocco che si è verificato per la situazione della sanità del Lazio. Pesano inoltre gli oneri finanziari, stimati in 467 milioni per quest'anno e 633 per il 2009. Poi abbiamo la realtà dei tre miliardi di strumenti derivato e 720 milioni di fuori bilancio, quindi fuori dal deficit che è stato definito. Infine abbiamo gli oneri delle diverse aziende parlo di Atac e Ama, che hanno debiti veramente gravi, così come è venuto fuori grazie all'intervento del governo che ieri ha voluto portare i libri in Tribunale».
Il ministro dell'Economia Tremonti prende la parola parafrasando Cavour: «Senza Roma federale, l'Italia non si può riformare». Il ministro del governo Berlusconi sottolinea la razionalità dell'atto di attribuire poteri non ordinari al sindaco di Roma per risolvere l'emergenza finanziaria.
Per risolvere la crisi, e data la particolarità della città di Roma, il titolare del ministero di via XX settembre afferma che, oltre al federalismo fiscale, occorre: «... il federalismo demaniale. E' intenzione del governo, per tutti i comuni attribuire, e naturalmente alla capitale, la titolarietà gratuita di tutti i beni che esistono sul suo territorio, esclusi i beni simbolo dell'Unità del Paese o sede delle attività del Governo».
Infine, a chi gli chiedeva come mai questa emergenza è venuta fuori così tardi, il primo cittadino di Roma ha lapidariamente risposto: «Erano dati occultati».