Con il decreto interministeriale N.44 del 2001 sono stati istituiti i Collegi dei Revisori dei Conti in tutte le scuole a seguito dell'introduzione dell'autonomia amministrativa.
Compito dei Revisori è l' attività di supporto ed il controllo delle attività contabili delle scuole : certificazione del Bilancio , del Conto Consuntivo, della Contrattazione Integrativa d'Istituto ( dove i sindacati -RSU - con il dirigente contrattano la distribuzione di quello che può essere considerato il salario accessorio al personale della scuola ).
Vengono istituiti Collegi dei revisori uno ogni 3 scuole, circa.
La scuola capofila deve provvedere alla liquidazione dei compensi e il rimborso delle spese di missione sostenute per recarsi in visita nelle scuole del Collegio.
I compensi si aggirano sui 5000 euro annui , le spese di missione variano a seconda della provenienza geografica dei componenti il collegio, mediamente si aggirano intorno ai 2500 euro annui complessivi per i tre membri del Collegio.
Per il compenso lo Stato assegna fondi specifici , per il rimborso delle spese di trasporto e di vitto e alloggio la scuola capofila deve provvedere attiggendo ai fondi che il ministero assegna per il funzionamento amministrativo e didattico.
Prendendo ad esempio la scuola dove lavoro io che, essendo un Istituto Tecnico Industriale, ha risorse abbastanza rilevanti rispetto ad altre scuole ( per una serie di parametri di calcolo del contributo in questione previsti dalle norme vigenti) il rimborso ai revisori viene a pesare in misura superiore al 10%.
Su circa 20.000 euro annui che lo Stato assegna per spese generali e per acquisti di materiali didattici 2500 , nella migliore delle ipotesi, vanno per pagare i controllori....
Circa tre anni fa anni fa un moto di ribellione partito dall'Associazione ADAR di cui sono Presidente e dilagato in varie sedi , anche sindacali, porta alla riduzione dei membri del Collegio da tre a due.( finanziaria 2007 )
Viene richiesta anche la nomina su base regionale per ridurre i costi dei viaggi e dei costi dei pernottamento e dei pasti consumati dal Collegio.
Ma la soluzione è una barzelletta.
Il membro eliminato è quello dell'Ente Locale, cioè quello che non ha spese di viaggio e di soggiorno risiedendo sul posto !!!
Viene risparmiato il solo compenso annuo , di converso viene aumentato quello dei due rimasti, che costano quindi intorno ai 4000 euro l'anno, più le spese dei viaggi che rimangono quindi inalterate.
Insomma il massimo della stupidità e della mancanza di un vero interesse a modificare lo stato delle cose, per essere buoni nel giudizio !!
Nelle scuole i Bilanci sono informatizzati , a cadenze periodiche i dati vengono estratti con appositi programmi ed inviati al sistema centrale di controllo del Ministero.
I dati sono gli stessi che i revisori inseriscono nel loro programma di controllo (ATHENA ) ......
Doppione ???
Non sono forse obsoleti questi revisori esistendo gli strumenti per fare i controlli in via informatica ed automatizzata.. ????
Il Ministro non potrebbe con una sola azione netta e decisa far risparmiare diverse risorse finanziare che possono essere FINALMENTE destinate al funzionamento REALE delle scuole ??
Questa è una delle mie prime proposte operose che facciamo al Ministro.
Per essere ancora più convincente potrei raccontare divertenti storielline su parenti e amici portati appresso durante le visite, di biglietti del treno smarriti (? ) e la loro pretesa liquidazione, sul fatto che le visite ( guarda caso ) sono sempre a ridosso dei fine settimana o delle feste comandate, degli hotel di lusso dove pernottano..
Vado avanti ??
Se proseguo forse andiamo a parlare di reati .... commessi da chi dovrebbe svolgere azioni di controllo, divertente !
Proseguo Ministro o vogliamo provvedere subito per non smascherare questi piccoli ladri di polli spesso anche poco competenti ??
Buon lavoro Ministro, alla prossima.
Alcuni ( come Vespa ed anche il giornale di Rifondazione Comunista in evidente crisi esistenziale e con la febbre ancora alta ) si occupano massivamente dalla grazia alla Franzoni che é in galera da cinque giorni per avere assassinato un figlio di tre anni.
"il razzismo ha de essere cibo di tutti e per tutti se veramente vogliamo che in Italia ci sia e sia viva in tutti . la coscienza della razza. Il razzismo deve essere quello del sangue che scorrre nele mie vene , che io sento rifluire in me , e posso vedere , amalizzare e confrontare col sangue deglialtri. Non c'é che un attestato col quale si possa imporre l'altolà al meticciato ed all'ebraismo: l'attestato del sangue"Ho recuperato questo video su You Tube, dopo averlo guardato riflettete un attimo sulle immagini , o come si diceva una volta contate fino a dieci prima di rispondere. Bless
L'idea del blog LA CONOSCENZA RENDE LIBERI e del sito omonimo e dei blog "figli" ( a cui si accede tramite l'home page del sito ), è nata dal desiderio di creare un punto di incontro tra idee diverse, per imparare l'uno dall'altro.
Duecentocinquanta giovani per due ore e mezzo a fiato sospeso ad ascoltare Gian Carlo Caselli, Procuratore capo di Torino. È accaduto ad Aulla (MS) per iniziativa della locale associazione A.Ge. “Alice e Flavio” e del comune di Aulla, e adesso i passaggi salienti del suo intervento sono in fase di invio alle scuole della Toscana.
Con immagini semplici ma efficaci, Gian Carlo Caselli ha spiegato ai giovani delle otto scuole della Lunigiana temi complessi come legalità, giustizia, mafia, omertà. “La legalità è il rispetto delle regole –ha esordito Caselli- ma a cosa servono le regole? Il semaforo è una regola fisica che incontriamo quotidianamente. Lo rispettiamo per paura della sanzione, ma anche per evitare danni a noi e agli altri; soprattutto perché sappiamo che non rispettandolo andremmo incontro a un ingorgo colossale e la qualità della nostra vita ne risentirebbe pesantemente. Più regole ci sono, maggiore è la nostra speranza di vivere meglio: la qualità della nostra vita migliora sensibilmente”.
Parole vibranti di passione civica anche per definire il concetto di giustizia: “Osservare una regola scritta non è sufficiente affinché vi sia giustizia -ha spiegato il magistrato torinese- Ci vuole qualcosa di più, l’impegno di tutti perché ciascuno abbia ciò che gli spetta. Per i credenti, e io sono uno di questi, il concetto è scolpito in una formula evangelica molto impegnativa: ‘Abbiate fame e sete di giustizia’. Per tutti vale l’articolo 3 della Costituzione, che recita: ‘Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana’.”
Sul valore dell’impegno civico una nota autobiografica: “Prima di chiedere il trasferimento per Palermo, dopo l’uccisione di Falcone e di Borsellino, ne parlai a lungo con i miei collaboratori e soprattutto con la mia famiglia, finché un giorno mio figlio Stefano, che allora aveva 17 anni, mi disse: <Senti papà, tutti sono bravi a dire ma non a fare. Se vuoi andare a Palermo, vai a Palermo>.”
Caselli ha ringraziato ripetutamente i ragazzi per l’ascolto attento che hanno riservato alle sue parole e ha apprezzato moltissimo le domande che gli sono state rivolte, frutto evidente di un accurato lavoro di preparazione nelle scuole.
Si è trattato di domande a dir poco impegnative: Si è mai sentito abbandonato dallo Stato? Secondo lei le mafie possono essere sconfitte in poco tempo? (Jacopo 3° liceo); In Parlamento siedono persone colluse con la mafia, com’è possibile? (Andrea 2° liceo classico); Dove ha trovato la forza di andare avanti? (Anissa 1° Geometri Pontremoli); Come si sconfigge la paura? (Istituto Pacinotti di Bagnone); C’è il rischio di sviare l’opinione pubblica con l’esasperazione del tema della sicurezza urbana? (Luca 4° Scientifico Villafranca); L’omertà è dovuta solo alla paura? (5° Ginnasio di Aulla).
La manifestazione si colloca all’interno di un percorso di formazione per i giovani lunigianesi sul tema della fiducia, nel solco della tradizione A.Ge. di attenzione alle tematiche dell’educazione, con l’obiettivo di costruire un mondo migliore per i nostri figli.
Il successo dell’iniziativa è da attribuire, oltre alla disponibilità del procuratore Caselli e del Comune di Aulla, al grande impegno dei soci e del direttivo dell’A.Ge. “Alice e Flavio” di Aulla (Marina Pratici, Lia Fiasella, Chiara Mariotti, Ornella Marcelli, Nilla Luciani), che ha saputo tessere un efficace dialogo con le scuole e dare il meglio di sé sia in fase di organizzazione che di accoglienza dei molti intervenuti.
“E’ una grandissima emozione per me accogliere questo grande uomo –ha detto Marina Pratici, presidente dell’associazione A.Ge. ‘Alice e Flavio’ di Aulla- E questo mare di giovani è un fermo immagine bellissimo. L’incontro è stato voluto fortemente dalla nostra associazione per offrire ai giovani un importante momento di riflessione su tematiche di grande attualità come la legalità e la giustizia”. Anche il Sindaco di Aulla Roberto Simoncini ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa perché, come ha detto, “se i giovani non imparano ad affrontare le prove della vita, poi altri decideranno per loro”.
“Per ringraziare il procuratore Caselli e gli amici di Aulla, che ci hanno offerto questo splendido momento di formazione –ha dichiarato Rita Manzani Di Goro, presidente dell’A.Ge. Toscana- abbiamo pensato di inviare i passi salienti della giornata a tutte le scuole della Toscana, sia come efficace strumento da utilizzare all’interno dei tanti percorsi sulla legalità, sia come utile traccia di riflessione per i giovani che si apprestano a sostenere l’Esame di Stato”.
Il materiale sarà presto disponibile sul sito www.agetoscana.it.
Con questa di oggi inizia un rubrica a scadenza quindicinale nella quale utilizzando le immagini di un film rappresantativo , tra l'altro, di un evento storico-politico ripercorriamo le strade della memoria perché nessuno dimentichi ed anche per provocare una discussione sull'attualità di certi temi.

Senti la voce di peppino impastato.... (Contiene quattro trasmissioni radiofoniche mandate in onda da Peppino su RADIO AUT tra cui l'ultima "la cretina commedia".)
Kitiara
Vorrei segnalare a tutti il sito di PATRIZIA CARRADA, IL MESTIERE DI SCRIVERE.
Non mi attardo a ripetere ciò che tutti leggeremo sui giornali, ma vorrei sprimere l’impressione avuta dalla diretta della conferenza stampa di Napoli. Quel che voglio rappresentare è che il vero vincitore della partita è il ministro dell’Interno Maroni che è riuscito ad imporre al governo le posizioni della Lega. | Cassazione: no a estradizione 19enne |
| Rumena era stata condannata al carcere quando era minorenne |
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - La Cassazione ha bloccato l'estradizione verso la Romania di una 19enne condannata al carcere per furto nel suo Paese, quando era minorenne. La Suprema Corte sostiene che - per dare il via libera al rimpatrio di persone minorenni - deve essere provato che, nel loro paese d'origine, il processo si e' svolto con un'indagine 'sulla personalita' e maturita'' degli adolescenti rinviati a giudizio. |
| Comunismo is burning |
I grandi del comunismo |
| Comunismo Male Assoluto |
Foibe, per non dimenticare |
visto che io sono di Destra e di parte, e Cavallo Pazzo ha giustamente espresso la sua opione, per cui il Comunismo non gronda sangue dalle mani come il Fascismo o il Nazismo ed addirittura dovrei ringraziare i partigiani (che senza gli americani non valevano un cazzo ma questa è un'altra cosa che non si può dire) vi pubblico la pagina di Wikipedia su IL LIBRO NERO DEL COMUNISMO (che ho letto, ovviamente)| Il libro nero del comunismo | |
| Titolo originale | Le Livre noir du communisme: Crimes, terreur, répression |
| Autore: | Stéphane Courtois |
| Anno (1ª pubblicazione): |
1997 |
| Genere: | Saggistica |
| Sottogenere: | Storico - Politico |
| EDIZIONE RECENSITA | |
| Anno: | 1998 |
| Editore: | Mondadori |
| Traduzione: | vari (9) |
| Collana: | Le Scie |
| Pagine: | 770 |
| ISBN | 8804473304 |
| Progetto Letteratura | |
Il libro nero del comunismo (Le Livre noir du communisme: Crimes, terreur, répression, 1998, a cura dello storico del comunismo Stéphane Courtois) è una raccolta di saggi sugli stati comunisti e su crimini e abusi compiuti dai regimi di tali stati. I saggi sono scritti da diversi accademici e ricercatori del CNRS francese.
Soprattutto in Francia, ma anche in Italia, il libro non ha mancato di essere impugnato nella contesa fra le forze politiche; in genere, le destre hanno salutato la sua pubblicazione come operazione di verità, mentre le sinistre hanno criticato il progetto editoriale e culturale dell'opera, vista come un attacco all'eurocomunismo o alla sinistra in generale pretestuosamente associate all'azione dei regimi totalitari di matrice comunista.
Nella maggior parte dei casi, l'enfasi del libro è più sulla completezza dei dati che sulla loro analisi nel contesto; fra le sezioni a cui viene accreditato un maggior valore di ricerca storica si deve citare quella sull'Unione Sovietica, scritta da Nicolas Werth.
Alcuni commentatori hanno criticato l'impostazione del testo da diversi punti di vista, in alcuni casi negando al Libro nero (eventualmente con l'eccezione del saggio di Werth) qualunque valore scientifico e storiografico (vedi la sezione Aspetti controversi). Altri invece lo hanno accolto in modo favorevole, come ad esempio Norberto Bobbio, secondo il quale "L'utilità e la novità dell'opera è aver individuato il nesso indissolubile tra comunismo e terrore dovunque".
Indice[nascondi] |
Il libro si propone innanzitutto come raccolta di dati sui crimini compiuti dai regimi comunisti nel mondo. Diverse fonti ostili alla pubblicazione hanno trovato discutibile l'uso del termine crimine in storiografia; tuttavia, nell'uso che se ne fa nel Libro nero, si può intenderlo come equivalente a espressioni più specifiche come crimini contro l'umanità o violazioni dei diritti umani (esecuzioni senza processo, rapimenti, tortura ecc.).
L'enfasi del testo è spesso sul resoconto di tali crimini in termini numerici (in genere ricavati dal lavoro di altri autori) per arrivare a un "totale" stimato di 100 milioni di "vittime del comunismo".
Nel 1973 è stato pubblicato un volume molto simile al Libro nero del comunismo per intenti e forma: si tratta de Il costo umano del comunismo di Robert Conquest, Richard L. Walker, Hosmer e James O. Eastland (edizioni Il Borghese). Tale libro prende in considerazione l'Unione Sovietica, la Cina e il Vietnam (esclude i regimi in Cambogia e in Corea del Nord, che hanno provocato vittime dopo il 1973) e stima il totale dei morti in circa 100 milioni, affermando che il comunismo è peggiore del nazismo per questa ed altre ragioni. Gli episodi considerati sono gli stessi del Libro nero, ma per alcuni le cifre variano sensibilmente in difetto o in eccesso: per esempio sono attribuiti solo due milioni di morti alla carestia cinese del 1959, in quanto la prima diffusione delle stime più ingenti si ebbe solo nel 1978, ma sono sovrastimate le vittime della collettivizzazione cinese degli anni '50 (i dati per la Cina provengono da Human cost of communism in China di Richard L. Walker).
Questa e l'ultima parte sono scritte direttamente da Courtois ed espongono le sue conclusioni, sezione più controversa del libro. Fornisce un riepilogo del numero di morti: URSS venti milioni, Cina sessantacinque milioni, Vietnam un milione, Corea del Nord due milioni, Cambogia due milioni, Europa dell'est un milione, America latina centocinquantamila, Africa un milione e settecentomila, Afghanistan un milione e cinquecentomila, movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere diecimila. Per un totale di poco inferiore ai novantacinque milioni di morti. Successivamente indica le principali fasi della repressione che in Unione Sovietica sono: fucilazione di decine di migliaia di persone imprigionate senza essere state sottoposte a giudizio e massacro di centinaia di migliaia di operai e di contadini insorti fra il 1918 e il 1922; deportazione ed eliminazione dei cosacchi del Don nel 1920; carestia russa del 1921-1923, che ha provocato la morte di 5 milioni di persone; assassinio di decine di migliaia di persone nei campi di concentramento fra il 1918 e il 1930; deportazione di 2 milioni di kulaki (o presunti tali) nel 1930-1932; sterminio di 6 milioni di ucraini nel 1932-1933 per carestia indotta e non soccorsa (Holodomor); eliminazione di quasi 690 mila persone durante la grandi purghe del 1937-1938; deportazione di centinaia di migliaia di polacchi, ucraini, baltici, moldavi, bessarabi, tedeschi, tatari, ceceni e ingusci negli anni fra il 1939 e il 1945.
Gran parte di questo capitolo, scritto da Werth, analizza i crimini che vengono imputati alla dittatura di Stalin, è anche dettagliatamente descritto il periodo precedente, la rivoluzione e la guerra civile; mentre, al periodo successivo, (1953-1991) è dedicato un solo paragrafo poiché la repressione perde il suo carattere sanguinario. Questi sono i principali fatti di sangue indicati da Werth: operazioni anti partigiane dopo la seconda guerra mondiale poche decine di migliaia vittime, carestia dopo la seconda guerra mondiale mezzo milione di vittime, morti nei campi durante la seconda guerra mondiale mezzo milione, morti durante le deportazioni nel corso della seconda guerra mondiale poche centinaia di migliaia, morti fra i prigionieri e i deportati polacchi poche centinaia di migliaia, giustiziati durante le purghe settecentomila, morti nei campi fra il 1930 e il 1940 quattrocentomila, carestia del 1932/3 sei milioni, repressione degli anni venti alcune decine di migliaia, carestia del 1921/2 cinque milioni, morti nei primi anni alcune decine di migliaia. Da notare che il Werth non da una stima totale delle vittime ma fornisce varie stime a volte in contrasto fra loro per i vari episodi di violenza.
Le sezioni di Courtois che aprono e chiudono il testo (I crimini del comunismo e Perché?) sono la parte più controversa del Libro nero. Le critiche che vengono mosse a Courtois sono di vario genere. Per esempio, Courtois sarebbe stato poco scientifico nel chiarire gli obiettivi della ricerca (significato del termine "crimine" e metodo di conteggio delle "vittime"); fazioso (per esempio nel formulare giudizi generali sui regimi comunisti come strutture basate sul "crimine di massa"); o mal documentato (alcuni considerano le cifre riportate dal Libro nero esagerate). Altro elemento che non ha mancato di suscitare ampie polemiche è il paragone che Courtois propone fra nazismo e comunismo, apparentemente sostenendo che il nazismo sarebbe "meno grave" del comunismo in quanto ha causato "meno vittime" ("solo" 25 milioni). L'autore risponde che "il paragone tiene conto delle strutture di potere che si rivelano identiche nel totalitarismo tipico del XX secolo". Due degli undici autori del libro, Nicolas Werth e Jean-Louis Margolin, si sono dissociati da una parte dell'introduzione del curatore, pur continuando a sostenere il resto del libro, ma dieci anni dopo si sono nuovamente associati a Courtis [1].
Una delle critiche principali riguarda l'aspetto fondamentale del conteggio delle vittime, o l'idea stessa di poter fare storiografia "contando i cadaveri". 30 milioni di vittime conteggiate da Courtois sono dovute alla carestia cinese del 1959 che, per quanto causata dalla politica del regime, non sembra ragionevole paragonare alle vittime dei campi di concentramento nazisti [2]. Inoltre, una parte dei decessi che il libro attribuisce al comunismo riguarda episodi di guerra (seconda guerra mondiale), così come una parte dei 25 milioni attribuiti ad Hitler. Noam Chomsky ha osservato che, se si applicasse il metodo di Courtois alla storia dell'India dal 1947 in poi, attribuendo l'alta mortalità alla mancanza di adeguate scelte politiche, si dovrebbe concludere che anche la democrazia in India è stata responsabile di cento milioni di morti [3]. Essendo dunque le colpe, le responsabilità e l'intenzione di sterminio molto variabili ed eterogenee nelle molteplici realtà descritte nel libro, appare inadeguata e insensata l'attribuzione di valore storico basata sul mero riassunto quantitativo.
Per contro, Norberto Bobbio ritiene che "La ragione di questa contabilità è farla finita una volta per sempre di distinguere, rispetto alla vastità del crimine, il comunismo dal nazismo".
Altre critiche al Libro nero riguardano non solo l'introduzione, ma l'impostazione generale dell'opera. In particolare, il libro viene accusato di essere evidentemente motivato da fini propagandistici e non storiografici.[4] In effetti, mentre l'articolo di Werth attinge a fonti primarie precedentemente inaccessibili, gli altri capitoli del Libro nero sembrano di spessore scientifico inferiore, e sarebbero stati inclusi sostanzialmente all'unico scopo di poter fornire al lettore un dato complessivo più impressionante.[5]stati comunisti. Per esempio, la stragrande maggioranza dei morti attribuiti dal Libro nero all'Unione Sovietica avvennero, secondo il libro stesso, durante la dittatura di Stalin, al quale si dovrebbero quindi ascrivere anche responsabilità personali. L'idea stessa di considerare la storia dell'Unione Sovietica dal 1917 al 1991 come se si trattasse di un periodo politicamente omogeneo ("comunista") rappresenta per alcuni autori una semplificazione che si spiega solo come tentativo di screditare pretestuosamente il socialismo in generale.[6]. A questa critica, Courtis risponde che "Il fatto che ci siano state diverse applicazioni del comunismo leninista non cambia affatto la forte identità comune: l'ideologia e la dottrina marxista, il modello di organizzazione bolscevico definito da Lenin sin dal 1902 nella sua opera "Che fare?" e il sostegno incondizionato all'Urss o alla Cina della maggior parte dei partiti comunisti e dei gruppi maoisti". Inoltre, l'intero libro si fonda su un uso estremamente ampio del termine "comunismo", che prescinde da qualsiasi distinzione fra l'ideologia comunista e la politica dei governi degli
Nello stesso senso vanno le critiche di chi osserva che il libro tratta la storia di nazioni estremamente diverse fra loro (e in cui il comunismo fu applicato in modi altrettanto vari) da una prospettiva unica e, quindi, in modo semplicistico e fortemente riduttivo.[7]
Ancora, il libro è stato criticato da alcuni per la scarsa contestualizzazione dei dati. Si è fatto notare, tra l'altro, che un Libro nero del capitalismo, un Libro nero del cristianesimo o un Libro nero del fascismo in cui si raccogliessero tutte le vittime di crimini avvenuti correlabili a queste "ideologie" non raggiungerebbe probabilmente totali meno raccapriccianti di quelli mostrati nel Libro nero del comunismo (lo stesso ragionamento si potrebbe certamente applicare a numerose altre ideologie e religioni). In effetti, diversi "Libri neri" furono poi pubblicati per altre ideologie (vedi la sezione Fortuna del titolo).
Il libro ha avuto un forte impatto editoriale dal punto di vista dell'immagine. Di seguito sono stati pubblicati altri "libri neri" che ne riprendono formato, grafica e titolo, come ad esempio Il libro nero del comunismo europeo (ISBN 8804517956), [8] Il libro nero del capitalismo (ISBN 8843802240), già citato, Il libro nero del cristianesimo (ISBN 8887554099), Il libro nero dell'Italia di Berlusconi (ISBN 8854105082), Il libro nero di Cuba (ISBN 8883356101), Il libro nero della Cina (ISBN 8883355563), Il libro nero della guerra in IraqISBN 885410504X), Il libro nero degli Stati Uniti (ISBN 8881124548). Un altro titolo che con un titolo simile (ma che tratta lo stesso argomento) è Il libro rosso dei martiri cinesi, di G. Fazzini, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2007(ISBN 88-215-5811-5), (
Un tentativo di risposta di segno opposto è stato Il libro rosso del socialismo (ISBN 8880220403), pubblicato in Italia nel 1998, che tuttavia ha ottenuto molta meno attenzione del Libro nero del comunismo. Altri libri di risposta al libro nero del comunismo sono Il secolo dei comunismi (ISBN 8851521883) e Sul libro nero del comunismo (ISBN 8872851580).
Nel contesto della controversia sull'attendibilità del Libro nero come fonte storica, vengono spesso citati due documenti dell'Assemblea Parlamentare Europea, che ne avallano direttamente o indirettamente i dati. Il documento Sulla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi del totalitarismo comunista riporta le cifre del Libro nero come dato attendibile. La stessa Assemblea Parlamentare, in un altro documento (la Risoluzione 1481) dichiara che "la pubblica consapevolezza dei crimini commessi dai regimi totalitari comunisti è molto scarsa. Partiti comunisti sono legali e attivi in alcuni paesi, anche se in alcuni casi non hanno preso le distanze dai crimini commessi dai regimi totalitari comunisti in passato" e che "L'Assemblea è convinta che la consapevolezza della storia sia una delle precondizioni per evitare simili crimini in futuro. Inoltre, il giudizio morale e la condanna dei crimini commessi svolge un importante ruolo nell'educazione delle giovani generazioni. La chiara posizione della comunità internazionale sul passato può essere di riferimento per le sue azioni future." Pur non contenendo alcun riferimento esplicito al Libro nero, questa risoluzione viene messa in relazione col libro per quanto concerne l'affermazione della presunta disinformazione pubblica sul tema dell'operato dei regimi comunisti.
Il Libro nero porta a sostegno delle proprie tesi numerosi riferimenti bibliografici. Inoltre, i dati riportati dal libro sono coerenti con quelli di molte altre pubblicazioni. Per quanto riguarda il numero delle vittime degli episodi trattati nel testo, alcune fonti contengono cifre superiori, altre cifre inferiori ma dello stesso ordine di grandezza (si consideri che lo stesso Libro nero riporta, in alcuni casi, degli intervalli e non cifre esatte). Di seguito sono elencate alcune fonti che confermano parzialmente o totalmente i dati del Libro nero (per quanto concerne le cifre, i tipi di crimini o i fatti più controversi come il cannibalismo), ordinate per data della prima edizione originale (spesso in inglese) e in grassetto se citate esplicitamente nel testo del libro.
Le cifre possono essere confrontate con quelle fornite da Rummel attraverso i suoi libri e il suo sito internet.
Unione Sovietica
Cina
Cambogia
Sono certo che tutti sanno che nel nostro paese l'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952 , n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale, comma primo della Costituzione"), detta anche "legge Scelba", la quale, inoltre, all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque "fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità" di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque "pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche".
Queste sono le parole chiave magistralmente , parole furbescamente "dimenticate" da chi ne ha già parlato per difendersi.
Quindi l'apologia colpisce non solo chi si propone di ricostruire il partito fascista è PERSEGUIBILE ANCHE CHI INNEGGIA A MUSSOLINI ED ALLE SUE OPERE come chi espone SUE FOTO PER RAPRESENTARSI o produce e disegna simboli, come chi fa il saluto romano o prova a dileggiare e disprezzare la resistenza partigiana .
Piu' di tanto non si puo' fare per convincerli e talvolta è meglio lasciarli giocare tra loro , che si divertono con poco e sono sostanzialmente innocui , dei nani che giocano a fare i giganti ma che miseramente al primo confronto , tornano nani…
come nano era colui che fece andare avanti e indietro per gli aeroporti i pochi aerei militari vantandosene con l'alleato ; lo stesso nano che mando' centinaia di migliaia di italiani a morire in Russia con fuciletti e scarponi di cartone e che qualche anno prima rispondendo presente all'appello nazista con l'ignominia delle leggi razziali condanno' in seguito con la complicità delle camicie nere in tutta Italia migliaia di ebrei ed oppositori ai campi di sterminio aiutando i nazi a scovarli e caricarli sui vagoni .
La verità è che è una vergogna per tutti dover ancora parlare di cio' ...chiudero' con Primo Levi che ripeteva sempre :
Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.
Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.
Crazyhorse70
Bullismo a scuola , siamo all'emergenza
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Chi è il bullo ? Risponde un maestro di arti marziali
Chi è il bullo ? Risponde un genitore
chi è il bullo ? risponde un giovane
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chi è il bullo ? risponde un docente ( seconda parte )
chi è il bullo ? risponde uno studente delle scuole superiori
Franca Corradini
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