
Per motivi vari non ho mantenuto la promessa del post settimanale con cui faccio una rivisitazione, molto personale, degli anni '70.
Ormai in Italia si scende in piazza ovunque e per qualsiasi motivo, tranne che per proporre qualcosa che non vada a discapito della collettività.
Generalmente il movente è costituito dalla protesta : si protesta per la perdita dei propri privilegi o per inveire contro lo spauracchio di turno , la politica USA o Israele, gli OGM o l'invasione degli stranieri...
Quando poi si tratta di individuare possibili soluzioni , silenzio tombale.
Avete presente la straordinaria manifestazione , con decine di migliaia di persone che sfilavano , svoltasi poche settimane orsono in Francia, per invitare il governo a tenere duro ed a proseguire con la riforma previdenziale, abolendo gli scandalosi privilegi di una minoranza che utilizzava l'arma estrema dello sciopero non-stop?
Il tutto organizzato dall'associazione Liberté Chèrie e dal piccolo partito di Alternative Liberale, decisi ad incalzare la politica del Presidente Sarkozy con istanze liberali e liberiste.
Bene, stento a credere che qualcosa del genere sia da noi possibile e meno male che la Francia è un paese, per certi versi, più in crisi del nostro !
L'esempio più lampante è arrivato oggi dalla vergognosa protesta dei taxisti romani, capaci di bloccare per ore il traffico della capitale per " difendersi " dalla liberalizzazione ( modesta e parziale, peraltro ) delle licenze decisa dalla giunta capitolina.
Triste destino di una nazione costretta alla paralisi e all'asfissia da una politica vile , populista ed antiliberale, degna erede di quei carrozzoni dirigisti, le cui idee esiziali hanno fatto breccia in fette larghissime della popolazione.
Ecco la differenza : altrove qualcuno ebbe il coraggio e la forza di dire : " Io vi prometto lacrime , sudore e sangue " o " non chiedete cosa l'America può fare per voi, ma cosa voi potete fare per l'America " o , ancora , " La Francia ha perduto una battaglia, ma la Francia non ha perso la guerra ".
Da noi , per contrappunto, "the silence...and nothing more ", avrebbe lapidariamente scolpito con i suoi versi la situazione il sommo Edgar Allan Poe.
Vi ricordate del signor Marco Ahmetovic?
Vi rinfresco la memoria: lo scorso 23 Aprile investì in stato di ebrezza ed uccise Eleonora Allevi, Danilo Traini, Alex Luciani e Davide Corradetti, tutti con meno di 18 anni.
Condannato dal Tribunale di Ascoli Piceno a sei anni e sei mesi di reclusione per l'omicidio colposo plurimo ora sconta gli arresti domiciliari in un residence di San Benedetto del Tronto.
Sta scrivendo un libro sulla sua commuovente storia e sta promuovendo la sua linea di abbigliamento con il suo brillante manager Alessio Sundas...la Linearom..
Ieri hanno intervistato il brillante manager allo zoo di 105 e si è beccato una serie di insulti in diretta...mai troppo pochi per quello che sta facendo..
Sicuramente familiari ed amici delle vittime saranno lieti di vedere qualcuno indossare i romjeans (a detta di Sundas hanno già ricevuto decine di ordini d'acquisto).
Speriamo che esca anche la linea invernale della Franzoni e la collezione autunno-inverno classica di Totò Rina...
Giudicate voi non aggiungo altro...vi chiedo solo di riservare qualche insulto per chi avrà il coraggio di comperare e indossare quella merda.
Alessio Troilo
scarica file pdf del numero 3 di XX Polis
Una sala d’attesa colorata con musica alta e infernale,oltre a me c’erano altri ragazzi come me in cerca di lavoro.| Unipol: azione disciplinare a Forleo |
| E' stata promossa dal Pg della Cassazione |
(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli ha promosso l'azione disciplinare nei confronti del gip Clementina Forleo. Motivo del provvedimento, i contenuti dell'ordinanza con cui il magistrato del Tribunale di Milano chiese alla Camera di usare le intercettazioni delle telefonate tra sei parlamentari e alcuni indagati nell'inchiesta sulle scalate bancarie. Al gip sarebbero contestate abnormita', come i giudizi, ritenuti diffamatori sui politici che pure non erano indagati. |

Solo un paio di mesi fa sembrava il castigamatti, inviato da Dio al popolo d'Italia " a miracol mostrare ".
Oggi se lo filano in pochi, tant'è che per ottenere uno strapuntino nelle edizioni dei tiggì o un agile trafiletto sui quotidiani nazionali, il dispensatore di vaffa è costretto ad alzare i toni nella speranza di far riaccendere i riflettori sulla propria ponderosa persona.
E allora dopo il pistolotto in salsa verde leghista sull'annunciata invasione rom del bel paese, composto con accenti apocalittici e con tanto di rampogna degna di un Borghezio qualsiasi al Ministro Emma Bonino, il comico prestatosi alla politica se la prende con il Presidente della Repubblica.
Quale la colpa dell'inquilino del Quirinale ?
Semplicissimo, è troppo vecchio !
Si merita , quindi, da parte dell'improvvisato censore l'epiteto oxfordiano di Presidente da ospizio.
Ma non siamo soliti alla critica moralistica e quindi prendiamo per buona una frase assai impegnativa scritta dal nostro, dopo tonnellate di fesserie.
" Il Presidente va eletto dagli italiani, non dai nostri dipendenti. "
Attendiamo ,si spera non alla maniera di Godot , che alle prese di posizione seguano gli impegni concreti...
Salvatore Antonaci
Componente Comitato Nazionale di Radicali Italiani
associazione radicale nonviolenta Diritto e Libertà
A giudicare dagli ultimi avvenimenti, chiunque legga abitualmente i vari quotidiani, si troverà di fronte ad un panorama semplicemente sconcertante.
Elaborando un breve excursus storico ricorderemo che, appena qualche anno fa, assistevamo ad una sinistra estremamente eterogenea ma perfettamente rilegata in un unico salvifico programma contro il nemico comune: Silvio Berlusconi, allora leader di una coalizione a dir poco indistruttibile.
Rovesciata la situazione, ci troviamo, ad oggi, di fronte ad una sinistra poco oscurantista nei confronti delle numerose innegabili sfaccettature di sua appartenenza. Allo stesso tempo, tuttavia, notiamo un'opposizione ancora più frammentata tra mille proposte di natura più strategica che istituzionale.
Partito delle libertà o casa delle libertà? Spallata o coerenza? Demagogia o concretezza? Chi ne ha più ne metta!
Non per appoggiare certe idee palesemente qualunquiste, ma ogni volta assistiamo ad una visione sostanzialmente identica della politica italiana. Tra chi è più unito al Governo che all'opposizione e chi, tanto per mantenere una sottile differenza, si comporta essattamente all'inverso sembra di osservare le due figure speculari rappresentate sulle tipiche carte da gioco: opposte ma, allo stesso tempo, identiche.
Tesi puntualmente dimostrata dall'ex premier Silvio Berlusconi il quale, dopo la fusione tra DS e DL, torna in scena annunciando la nascita del Partito Popolare Italiano che altro non è se non una mera ristrutturazione di natura estetica, a mio parere, persino mal riuscita.
Così, in un Paese, dove la stabilità risulta un lemma sognato ma non ancora conosciuto, si auspicano riforme, a partire dalla agognata legge elettorale che, a sentir certe voci, sembrerebbe la soluzione ad ogni male.
Temo però che se dopo un'improvvisata riforma andassimo al voto la situazione si ripresenterebbe poco discostante dall'attuale.
Non so bene come possa una coalizione talmente divisa giungere alla fine della legislatura ma ho maggiore timore nei confronti di una destra che, priva di leader e proposte comuni, si permette di proferire asserzioni quali: "dopo la riforma tutti a casa".
Non c'è da stupirsi se, nel bel mezzo di tutto questo, 300 mila persone si sono lasciate trasportare da un vaffa pronunciato all'unisono.
Innanzi ad una partita dove basta fare una mossa per prevedere la strategia dell'avversario passa persino la voglia di partecipare.
Ilaria Garosi
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Cito riportando alcuni brani dal sito IL PAESE DELLE DONNE- ON LINE il pezzo "Le modalità della contestazione non sono marginali e devono farci riflettere "di Monica LanfrancoE qui ecco il capitolo ’antifascista’ della manifestazione. A chi ha pensato che fosse una buona idea mettersi a gridare contro Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, dando loro una ribalta mediatica gratis, e chi ha mandato a dire ad Alessandra Mussolini di non farsi vedere (cosa che sa tanto di avvertimento mafioso) vorrei dire che lo stile ultras molto in voga purtoppo anche tra le donne stona a parecchio con lo spirito, le pratiche e la storia dei femminismi.
Magari si potesse tagliare di netto con una bella riga che segna il di qua e il di là della purezza antifascista: nessuna sa che la migliore legge mai presentata in Parlamento circa le adozioni(compresa la genitorialità omosessuale) ha come prima firmataria la Mussolini? nessuna sa che fu lei, e non Livia Turco che poi aderì con tutte, dico tutte le parlamentari, a invitare le colleghe a entrare in aula alla Camera con una maglietta con la scritta: "Giù le mani dalle donne", iniziativa che le vide, tutte, sentirsi dare della troie da parte di molti onorevoli presenti?