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domenica, 30 settembre 2007

Convegno su automutilazione superficiale moderata- segnalazione di Andrea Pessarelli

Negli ultimi giorni, improvvisamente si stanno chiudendo tutte le porte davanti al tentativo di dare voce alle ragioni delle persone autolesioniste: lunedì 1 ottobre la giunta tortonese delibererà di non patrocinare il convegno "Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. automutilazione superficiale moderata: la rappresentazione del dolore; il dramma dell'incomunicabilità; prospettive terapeutiche e sociali". tutto ciò perchè, al di là delle argomentazioni di circostanza, il titolo della conferenza dà fasidio agli ambienti della curia. in ogni caso, noi andremo avanti, con le nostre forze, e con chi vorrà sostenerci, se qualcuno ci sarà. di seguito vi riporto la mail spedita poco fa all'assessore alla sanità. chi volesse sostenerne le ragioni, può scrivere a
gianluca.silvestri@libero.it
serviziallapersona@comune.tortona.al.it


quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

logo“I malati non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi papi” (Luca Coscioni)

Caro Gianluca,
ti ringrazio di cuore per l’interessamento alla nostra (dell’associazione Coscioni e di Angela) iniziativa “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”; mi spiace che – come sembra ormai certo – questo tuo impegno non sia bastato a convincere le Istituzioni municipali a sostenerne gli scopi, né a riconoscerne l’importanza: non è bello constatare come anche nelle piccole città, dove dovrebbe essere più semplice realizzare un rapporto di reciproca ed effettiva collaborazione fra i cittadini e i loro rappresentanti, ciò sia reso impossibile dalle medesime insopportabili logiche da cui la politica è soffocata, a ogni suo livello. Come sempre, neanche a dirlo, sulla pelle dei più deboli. Il convegno sull’autolesionismo non ha alcuna valenza politica, né ideologica, né di altro tipo, che possa confliggere con qualsivoglia convinzione etica: risponde a una richiesta di aiuto proveniente da persone disperate, sole, malate, incomprese e – come dimostra proprio questa circostanza – abbandonate a loro stesse dalla società. Altro che cambiare il titolo! Il titolo restituisce significato autentico a parole troppo spesso espropriate della loro umana drammaticità. Per parte mia vorrei rendere almeno questo piccolo servizio: mettere la Giunta in condizione di decidere, se non proprio consapevolmente, almeno sapendo vagamente su cosa sia chiamata a deliberare. Ti chiedo di leggere alla Giunta questo breve stralcio della testimonianza di una ragazza autolesionista, prima che si voti sul patrocinio.

l'inquietudine ti percuote l'anima...
il senso della tua insoddisfazione tormenta il tuo cuore,
come tu laceri la pelle con la lametta.
insoddisfazione
vuoto
solitudine
il nulla
questo è ciò che ti rende così insicura e infelice...
questo è ciò che ti sta facendo affondare sempre più...
e più ti inabissi...
più ti senti vuota, e sola...
vorresti gridare
ma nessun suono esce dalle tue labbra.
E allora...
il sangue sgorga dalla ferita, come un fiume di mute parole
che testimoniano il tuo dolore...

ma il sangue, nessuno lo vedrà.
Come nessuno ascolterà il tuo disperato grido d'aiuto...
Buon Voto

Andrea ( Pessarelli )
postato da: laconoscenza alle ore 20:19 | link | commenti (6)
categorie: luca coscioni, associazione luca coscioni

Tariq Ramadan: un intellettuale "controverso" redattore Gabriele Ibrahim 'Abd an-Nur

ramadanLa maggior fortuna di Tariq Ramadan, alla lunga, saranno i suoi critici.
Ho cominciato ad interessarmene da qualche tempo, essendo il suo pensiero una sorta di forca caudina entro cui ogni musulmano che esprimesse una qualsiasi opinione pubblica è costretto a confrontarsi: "Ma tu cosa ne pensi di Tariq Ramadan?"
Un intellettuale controverso, com'è puntualmente definito, con un ritornello che come una litania s'insinua nell'ascoltatore, che alla fine non può che convincersene: qualcosa che non va, 'sto Ramadan, dovrà pure avercelo, per essere così controverso.

Io, questo qualcosa che non va, non l'ho ancora trovato. Chissà, può darsi che abbia letto male finora, e che la magagna sia lì lì per saltar fuori. Ad oggi, comunque, tra i suoi libri e tra i suoi articoli ho scorto soltanto una preparazione culturale di uno spessore e di una varietà notevolissimi, di gran lunga più solida e diversificata di quella propria alla media degl'intellettuali contemporanei; una coscienza della fede ed una conoscenza della dottrina islamica profonde, rigorose ed intellettualmente costruttive; un'apertura al dibattito socioculturale contemporaneo connotata da una spiccata consapevolezza, e da un'adesione al discorso politico matura ed originale; infine, una disponibilità al confronto che, pure nella prudenza rispetto alle derive della polemica fine a stessa, si esercita anche, se non soprattutto, nei confronti di coloro che  si dimostrano più critici - spesso aprioristicamente - nei confronti suoi, della sua opera e del suo retroterra culturale.

In tal senso, è singolare che sia proprio Ramadan a poter osservare, circa il pensiero democratico: "E' assurdo che si discuta circa l'opportunità di dialogare con me". Da un lato, infatti, ciò neutralizza tutte le premesse liberali che il suddetto pensiero contemporaneo vorrebbe darsi, ed in nome delle quali pretende di porsi tale scrupolo di disponibilità: insomma, a dispetto di Voltaire, oggi devi pensarla come me prima che io ti dia la parola.
D'altra parte, i cosiddetti polemisti del dialogo - coloro che negano, recisamente, finanche l'opportunità democratica (sic) di discutere le posizioni del prof. Ramadan - fingono di dimenticare di essere già in relazione dialettica colle sue tesi: il risultato non è, quindi, un ipotetico, eroico isolamento intellettuale del controverso professore - col quale, in fondo, si limitano a non voler intrattenere personalmente un dibattito pubblico - ma solo l'accumularsi di invettive unilaterali, che pure ci sono ed in abbondanza, cui non si dà possibilità di replica. In nome delle premesse del pensiero liberale, comunque.

E' così che su Tariq Ramadan hanno potuto accumularsi col tempo dicerie ed addirittura leggende, piuttosto che posizioni nitide e discussioni obiettive, solidamente fondate sulla lettera dei suoi libri, articoli, conferenze e dibattiti pubblici. E' così che il suo pensiero ha potuto essere sezionato, estrapolato citazionisticamente, traviato più o meno deliberatamente, senza che si permettesse al diretto interessato di chiarire, correggere, ribadire, approfondire alcunché.
C'è una sostanziale ignoranza nei confronti del pensiero di colui che viene spesso additato come esempio lampante del temibile "neofondamentalismo islamico", perfino tra i suoi critici più accaniti. Eppure tale ignoranza può a tutt'oggi sopravvivere, prosperare ed autolegittimarsi, finché all'autore sono inibite le occasioni di confronto pubblico, impedendogli così di far conoscere le sue reali posizioni e di smentire le costruzioni ideologiche che gli sono arbitrariamente attribuite. In una parola, solo l'imposizione del silenzio può perpetuare la menzogna.

Capita però che in certe occasioni il velo dell'aprioristico ostracismo culturale si levi, e permetta all'autore di interloquire, prima ancora che coi suoi oppositori, col pregiudizio che essi hanno giudiziosamente instillato nella pubblica opinione.

giulianoferrara
E' capitato l'altra sera, alla trasmissione Otto e mezzo di Giuliano Ferrara. Intervistato, a fronte di domande esplicitamente, gratuitamente polemiche ed insinuanti, Tariq Ramadan ha dovuto dedicarsi perlopiù a ribadire o chiarire punti di vista già espressi e riaffermati più e più volte, ed a correggere citazioni od attribuzioni parzialmente o del tutto errate, se non inventate di sana pianta. Con un piglio interlocutorio che ha efficacemente contrastato l'arrogante presunzione esibita dal dott. Ferrara, il prof. Ramadan si è perciò dedicato a mettere quanto più possibile in evidenza le sue posizioni, assolutamente condivisibili, sul diritto all'apostasia, sulla promozione del ruolo e della coscienza femminili, sulla ferma  contrarietà alle pene corporali ed alla pena di morte, così come al terrorismo suicida, nonché sulla necessità di ripensare creativamente la cittadinanza e la partecipatività civica, e di ribadire l'assoluta compatibilità tra diritto civile e diritto shara°itico, così come tra cittadinanza e fede, nell'ottica di un ritorno alle fonti religiose che ne contempli in modo maturo e complessivo sia la lettera, sia le condizioni ed il contesto ad essa connessi.
Temi, posizioni e prospettive che meritano tutta l'attenzione e l'approfondimento che l'attuale discorso politico, mediatico e culturale non sembra affatto disposto a concedere.

La reazione del conduttore, in tal senso, è stata emblematica. Dopo aver spiegato che in realtà gli attentatori dell'11/9 sono veri e proprio eroi per tutti i musulmani - laddove, a precisa domanda, Ramadan li aveva immediatamente definiti degli assassini - ha poi incentrato una vera e propria requisitoria su una prefazione che ha candidamente ammesso di non aver mai letto, parlandone quindi per sentito dire, dimostrando una pochezza intellettuale che non gli si sospettava - nonché costringendo il prof. Ramadan all'ennesima spiegazione, né giustificante né apologetica, bensì solo e soltanto chiarificatrice di ciò che egli ha effettivamente scritto e sostenuto.
E' curioso che proprio il filmato dell'intervista sia uno dei pochi che a tutt'oggi non è disponibile in rete, sul sito del programma di La7.

Sembrano due, in generale, i metodi utilizzati dai critici di Tariq Ramadan.
L'uno riguarda la sua "ambiguità": è facile, soprattutto presso un pubblico europeo, affrancare l'idea che un intellettuale islamico si rivolga diversamente ai musulmani ed ai non-musulmani. Questo ragionamento, d'altra parte, ha due evidenti lacune.
Da un lato, infatti, il discorso del prof. Ramadan si sviluppa innanzi tutto in lingue e contesti europei, e perciò ampiamente comprensibili dall'opinione pubblica occidentale; molti dei suoi interlocutori tra i giovani musulmani, infatti - immigrati di seconda o terza generazione - non hanno una piena padronanza dell'arabo, ed adottano piuttosto il francese, l'inglese o l'italiano come prima lingua. Ciò rende le tesi di Ramadan ampiamente comprensibili, e proprio in quanto tali esse sono discusse e discutibili.
In secondo luogo, è possibile "monitorarlo" nei suoi incontri pubblici, interni alle comunità islamiche o rivolti ad un pubblico più eterogeneo, così come nei suoi interventi sui media. Lui stesso, tra il serio ed il faceto, ribadisce quest'invito più e più volte, e racconta che in qualche occasione è capitato davvero che alcuni giornalisti lo seguissero per più giorni proprio per costatare che non assumesse posizioni eterogenee tra un contesto e l'altro. Lo racconta divertito, ma anche evidentemente soddisfatto: alla prova del nove, la questione della "doppiezza" si rivela per quel che è, un meschino artificio retorico che storicamente s'indirizza verso gli esponenti di minoranze religiose e culturali.

L'altro metodo frequentemente utilizzato dai critici del dott. Ramadan è quello della delegittimazione. Lo stesso Ferrara ha frequentemente provato ad affrancare la tesi per cui le "belle parole" di Tariq Ramadan contraddirebbero l'ortodossia islamica - di cui Ferrara, così come tutti i piromani dell'islamofobia, sembrano ritenersi i soli e legittimi tutori ed interpreti.
In una parola, Ramadan è considerato "islamico" nella misura in cui sembra possibile additarlo come "pericoloso", "ambiguo", connivente col terrorismo" e così via; smette di esserlo, invece, quando le sue tesi si dimostrano con sempre maggior evidenza "pericolosamente" prossime - fino a coincidervi - all'etica dello Stato di diritto, del rispetto della persona e della promozione dei suoi diritti, della solidarietà sociale e culturale e dell'impegno politico nell'ambito di un discorso esplicitamente democratico e pluralista.
A poco sembra valere, per i suoi detrattori, l'analisi rigorosa che il docente franco-egiziano opera a partire dalle fonti islamiche, e tramite un ragionamento che si avvale dei metodi classici della tradizione esegetica - e che perciò gli riconosce a pieno titolo una posizione ortodossa, seppur naturalmente discutibile all'interno di questa stessa ortodossia, di per sé pluralista. E' lecito dubitare, invece, che chi gli rivolge quest'accusa di "eterodossia" abbia mai avuto effettivamente a che fare con un suo testo, così come con un qualsiasi testo fondante la filosofia, la giurisprudenza e la dottrina tradizionale dell'Islam. dan.,

Questi due procedimenti tendono fondamentalmente a dare legittimità al pregiudizio, tramite il quale l'ignoranza si fa presunzione, e le cui aspettative divengono parametro di veridicità; per quanto queste possano essere assurde o pretestuose, le sole opinioni legittime o credibili sono quelle che più fedelmente le confermino e le rafforzino. Qualora ciò non avvenisse, o sei un mentitore o non sei rappresentativo, ed affinché questa "forbice delegittimante" non s'incrini devi essere relegato nell'impossibilità di introdurre nel discorso ulteriori elementi di complessità.

Nel caso di Tariq Ramadan, questo processo di delegittimazione si è fatto tanto più intenso e pervicace, quanto più egli si è dimostrato carismaticamente in grado di sopraffarne le insidie. Eppure è proprio tale ossessivo inasprimento polemico, in ultima istanza, a tradire la propria pregiudizialità ed a denunciare la propria pochezza, rappresentando così la più seria ipoteca sulla sua stessa credibilità.
Il prof. Ramadan, lo si voglia o meno, rappresenta un riferimento autorevole per molti musulmani europei. D'altronde, così come è criticato in Occidente, egli trova altrettanti detrattori nel mondo arabo, che gli attribuiscono orientamenti eccessivamente "modernisti". E' naturalmente possibile dissentire su questo o quel punto del suo pensiero, così com'è possibile notare che alcuni aspetti della sua riflessione risultano più o meno maturi e condivisibili di altri. Ciò che pare necessario, invece, è approcciare finalmente gli esiti della sua riflessione con reale onestà, per quanto irremovibilmente critica; solo in tal modo, infatti, sarà davvero possibile formulare un giudizio equilibrato sulla sua figura intellettuale, così come sulle prospettive che la sua opera dischiude nell'ambito dell'Islam contemporaneo.

Gabriele Ibrahim 'Abd an-Nur

sabato, 29 settembre 2007

TUTTI A GENOVA, AL SALONE DELLA NAUTICA, PER RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI di Letizia Tassinari

666Conferenza stampa in Cgil a Viareggio, tenuta da Andrea Antonioli Segretario della Camera del Lavoro e da Massimo Braccini e Lamberto Pocai di Fiom. La vertenza aperta da circa un anno in Darsena in materia di sicurezza sul lavoro vede oggi la necessità di un segnale forte da parte di tutta la città, contro la degenerazione del progetto industriale di alcuni imprenditori ai danni dei lavoratori. Rispetto a dieci/venti anni fà - sottolinea Antonioli -Viareggio ha visto crescere il suo primato di fatturato ed utili, ma al contempo anche il primato negativo di insicurezza e di condizioni di lavoro.

Per questo motivo è stata programmata una iniziativa clamorosa di sciopero: sabato 6 ottobre 2007, in occasione della inaugurazione del Salone della Nautica di Genova, vetrina internazionale della cantieristica, ci sarà la voce dei lavoratori della Darsena Viareggina, “le cui condizioni di lavoro oggi sono da Terzo Mondo”, come ha affermato Braccini.Un pullman partirà da Viareggio alle 7 di mattina con striscioni delle Aziende, “per far vedere al mondo l’altra faccia della medaglia, quella della illegalità diffusa degli appalti e subappalti regolarmente applicati e quella della insicurezza, del sangue e della morte”. E’la prima volta che il Sindacato assume una iniziativa del genere.Per Pocai ” di fronte a imprenditori sordi alla questione della sicurezza e della dignità, in nome di Robert Thompson e in nome del patrimonio storico di Viareggio, risalente ai tempi dei Maestri d’Ascia e Calafati, che la città ha messo a loro disposizione ma che certe aziende sfruttano, rendendo piu’ deboli le prospettive future,chiunque dovrà sapere cosa si nasconde dietro il prodotto di lusso:il degrado lavorativo - non esiste neanche una mensa e i precari degli appalti sono costretti a mangiare un panino sui marciapiedi -, la miseria, l’insicurezza e la morte”

La vertenza proseguirà fino al raggiungimento dei risultati: un contratto unico, stessi diritti, stesse tutele, stesse retribuzioni

 Letizia Tassinari
postato da: laconoscenza alle ore 21:43 | link | commenti
categorie: lavoro

INCOMPRENSIBILE

Roma- Inter: accoltellati due tifosi
Episodio a Ponte Milvio, forze dell'ordine presidiano area
(ANSA) - ROMA, 29 SET - A poco piu' di un'ora dall'inizio della partita Roma-Inter, due giovani tifosi sono stati feriti a coltellate non lontano dall'Olimpico. E' successo nei pressi di Ponte Milvio. Non e' chiaro a quale tifoseria i due appartengano. Intanto lo stadio e' controllato all'esterno da un vasto schieramento di forze dell'ordine. Polizia e carabinieri in tenute antisommossa controllano i punti strategici di accesso all'impianto, mentre i vigili urbani presidiano i punti nevralgici attorno all'Olimpico.

sono cose che non ho mai capito.

Io tre sere a settimana mi metto caschetto e guantoni e mi prendo a cazzotti con i miei allievi.

Insegno Boxe Thailandese da tantissimi anni, ed apprezzo gli incontri a contatto pieno di boxe, di sport da combattimento e la lotta nella gabbia.

gioco solo a giochi di ultra violenza, tipo Manhunt e Postal.

Ma non mi picchierei mai fuori dalla palestra per una stupida partita di calcio.

Una partita tra 22 miliardari che per 90 minuti corrono in mutande, e dei morti di fame che fanno fatica ad arrivare a fine mese si accoltellano per loro....

Non sono mai riuscito a capirlo, non credo ci riuscirò mai.

Marco Panattoni.
postato da: panattonimarco alle ore 18:45 | link | commenti (6)
categorie: violenza negli stadi

LA FAMIGLIA BRA...IN VACANZA di rubgysta84

brambillaMi sono accorto, con rammarico, che ho dimenticato di dire due paroline su Michela Vittoria Brambila.. E diciamo che qualcuna la merita davvero..

Qualcuno l'ha definita una Berlusconi in autoreggente, qualcun altro ha trovato somiglianze stilistiche con Giulietto Tremonti, ma ad ogni modo comune è l'idea che ne ha il centro destra: non piace a nessuno.

Qualcuno dirà che lo fanno per timore che sia un candidato alla successione dell'Imperatore, ma forse non è così.

Di certo ai forzisti che da 12 anni vivono nella luce del Trapiantato del Signore rode parecchio vedere l'ultima arrivata così vicina alla vetta, sopratutto perchè Berlusconi è stato ben attento a scegliere uomini di totale incapacità politica (Elio Vito,Bondi,Cicchitto..) che mai e poi mai avrebbero spinto per fare magari un congresso di partito di tanto in tanto..

Forza Italia ha da tempo esaurito il suo potere elettivo, visto che nelle scorse elezioni è stata sì il primo partito, ma subendo una flessione, e Berlusconi lo sa benissimo.. per questo vuole il Partito delle Libertà con cui raccogliere l'elettorato formalmente non politicizzato. E la Brambilla, per molti versi la capacità di condurre questo aspirapolvere elettorale. Il processo di certo è lo stesso di F.I. , cioè un partito plastificato nato dal suo stesso nascere. Mi spiego meglio: non c'è stata alcuna contrattazione politica, nessun partito alle sue spalle.. prima nascono i Circoli della Libertà (di certo molto meno interessanti di quelli della briscola),a stretto giro nasce la Tv delle Libertà..e dopo poco, con la stessa velocità con cui si facevano cornicette con la pasta all'Albero Azzurro depositano il logo del Partito delle Libertà..

Allo stesso modo in cui nasce un industria, basta avere i soldi e qualche aggancio e si va avanti..

La Brambilla è,come Berlusconi, una buona venditrice di pentole.. una di quelle persone che usano ogni 4 parole la formula magica "come tutti sappiamo" oppure "come dicono i dati", senza mai fornire un accenno delle cose di cui sta parlando.. anche perchè, in fondo alla gente frega molto poco di noiose statistiche adesso..

Non so perchè ma quando vedo sta donna mi vengono in mente musiche di sax e Barry White..tipo spot di un telefono hard..

Gli alleati non possono che guardare con sospetto questa mossa. Solo il fedele Fini si è detto disponibile, mentre lo stato maggiore del suo partito morde il freno e cerca strade alternative. L'UDC in questi mesi cerca la strada della serietà istituzionale, delle riforme concordate, delle voci sommesse e melliflue, mentre la Lega, avendo capito che il federalismo ha poche strade, ha dichiarato già poco dopo le elezioni che l'esperienza della Casa delle Libertà poteva considerarsi conclusa,e ad oggi, se la sinistra non fosse così ottusa sulla questione settentrionale (e anche su quella meridionale sono cazzi) accetterebbe con piacere un alleanza.. Di certo nessuno di loro è disposto a stare dietro a Berlusconi per altri 15 anni.. non so.. vedremo...

Intanto il 6 Ottobre ci sarà in meeting dei Circoli della Libertà a cui,è ovvio, parteciperà un commosso papà Silvio.. C'è da aspettarsi una nuovissima discesa in campo?

rubgysta84

postato da: laconoscenza alle ore 13:56 | link | commenti (5)
categorie: politica, berlusconi, udc , michela vittoria brambilla

EROI VERI

band of brothersdedico questo pezzo a tutti gli anti americani che vivono in Italia.

la HBO ha fatto una serie televisiva, intitolata Band of Brothers, nella quale racconta la vera storia della compagnia Easy, secondo battaglione 506, 101a divisione aerotrasportata US Army.

it.wikipedia.org/wiki/Band_of_Brothers_-_Fratelli_al_fronte

La serie è la ricostruzione storica, passo per passo, della prima compagnia di paracadutisti americani, dallo sbarco in Normandia alla scoperta del primo campo di concentramento ed alla cattura del Nido dell'Aquila, ovvero il rifugio di Hitler.

Nell'ultima puntata della serie, la più commovente, ci sono le interviste ai nonnini che sono i soldati della serie, di cui uno senza gambe per una mina, che si ritrovano in Normandia, dove c'è il cimitero dei caduti della guerra mondiale, a commemorare chi di loro non c'è più.

Questi sono eroi.

Eroi veri.

Eroi ai quali noi tutti dobbiamo la libertà.

Ragazzi di 18 anni che sono morti o sono rimasti mutilati per liberarci dal nazismo.

Se viviamo in una democrazia è grazie allo sforzo di ragazzi come loro, quindi è lecito avere idee diverse, ma quando vi proclamate anti americani, pensate a quanto i figli dell'America hanno sacrificato per liberare l'Europa, noi compresi, e se avete un pò di rispetto o di gratitudine, certi slogan li evitate.

Marco Panattoni.
venerdì, 28 settembre 2007

UN MONDO SENZA EROI

UomoTigremi rendo conto, a 36 anni, che quando avevo 18 anni ero completamente diverso da un diciottenne attuale.

Io nato nel 1971, a 18 anni avevo fatto l'adolescenza nei ruggenti anni '80, e sono cresciuto con modelli, dati dai media, di eroi.

eroi cinematografici, eroi dei cartoni animati, non eroi reali, ma comunque eroi.

da bambino, prima di prendere l'autobus per andare a scuola, alle 6.00 su TeleNova guardavo "L'Uomo Tigre".
Un cartone animato stupendo, dove un orfano di Hiroshima fa il lottatore professionista e combatte contro avversari spietati, per aiutare gli altri orfani con gli incassi dei match. E che vissuto come eroe, muore salvando un bambino da un incidente stradale.

A 8 anni mi sono iscritto in palestra a fare arti marziali e da allora non ho più smesso di farle.

Poi, in televisione i primi due e al cinema il terzo ed il quarto, c'è stato Rocky Balboa.

Rocky Balboa. L'ultimo. Colui che viene dal ghetto e dalla miseria. Colui che, solo con le proprie mani e con l'abnegazione, resistendo al dolore e con un cuore da leone, diventa campione del mondo professionista di pugilato e sconfigge la miseria. E ti insegna a non arrenderti mai, qualsiasi cosa ti succeda nella vita, perchè non è finita fino all'ultimo round.

Ed io ho continuato a fare arti marziali, e quando mio papà ha avuto un infarto così devastante da dargli 6 mesi di vita ed io avevo 14 anni, mi sono guardato dentro ed ho pensato che non si molla finchè non suona la campana.

E mio papà, dopo due infarti e due bye pass è un pensionato tranquillo, sano e felice.

Sono stato fortunato negli esempi.

Erano eroi di celluloide, eroi di cartoni animati.

Ma eroi.

Ed io bambino, come una spugna, ho assorbito questi valori, e con le arti marziali li ho cementati dentro di me.

Mi dispiace per chi è piccolo adesso, perchè il mondo è senza eroi, nemmeno di celluloide.

Marco Panattoni

link all'Uomo Tigre per chi, non vecchietto come me, non lo conoscesse

www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp
postato da: panattonimarco alle ore 21:03 | link | commenti (12)
categorie: eroi

IL BEL PAESE NON E' SOLO UN FORMAGGIO redattore rubgysta84

Mercoledì mattina presto prendo il treno per Palermo.. Avevo sonno, e il mal di treno si faceva sentire ancora prima di partire, ma ero FELICE...

clip_image001La sera prima a Ballarò un timidissimo Giovanni Floris aveva preso a colpi di mazza il Ministro Mastella.. Coadiuvato dagli altri ospiti presenti ,e dopo uno sfavillante inizio di Crozza, hanno abbandonato l’Antipolitica per iniziare a discutere seriamente di Malapolitica.. Davvero.. era una boccata di aria fresca.. era una finestra aperta in una stalla..

Sul treno,al ritorno, parlo con uno studente di Medicina.. e concorda con me.. Finalmente un dibattito giornalistico,forse forzato, ma LIBERATORIO..

Ma non ero contento perchè avevano crocefisso Mastella, ma perchè speravo davvero che fosse il timido inizio di un giornalismo meno corretto.. Qualcuno dirà: ma i giornalisti devono essere corretti! SI,ma se corretti vuol dire essere asserviti non va bene a nessuno..
Forse, ho pensato, i nostri politici abbandoneranno la ricerca dell’autorità fatta di “Mi alzo e me ne vado”, “lei non sa chi sono io” per cercare l’autorevolezza che nasce dalle proposte serie, concrete.. dalla capacità..
Torno a casa stanco.. vado a letto.. Il pomeriggio mi alzo e leggo:

26-SET-07 18:05
Roma, 26 set. - (Adnkronos) - "Se Floris mi fa vedere le cassette che dimostrano che in ogni puntata di 'Ballaro'' ai vari leader, segretari di partito, esponenti politici presenti ha chiesto di mogli, amanti, case, viaggi allora vuol dire che e' un grande, uno come Walter Cronkite. Se cosi' non e', e' un farabutto. L'ho detto anche a lui, al telefono". Clemente Mastella, conversando a Montecitorio con i cronisti, continua a lamentarsi per il trattamento subito ieri sera a 'Ballaro''. Mastella tira anche in ballo l'attore Maurizio Crozza: "Non capisco perche' se uno e' comico ed ha la moglie che fa la comica, e lavorano insieme, nessuno dice niente. E io non posso avere una moglie che fa politica. La moglie di Crozza, per esempio, e' una comica. Lo sapete?".
Il sindacato dei giornalisti non ha difeso Floris, che risponde solamente “A parole sceme, orecchie sorde”..
La stessa sera Matrix un ridente Mentana, forse per compensare l’infame azione del collega riottoso, lasciava Sgarbi sputacchiare insulti e frasi assurde come ad esempio:

La forza di Grillo sono i deficenti che lo ascoltano..persone depensanti come lui... I blog sono ignoranza.. I ragazzi oggi non hanno uno straccio di idea, si drogano tutti...hanno professori ridicoli..
E giù risate.
Che bel paese..

rubgysta84

postato da: laconoscenza alle ore 19:58 | link | commenti (3)
categorie: politica, matrix, grillo, mentana, ballarò, floris, mastella

SDRAMMATIZZIAMO IN VISTA DEL WEEK END

Ho avuto una settimana decisamente pesante, quindi in vista del meritato week end di riposo, pubblico una notizia puttanata, ma io sono un fan sin da tempi non sospetti di Pamelona Anderson.....

Marco Panattoni

Pamela Anderson e Denise Richards nude per 1 milione di dollari

L'offerta di Playboy: le due attrici ci stanno pensando
Denise Richards (36) e Pamela Anderson (40)
Le attrici americane Pamela Anderson e Denise Richards hanno ricevuto un'offerta di un milione di dollari da Playboy per realizzare un servizio fotografico senza veli.

L'intenzione dell'editore della rivista, Hugh Hefner, sarebbe quella di far posare insieme le due pinup per il numero del prossimo gennaio.

Pamela (40 anni) e Denise (36) non avrebbero ancora accettato ma, secondo fonti vicine alle due attrici, starebbero valutando seriamente l'offerta.

Sia la Anderson che la Richards sono già apparse su Playboy: Pamela detiene il record di 12 servizi, mentre la Richards si è spogliata per l'edizione del dicembre 2004. Le due sono diventate amiche durante le riprese del film 'Blonde and Blonder together'.

Poche settimane fa, l'editore Hugh Hefner aveva fatto saltare la trattativa con Britney Spears dopo che la cantante aveva chiesto 1 milione di dollari per posare nuda. La contro offerta della Spears di 400mila dollari è stata rifiutata.

(28-09-2007)
postato da: panattonimarco alle ore 17:40 | link | commenti (7)
categorie: puttanate, pamela anderson

AMNESTY PER LA BIRMANIA

di solito non sono d'accordo con Amnesty, io sono favorevole di principio alla pena di morte ed alla tortura dei terroristi, ma questo appello è dovuto ed è giusto segnalarlo da queste pagine.


Marco Panattoni.

Una maglietta rossa per la Birmania
"In tutto il mondo, venerdì 28"

Nastri rossi, gialli e ocra stamane alla stazione Leopolda di Firenze
Sit-in di Amnesty International domani e sabato a Roma e Milano


<B>Una maglietta rossa per la Birmania<br>"In tutto il mondo, venerdì 28"</B>
ROMA - Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.

Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: "In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".

Mentre gli studenti delle scuole superiori fiorentine che stamattina hanno partecipato all'iniziativa "La stazione delle idee" alla stazione Leopolda di Firenze hanno adottato un nastro rosso, ocra, giallo o rosa come segno di solidarietà per la Birmania. Un nastro verrà consegnato questo pomeriggio dagli studenti anche al ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che interverrà alla manifestazione.

La sezione italiana di Amnesty International, con l'obiettivo di mobilitare opinione pubblica e governi, ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.

I sit-in - si legge in una nota dell'organizzazione - si svolgeranno domani a Roma (dalle 17.30 di fronte all'ambasciata del Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato a Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

(27 settembre 2007)

ABBUFFATA DI POLITICA

Michela Brambillaieri, pur avendo seguito Annozero nelle pause di Law & Order, mi sono abbuffato di politica.

mi sono visto Otto 1/2
poi Annozero nelle pubblicità ed il finale
Porta a Porta

alcune considerazioni su ciò che ho visto e sentito:

Michela Vittoria Brambilla - l'avevo seguita poco, più che altro avevo sentito e visto le sue imitazioni. Non è eloquente e non ha carisma, e questo per un politico maschio sarebbe gravissimo. Ma risulta simpatica, arrosisce sulle domande, si fa cogliere in imbarazzo ed è capace di rendersi empatica agli altri. Sui contenuti dice cose che per me sono ovvietà, ma le dice bene. Se è lei la candidata futura, il nuovo che avanza, beh meglio lei del Silvio a 71 anni.

Giorgio Cremaschi - il sindacalista che vuole prendere il posto di Epifani ed ambisce ad una rapida carriera nell'estrema sinistra. Inqualificabile, contenuti osceni. Ottimo modo però di porsi, e per il suo pubblico carismatico, avrà sicuramente successo, Marco Rizzo non gli pulisce nemmeno le scarpe.

Michele Santoro - ottimo professionista, ieri con suo sommo imbarazzo si ritrova a dire che la Lega non ha tutti i torti sulle questioni di fondo. Ero attonito quando l'ho sentito, ma l'evidenza è così forte che colpisce anche lui evidentemente.

Barbara Pollastrini - inqualificabile. E' talmente antipatica che non si riescono ad ascoltare i contenuti. La domanda è ovvia. Ma sarebbe lì se suo marito non fosse direttore generale di una delle più importanti banche italiane?

Roberto Maroni - è uscito vincitore da Annozero. Con ammissioni che ha ragione su molte cose da parte di Santoro e di Travaglio. Che dire di più?

Lo scontento avanza, Grillo è il simbolo che la gente ne ha le palle piene ma dice le stesse cose che la Lega dice da anni, e questo lo ha ammesso persino Vauro. Quello che mi ha colpito ieri, e dato speranza di sobrietà, è che la Sinistra non radicale sa di essere alla frutta, che il problema di essere soci di Diliberto è ingestibile, ma ammettendo le ragioni dell'altro si può trovare un tavolo di incontro.

A me un governo, dopo le elezioni ovviamente, delle larghe intese, che tenga fuori dal cazzo gentaglia come Caruso e soci non dispiacerebbe, e Di Pietro con AN sta già presentando proposte di legge.

La Sinistra Radicale sente suonare la campana a morto, non sono degli stupidi ed hanno anche loro gli analisti politici, e per questo morde ogni giorno, accellerando la sua fine.

Marco Panattoni



giovedì, 27 settembre 2007

A proposito di Fastweb: ecco una delle tante lamentele in rete, non di lavoratori ma di utenti - segnalato da Letizia Tassinari

A proposito di Fastweb...ecco una delle tante lamenteletrovate  in rete, non di lavoratori di questa volta...ma di utenti!
..."ecco la mia prima lettera a Fastweb: 
Spett.le FASTWEB S.p.A 
Vi scrivo in relazione al mio contratto num. cliente xxxxxxxx. Contratto originariamente stipulato per la fornitura di servizi relativi a TV, Telefono e Internet Giorno e Notte. 
Bene. Durante il primo mese di abbonamento con Voi il sottoscritto ha richiesto l’attivazione di SKY Calcio. Tale servizio non è mai stato attivo sul mio televisore per VOSTRE difficoltà a trasmettere un segnale di 6Mbit (Dichiarato dai Vs. tecnici durante le varie telefonate della durata di ore che ho dovuto sopportare, sempre per un Vs. Disservizio) 
Chiaramente ho chiesto più volte verbalmente, oltre che aver inviato varie e-mail a riguardo, di non addebitarmi il costo dei servizi non forniti (TV e SKY Calcio) in quanto non disponibile a pagarli…. e Voi, nelle persone dei Vs. tecnici, mi avete confermato verbalmente quanto richiesto; che gentili! 
Finalmente ho a che fare con FastWeb e non con Telecom. Gente sveglia e moderna, pensavo!! 
Invece, nonostante il danno morale e materiale da Voi provocatomi in quanto mi avete cercato, diciamo cercato, di vendere qualcosa di cui non siete in possesso (e questo potrei dimostrare che è un reato…simile alla “truffa”!!) esattamente dopo una settimana mi inviate una FATTURA!! 
La fattura di cui parlo è la n. xxxxxxxxxx dell’importo di €246,95 datata 14/11/06. 
In tale fattura mi sono addebitati, logicamente, i costi della Vs. ONtv e di SKY Calcio per il primo bimestre. 
Il sottoscritto, sgomento e visibilmente disorientato, ha chiamato nuovamente il Vs. Call Center (con ulteriori perdite di tempo in attesa e non…) chiedendo di stornare la fattura in quanto errata e di ri-emetterla in modo corretto. Il Vs. impiegato, peraltro in modo molto maleducato, mi ha risposto che essendo la Vs. procedura strutturata (e chissà come mai!!) in un certo modo (alla quale elaborazione mi dispiace di non aver collaborato), avrei dovuto pagare e attendere in futuro la restituzione dei soldi…. 
Complimenti! 
Io chiaramente, non ho pagato. 
In data 22/01/07, avete avuto il coraggio di inviarmi un sollecito di pagamento dove mi minacciate di sospendere i Vs. servizi (anche quelli mai fornitimi!!!!) se io non avessi pagato la fattura di € 246,95 di cui il 50% è a tutti gli effetti configurabile come un “furto di interessi” ovvero un anticipo di denaro, peraltro senza sapere per quanto tempo!! 
Nuovamente ho composto il Vs. numero di telefono; ho parlato con una signorina più gentile che mi ha detto di scrivere un fax, il presente, dichiarando: 
INTENDO SOSPENDERE IL SERVIZIO TV E SKY CALCIO INQUANTO MAI FORNITOMI PER VS. CAUSA!  
Sinceramente questo l’ho scritto in una e-mail il 14/11/06, ma comunque mi provoca gioia il ripetervelo. 
Ma il bello deve ancora arrivare!! 
Ieri, Giovedì 1/02/07, mi arriva un’altra lettera FastWEB….la apro….una fattura…  
€ 200.62 comprendente ONTV e SKYCALCIO… 
Ma allora siete veramente convinti che io sia la Vs. banca?? 
Che un utente vi debba dare i propri soldi solo perché fate la pubblicità con Valentino Rossi… 
Beh, oltre all’Associazione Consumatori questa lettera sarà data al mio Avvocato, per chiedervi i danni relativi al Vs. disservizio ed al mio tempo perso in chiacchiere con Voi.. 
Ma siete sicuri di essere così Fast?" 
 
successivamente ho inoltrato una Raccomandata A/R con richiesta di rescissione immediata del contratto e dopo circa 60 giorni mi arriva un'ulteriore fattura di ca. 200 € che non ho chiaramente pagato.... 
Ora si attende...senza internet...senza telefono... 
CHI MI AIUTA? un tecnico Fastweb

segnalazione di Letizia Tassinari
postato da: panattonimarco alle ore 23:01 | link | commenti
categorie: fastweb

PERSONALE CLASSIFICA

giorgio cremaschiIo ho sempre considerato Diliberto il numero 1.

  1. Insopportabile.
  2. Arrogante.
  3. Saccente.
  4. Pazzo.
  5. Fanatico.

Ma guardando Anno Zero stasera (in realtà nelle pause di Law & Order), sentendo parlare di nuovo ed ancora un personaggio, Oliviero è stato scalzato dal trono.

Il mio nuovo idolo, assoluto, è Giorgio Cremaschi.


E' semplicemente inqualificabile.

Supera Diliberto, Marco Rizzo e persino Caruso, perchè è vanitoso e si compiace delle oscenità che dice.

E pensate che lo seguo nella pubblicità, immaginate a sentirlo per due ore....

Io ho sempre votato a Destra, ho persino le bandiere dell'Italia tatuate sulle braccia, ma vedo logiche di incontro in gente di Centro Sinistra come Di Pietro, Rutelli, Capezzone, Amato.

Ma con questi fanatici, con il busto di Stalin in bagno a procurargli erezioni, proprio non riesco a convivere.

Marco Panattoni.

IDIOTI - PARTE QUARTA - COME PRENDERCI PER IL CULO

burnsFinanziaria/ Calano le aliquote Ires e Irap. Le rendite finanziarie non saranno toccate
Giovedí 27.09.2007 19:35

Tex Column/ Mussi, la finanziaria non è “cosa vostra”, al Paese servono punti di riferimento
L'aliquota Ires scenderà dal 33 al 28 per cento. L'aliquota Irap scenderà dal 4,25 al 3,9 per cento. Lo confermano ufficialmente fonti di Palazzo Chigi, sottolineando che la riduzione sarà a costo zero per lo Stato perché si lavorerà "sulla determinazione della base imponibile". Quanto alle rendite finanziarie, Palazzo Chigi conferma che non saranno toccate: "non ci sono le condizioni internazionali per farlo: l'armonizzazione delle rendite finanziarie è nel programma di Governo, ma non sarà fatta con questa Finanziaria", dicono le fonti.

Riducendo le aliquote Ires ed Irap, il Governo si prefigge l'obiettivo di "aumentare la competitività ed attrarre investimenti esteri".

La riduzione delle aliquote Ires ed Irap verrà inserita nel collegato alla Finanziaria. Non è detto però che il collegato sia approvato nel Consiglio dei Ministri di domani.

Il termine di legge del 30 settembre riguarda solo la finanziaria ed i ddl di bilancio. I collegati ed il decreto legge potrebbero anche essere approvati dopo il 30 settembre.

 



Economia per dummies.

Io faccio il ciabattino. Cifre semplici per capire l'esempio, ovviamente.

Incasso 1.000 euro al mese

pago stipendi per 200 euro, ed ho dovuto comperarmi una macchina per rifare le suole delle scarpe el'ho pagata 5.000 euro usando i miei risparmi.

lo Stato mi dice che non gliene frega un cazzo, e quindi posso dedurre solo 500 lire all'anno.

Quindi io ho incassato 1.000, ho speso 5.000 usando tutti i miei risparmi ed ho 200 di stipendio che ho pagato.

Allo Stato non frega un cazzo, io nella realtà sono sotto di 4.200 ed in perdita, ma per lo stato io ho guadagnato 300, e su quello ci pago le tasse.


Questa è la realtà.
Se voi comperate uno stabile, il terreno al 20% non lo scaricate.
Se comperate un automobile, la scaricate in parte ed in 5 anni.
Il telefono lo scaricate al 50%.

Allora, quando Padoa Schioppa vi dice che riduce le aliquote ma che allarga la base imponibile, vuol dire che il telefono lo scaricherete al 40%, la macchina ancora meno e quindi la pressione fiscale rimane uguale.

Marco Panattoni.
postato da: panattonimarco alle ore 19:20 | link | commenti (2)
categorie: economia, visco, prese in giro, legge finanziaria