“I malati non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi papi” (Luca Coscioni)
La maggior fortuna di Tariq Ramadan, alla lunga, saranno i suoi critici.
Ho cominciato ad interessarmene da qualche tempo, essendo il suo pensiero una sorta di forca caudina entro cui ogni musulmano che esprimesse una qualsiasi opinione pubblica è costretto a confrontarsi: "Ma tu cosa ne pensi di Tariq Ramadan?"
Un intellettuale controverso, com'è puntualmente definito, con un ritornello che come una litania s'insinua nell'ascoltatore, che alla fine non può che convincersene: qualcosa che non va, 'sto Ramadan, dovrà pure avercelo, per essere così controverso.
Io, questo qualcosa che non va, non l'ho ancora trovato. Chissà, può darsi che abbia letto male finora, e che la magagna sia lì lì per saltar fuori. Ad oggi, comunque, tra i suoi libri e tra i suoi articoli ho scorto soltanto una preparazione culturale di uno spessore e di una varietà notevolissimi, di gran lunga più solida e diversificata di quella propria alla media degl'intellettuali contemporanei; una coscienza della fede ed una conoscenza della dottrina islamica profonde, rigorose ed intellettualmente costruttive; un'apertura al dibattito socioculturale contemporaneo connotata da una spiccata consapevolezza, e da un'adesione al discorso politico matura ed originale; infine, una disponibilità al confronto che, pure nella prudenza rispetto alle derive della polemica fine a stessa, si esercita anche, se non soprattutto, nei confronti di coloro che si dimostrano più critici - spesso aprioristicamente - nei confronti suoi, della sua opera e del suo retroterra culturale.
In tal senso, è singolare che sia proprio Ramadan a poter osservare, circa il pensiero democratico: "E' assurdo che si discuta circa l'opportunità di dialogare con me". Da un lato, infatti, ciò neutralizza tutte le premesse liberali che il suddetto pensiero contemporaneo vorrebbe darsi, ed in nome delle quali pretende di porsi tale scrupolo di disponibilità: insomma, a dispetto di Voltaire, oggi devi pensarla come me prima che io ti dia la parola.
D'altra parte, i cosiddetti polemisti del dialogo - coloro che negano, recisamente, finanche l'opportunità democratica (sic) di discutere le posizioni del prof. Ramadan - fingono di dimenticare di essere già in relazione dialettica colle sue tesi: il risultato non è, quindi, un ipotetico, eroico isolamento intellettuale del controverso professore - col quale, in fondo, si limitano a non voler intrattenere personalmente un dibattito pubblico - ma solo l'accumularsi di invettive unilaterali, che pure ci sono ed in abbondanza, cui non si dà possibilità di replica. In nome delle premesse del pensiero liberale, comunque.
E' così che su Tariq Ramadan hanno potuto accumularsi col tempo dicerie ed addirittura leggende, piuttosto che posizioni nitide e discussioni obiettive, solidamente fondate sulla lettera dei suoi libri, articoli, conferenze e dibattiti pubblici. E' così che il suo pensiero ha potuto essere sezionato, estrapolato citazionisticamente, traviato più o meno deliberatamente, senza che si permettesse al diretto interessato di chiarire, correggere, ribadire, approfondire alcunché.
C'è una sostanziale ignoranza nei confronti del pensiero di colui che viene spesso additato come esempio lampante del temibile "neofondamentalismo islamico", perfino tra i suoi critici più accaniti. Eppure tale ignoranza può a tutt'oggi sopravvivere, prosperare ed autolegittimarsi, finché all'autore sono inibite le occasioni di confronto pubblico, impedendogli così di far conoscere le sue reali posizioni e di smentire le costruzioni ideologiche che gli sono arbitrariamente attribuite. In una parola, solo l'imposizione del silenzio può perpetuare la menzogna.
Capita però che in certe occasioni il velo dell'aprioristico ostracismo culturale si levi, e permetta all'autore di interloquire, prima ancora che coi suoi oppositori, col pregiudizio che essi hanno giudiziosamente instillato nella pubblica opinione.

E' capitato l'altra sera, alla trasmissione Otto e mezzo di Giuliano Ferrara. Intervistato, a fronte di domande esplicitamente, gratuitamente polemiche ed insinuanti, Tariq Ramadan ha dovuto dedicarsi perlopiù a ribadire o chiarire punti di vista già espressi e riaffermati più e più volte, ed a correggere citazioni od attribuzioni parzialmente o del tutto errate, se non inventate di sana pianta. Con un piglio interlocutorio che ha efficacemente contrastato l'arrogante presunzione esibita dal dott. Ferrara, il prof. Ramadan si è perciò dedicato a mettere quanto più possibile in evidenza le sue posizioni, assolutamente condivisibili, sul diritto all'apostasia, sulla promozione del ruolo e della coscienza femminili, sulla ferma contrarietà alle pene corporali ed alla pena di morte, così come al terrorismo suicida, nonché sulla necessità di ripensare creativamente la cittadinanza e la partecipatività civica, e di ribadire l'assoluta compatibilità tra diritto civile e diritto shara°itico, così come tra cittadinanza e fede, nell'ottica di un ritorno alle fonti religiose che ne contempli in modo maturo e complessivo sia la lettera, sia le condizioni ed il contesto ad essa connessi.
Temi, posizioni e prospettive che meritano tutta l'attenzione e l'approfondimento che l'attuale discorso politico, mediatico e culturale non sembra affatto disposto a concedere.
La reazione del conduttore, in tal senso, è stata emblematica. Dopo aver spiegato che in realtà gli attentatori dell'11/9 sono veri e proprio eroi per tutti i musulmani - laddove, a precisa domanda, Ramadan li aveva immediatamente definiti degli assassini - ha poi incentrato una vera e propria requisitoria su una prefazione che ha candidamente ammesso di non aver mai letto, parlandone quindi per sentito dire, dimostrando una pochezza intellettuale che non gli si sospettava - nonché costringendo il prof. Ramadan all'ennesima spiegazione, né giustificante né apologetica, bensì solo e soltanto chiarificatrice di ciò che egli ha effettivamente scritto e sostenuto.
E' curioso che proprio il filmato dell'intervista sia uno dei pochi che a tutt'oggi non è disponibile in rete, sul sito del programma di La7.
Sembrano due, in generale, i metodi utilizzati dai critici di Tariq Ramadan.
L'uno riguarda la sua "ambiguità": è facile, soprattutto presso un pubblico europeo, affrancare l'idea che un intellettuale islamico si rivolga diversamente ai musulmani ed ai non-musulmani. Questo ragionamento, d'altra parte, ha due evidenti lacune.
Da un lato, infatti, il discorso del prof. Ramadan si sviluppa innanzi tutto in lingue e contesti europei, e perciò ampiamente comprensibili dall'opinione pubblica occidentale; molti dei suoi interlocutori tra i giovani musulmani, infatti - immigrati di seconda o terza generazione - non hanno una piena padronanza dell'arabo, ed adottano piuttosto il francese, l'inglese o l'italiano come prima lingua. Ciò rende le tesi di Ramadan ampiamente comprensibili, e proprio in quanto tali esse sono discusse e discutibili.
In secondo luogo, è possibile "monitorarlo" nei suoi incontri pubblici, interni alle comunità islamiche o rivolti ad un pubblico più eterogeneo, così come nei suoi interventi sui media. Lui stesso, tra il serio ed il faceto, ribadisce quest'invito più e più volte, e racconta che in qualche occasione è capitato davvero che alcuni giornalisti lo seguissero per più giorni proprio per costatare che non assumesse posizioni eterogenee tra un contesto e l'altro. Lo racconta divertito, ma anche evidentemente soddisfatto: alla prova del nove, la questione della "doppiezza" si rivela per quel che è, un meschino artificio retorico che storicamente s'indirizza verso gli esponenti di minoranze religiose e culturali.
L'altro metodo frequentemente utilizzato dai critici del dott. Ramadan è quello della delegittimazione. Lo stesso Ferrara ha frequentemente provato ad affrancare la tesi per cui le "belle parole" di Tariq Ramadan contraddirebbero l'ortodossia islamica - di cui Ferrara, così come tutti i piromani dell'islamofobia, sembrano ritenersi i soli e legittimi tutori ed interpreti.
In una parola, Ramadan è considerato "islamico" nella misura in cui sembra possibile additarlo come "pericoloso", "ambiguo", connivente col terrorismo" e così via; smette di esserlo, invece, quando le sue tesi si dimostrano con sempre maggior evidenza "pericolosamente" prossime - fino a coincidervi - all'etica dello Stato di diritto, del rispetto della persona e della promozione dei suoi diritti, della solidarietà sociale e culturale e dell'impegno politico nell'ambito di un discorso esplicitamente democratico e pluralista.
A poco sembra valere, per i suoi detrattori, l'analisi rigorosa che il docente franco-egiziano opera a partire dalle fonti islamiche, e tramite un ragionamento che si avvale dei metodi classici della tradizione esegetica - e che perciò gli riconosce a pieno titolo una posizione ortodossa, seppur naturalmente discutibile all'interno di questa stessa ortodossia, di per sé pluralista. E' lecito dubitare, invece, che chi gli rivolge quest'accusa di "eterodossia" abbia mai avuto effettivamente a che fare con un suo testo, così come con un qualsiasi testo fondante la filosofia, la giurisprudenza e la dottrina tradizionale dell'Islam. dan.,
Questi due procedimenti tendono fondamentalmente a dare legittimità al pregiudizio, tramite il quale l'ignoranza si fa presunzione, e le cui aspettative divengono parametro di veridicità; per quanto queste possano essere assurde o pretestuose, le sole opinioni legittime o credibili sono quelle che più fedelmente le confermino e le rafforzino. Qualora ciò non avvenisse, o sei un mentitore o non sei rappresentativo, ed affinché questa "forbice delegittimante" non s'incrini devi essere relegato nell'impossibilità di introdurre nel discorso ulteriori elementi di complessità.
Nel caso di Tariq Ramadan, questo processo di delegittimazione si è fatto tanto più intenso e pervicace, quanto più egli si è dimostrato carismaticamente in grado di sopraffarne le insidie. Eppure è proprio tale ossessivo inasprimento polemico, in ultima istanza, a tradire la propria pregiudizialità ed a denunciare la propria pochezza, rappresentando così la più seria ipoteca sulla sua stessa credibilità.
Il prof. Ramadan, lo si voglia o meno, rappresenta un riferimento autorevole per molti musulmani europei. D'altronde, così come è criticato in Occidente, egli trova altrettanti detrattori nel mondo arabo, che gli attribuiscono orientamenti eccessivamente "modernisti". E' naturalmente possibile dissentire su questo o quel punto del suo pensiero, così com'è possibile notare che alcuni aspetti della sua riflessione risultano più o meno maturi e condivisibili di altri. Ciò che pare necessario, invece, è approcciare finalmente gli esiti della sua riflessione con reale onestà, per quanto irremovibilmente critica; solo in tal modo, infatti, sarà davvero possibile formulare un giudizio equilibrato sulla sua figura intellettuale, così come sulle prospettive che la sua opera dischiude nell'ambito dell'Islam contemporaneo.
Conferenza stampa in Cgil a Viareggio, tenuta da Andrea Antonioli Segretario della Camera del Lavoro e da Massimo Braccini e Lamberto Pocai di Fiom. La vertenza aperta da circa un anno in Darsena in materia di sicurezza sul lavoro vede oggi la necessità di un segnale forte da parte di tutta la città, contro la degenerazione del progetto industriale di alcuni imprenditori ai danni dei lavoratori. Rispetto a dieci/venti anni fà - sottolinea Antonioli -Viareggio ha visto crescere il suo primato di fatturato ed utili, ma al contempo anche il primato negativo di insicurezza e di condizioni di lavoro.
Per questo motivo è stata programmata una iniziativa clamorosa di sciopero: sabato 6 ottobre 2007, in occasione della inaugurazione del Salone della Nautica di Genova, vetrina internazionale della cantieristica, ci sarà la voce dei lavoratori della Darsena Viareggina, “le cui condizioni di lavoro oggi sono da Terzo Mondo”, come ha affermato Braccini.Un pullman partirà da Viareggio alle 7 di mattina con striscioni delle Aziende, “per far vedere al mondo l’altra faccia della medaglia, quella della illegalità diffusa degli appalti e subappalti regolarmente applicati e quella della insicurezza, del sangue e della morte”. E’la prima volta che il Sindacato assume una iniziativa del genere.Per Pocai ” di fronte a imprenditori sordi alla questione della sicurezza e della dignità, in nome di Robert Thompson e in nome del patrimonio storico di Viareggio, risalente ai tempi dei Maestri d’Ascia e Calafati, che la città ha messo a loro disposizione ma che certe aziende sfruttano, rendendo piu’ deboli le prospettive future,chiunque dovrà sapere cosa si nasconde dietro il prodotto di lusso:il degrado lavorativo - non esiste neanche una mensa e i precari degli appalti sono costretti a mangiare un panino sui marciapiedi -, la miseria, l’insicurezza e la morte”
La vertenza proseguirà fino al raggiungimento dei risultati: un contratto unico, stessi diritti, stesse tutele, stesse retribuzioni
| Roma- Inter: accoltellati due tifosi |
| Episodio a Ponte Milvio, forze dell'ordine presidiano area |
(ANSA) - ROMA, 29 SET - A poco piu' di un'ora dall'inizio della partita Roma-Inter, due giovani tifosi sono stati feriti a coltellate non lontano dall'Olimpico. E' successo nei pressi di Ponte Milvio. Non e' chiaro a quale tifoseria i due appartengano. Intanto lo stadio e' controllato all'esterno da un vasto schieramento di forze dell'ordine. Polizia e carabinieri in tenute antisommossa controllano i punti strategici di accesso all'impianto, mentre i vigili urbani presidiano i punti nevralgici attorno all'Olimpico. |
Mi sono accorto, con rammarico, che ho dimenticato di dire due paroline su Michela Vittoria Brambila.. E diciamo che qualcuna la merita davvero..
Qualcuno l'ha definita una Berlusconi in autoreggente, qualcun altro ha trovato somiglianze stilistiche con Giulietto Tremonti, ma ad ogni modo comune è l'idea che ne ha il centro destra: non piace a nessuno.
Qualcuno dirà che lo fanno per timore che sia un candidato alla successione dell'Imperatore, ma forse non è così.
Di certo ai forzisti che da 12 anni vivono nella luce del Trapiantato del Signore rode parecchio vedere l'ultima arrivata così vicina alla vetta, sopratutto perchè Berlusconi è stato ben attento a scegliere uomini di totale incapacità politica (Elio Vito,Bondi,Cicchitto..) che mai e poi mai avrebbero spinto per fare magari un congresso di partito di tanto in tanto..
Forza Italia ha da tempo esaurito il suo potere elettivo, visto che nelle scorse elezioni è stata sì il primo partito, ma subendo una flessione, e Berlusconi lo sa benissimo.. per questo vuole il Partito delle Libertà con cui raccogliere l'elettorato formalmente non politicizzato. E
Allo stesso modo in cui nasce un industria, basta avere i soldi e qualche aggancio e si va avanti..
Non so perchè ma quando vedo sta donna mi vengono in mente musiche di sax e Barry White..tipo spot di un telefono hard..
Gli alleati non possono che guardare con sospetto questa mossa. Solo il fedele Fini si è detto disponibile, mentre lo stato maggiore del suo partito morde il freno e cerca strade alternative. L'UDC in questi mesi cerca la strada della serietà istituzionale, delle riforme concordate, delle voci sommesse e melliflue, mentre
Intanto il 6 Ottobre ci sarà in meeting dei Circoli della Libertà a cui,è ovvio, parteciperà un commosso papà Silvio.. C'è da aspettarsi una nuovissima discesa in campo?
dedico questo pezzo a tutti gli anti americani che vivono in Italia.
mi rendo conto, a 36 anni, che quando avevo 18 anni ero completamente diverso da un diciottenne attuale.Mercoledì mattina presto prendo il treno per Palermo.. Avevo sonno, e il mal di treno si faceva sentire ancora prima di partire, ma ero FELICE...
La sera prima a Ballarò un timidissimo Giovanni Floris aveva preso a colpi di mazza il Ministro Mastella.. Coadiuvato dagli altri ospiti presenti ,e dopo uno sfavillante inizio di Crozza, hanno abbandonato l’Antipolitica per iniziare a discutere seriamente di Malapolitica.. Davvero.. era una boccata di aria fresca.. era una finestra aperta in una stalla..
Ma non ero contento perchè avevano crocefisso Mastella, ma perchè speravo davvero che fosse il timido inizio di un giornalismo meno corretto.. Qualcuno dirà: ma i giornalisti devono essere corretti! SI,ma se corretti vuol dire essere asserviti non va bene a nessuno..
Forse, ho pensato, i nostri politici abbandoneranno la ricerca dell’autorità fatta di “Mi alzo e me ne vado”, “lei non sa chi sono io” per cercare l’autorevolezza che nasce dalle proposte serie, concrete.. dalla capacità..
Torno a casa stanco.. vado a letto.. Il pomeriggio mi alzo e leggo:
26-SET-07 18:05
Roma, 26 set. - (Adnkronos) - "Se Floris mi fa vedere le cassette che dimostrano che in ogni puntata di 'Ballaro'' ai vari leader, segretari di partito, esponenti politici presenti ha chiesto di mogli, amanti, case, viaggi allora vuol dire che e' un grande, uno come Walter Cronkite. Se cosi' non e', e' un farabutto. L'ho detto anche a lui, al telefono". Clemente Mastella, conversando a Montecitorio con i cronisti, continua a lamentarsi per il trattamento subito ieri sera a 'Ballaro''. Mastella tira anche in ballo l'attore Maurizio Crozza: "Non capisco perche' se uno e' comico ed ha la moglie che fa la comica, e lavorano insieme, nessuno dice niente. E io non posso avere una moglie che fa politica. La moglie di Crozza, per esempio, e' una comica. Lo sapete?".
Il sindacato dei giornalisti non ha difeso Floris, che risponde solamente “A parole sceme, orecchie sorde”..
La stessa sera Matrix un ridente Mentana, forse per compensare l’infame azione del collega riottoso, lasciava Sgarbi sputacchiare insulti e frasi assurde come ad esempio:
La forza di Grillo sono i deficenti che lo ascoltano..persone depensanti come lui... I blog sono ignoranza.. I ragazzi oggi non hanno uno straccio di idea, si drogano tutti...hanno professori ridicoli..
E giù risate.
Che bel paese..
rubgysta84
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Denise Richards (36) e Pamela Anderson (40)
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L'intenzione dell'editore della rivista, Hugh Hefner, sarebbe quella di far posare insieme le due pinup per il numero del prossimo gennaio.
Pamela (40 anni) e Denise (36) non avrebbero ancora accettato ma, secondo fonti vicine alle due attrici, starebbero valutando seriamente l'offerta.
Sia la Anderson che la Richards sono già apparse su Playboy: Pamela detiene il record di 12 servizi, mentre la Richards si è spogliata per l'edizione del dicembre 2004. Le due sono diventate amiche durante le riprese del film 'Blonde and Blonder together'.
Poche settimane fa, l'editore Hugh Hefner aveva fatto saltare la trattativa con Britney Spears dopo che la cantante aveva chiesto 1 milione di dollari per posare nuda. La contro offerta della Spears di 400mila dollari è stata rifiutata.
ieri, pur avendo seguito Annozero nelle pause di Law & Order, mi sono abbuffato di politica.
Io ho sempre considerato Diliberto il numero 1.
Finanziaria/ Calano le aliquote Ires e Irap. Le rendite finanziarie non saranno toccate
| Tex Column/ Mussi, la finanziaria non è “cosa vostra”, al Paese servono punti di riferimento |
Riducendo le aliquote Ires ed Irap, il Governo si prefigge l'obiettivo di "aumentare la competitività ed attrarre investimenti esteri".
La riduzione delle aliquote Ires ed Irap verrà inserita nel collegato alla Finanziaria. Non è detto però che il collegato sia approvato nel Consiglio dei Ministri di domani.
Il termine di legge del 30 settembre riguarda solo la finanziaria ed i ddl di bilancio. I collegati ed il decreto legge potrebbero anche essere approvati dopo il 30 settembre.
Economia per dummies.
Io faccio il ciabattino. Cifre semplici per capire l'esempio, ovviamente.
Incasso 1.000 euro al mese
pago stipendi per 200 euro, ed ho dovuto comperarmi una macchina per rifare le suole delle scarpe el'ho pagata 5.000 euro usando i miei risparmi.
lo Stato mi dice che non gliene frega un cazzo, e quindi posso dedurre solo 500 lire all'anno.
Quindi io ho incassato 1.000, ho speso 5.000 usando tutti i miei risparmi ed ho 200 di stipendio che ho pagato.
Allo Stato non frega un cazzo, io nella realtà sono sotto di 4.200 ed in perdita, ma per lo stato io ho guadagnato 300, e su quello ci pago le tasse.