
Marco PanattoniTuttoscuola, una dei portali più letti nel mondo scolastico, pubblica in anteprima una statistica dell’ISTAT da dove appare l’amara realtà del settore. Notizia riportata anche dall’Ansa stamani .Nella sostanza sembra che lo Stato non creda nella propria istituzione ed investa sempre meno risorse per farla funzionare.L’affermazione così formulata è già abbastanza grave se si pensa che la mission della Scuola Pubblica è quella di formare i giovani, quindi gli adulti di domani, e dal punto di vista culturale, che in quello educativo ed anche professionale.Il governo del ministero dell’istruzione nel corso degli anni ha brillato per presenze conservatrici che non hanno mai dato veri impulsi innovatori e sostanzialmente credibili.Il dramma vero, quando andiamo a parlare di cifre e di finanziamenti statali, è ancora più grave se inseriamo il dato che emerge dall’articolo, nel contesto generale delle risorse assegnate alle scuole per il loro funzionamento.Il funzionamento didattico ed amministrativo è una voce onnicomprensiva che include spese che vanno dalla carta igienica,alle spese postali e telefoniche, agli oneri obbligatori –tassa rifiuti ecc-. al rinnovo delle strutture didattiche in uso alla singola scuola ( dal materiale didattico alle dotazioni librarie, al parco macchine informatico e multimediale ed alle strutture di laboratorio per le esercitazioni pratiche ).Inoltre occorre precisare che le istituzioni scolastiche , da un decennio circa, sono diventate il contenitore passivo di una serie di progettualità collaterali che hanno deprivato, e deprivano nei fatti , sia quantitativamente e di conseguenza anche qualitativamente, lo spazio dedicato agli insegnamenti fondamentali e tipici di ogni corso di studi.Prenderò ora in esame un situazione finanziaria standard, anzi non proprio standard leggermente felice trattandosi di scuola secondaria superiore. Negli ordini di scuola inferiori ( materna, medie ed elementari ) i problemi economici sono molto più drammatici.
Franca Corradini
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