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mercoledì, 25 giugno 2008

CHIUSO PER FERIE

Il blog da domani 26 giugno fino al 10 luglio rimarrà chiuso per ferie.

gruppo1Oggi abbiamo pubblicato gli ultimi contributi pervenuti.

Vi preghiamo  quindi di non inviare segnalazioni o materiali nuovi.

Se volete comunque inviare, siate consapevoli che nulla  verrà pubblicato prima di quella data.

Il blog, in questo periodo, verrà "posteggiato" in una directory secondaria per una pulizia dai fastidiosi inconvenienti che recentemente  hanno creato fastidi ai visitatori.

Domani troverete una pagina diversa con i nostri saluti e un link al vecchio blog per chi volesse rileggere.
Consigliamo l'uso di Mozzilla Firefox che blocca le finestre di pop upe d è un buon deterrente contro molti tentativi di invasione del vostro pc e l'uso di un buon antivirus, sempre e comunque.

Cogliamo l'occasione per scusarci, anche se la causa è indipendente dalla nostra volontà.
Hacker particolarmente agguerriti rinnovavano in continuazione l'attività di disturbo.

La conoscenza rende liberi

postato da: laconoscenza alle ore 17:28 | link | commenti (3)
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ANCHE SE VI CREDETE ASSOLTI SIETE LO STESSO COINVOLTI redattore Crazyhorse

Ma quale TOLLERANZA ZERO : anche LA VIOLENZA SESSUALE e' tra i reati sospesi per decreto da Berlusconi.

clip_image001Violentatori , autori di molestie , pedofili , usurai , assassini, ladri ,estorsori e sequestratori , tutta questa brava gente e' da ieri grata AL SILVIO per averli salvati e questo per il solo motivo di permettergli uno scudo contro il processo Mills che lo angustia, poverino.

L'Italia e' in ostaggio ad un delinquente pregiudicato che abusa del suo potere richiamando i sondaggi e la gente che lo ha votato, quindi anche quei complici che se ne vantano qui nel web, facessero sentire il loro parere , gli dessero  quel  consenso che lui richiama, fatelo senza indugio , siate coerenti ed abbiate il coraggio di dirgli bravo.

Tutti quelli che col precedente governo si lagnavano ogni giorno di Prodi anche solo se pioveva , e che millantavano autorevolezza nel campo della violenza sulle donne e predicavano tolleranza zero FACESSERO sentire forte la loro voce a sostegno di queste norme , coraggio.

Oppure andate in ferie chiudendovi in casa per la vergogna, tutti voi adoratori del capo, idioti cialtroni senza corteccia cerebrale.

Il decreto sicurezza licenziato ieri dal senato prevede esattamente quanto purtroppo già previsto da sottoscritto e da pochi testardi male informati contestato .

Tutti i punti salienti sono purtroppo esattamente articolati cosi' come anticipati, avendo ben chiaro quali fossero gli intendimenti eversivi del premier e i retroscena del suo rapporto con le procure , di cui ho già ampiamente trattato in precedenza.

Confermato l'uso dell'esercito con funzioni di sicurezza per 6 mesi fino a 3000 unità.. Confermato l'estensione dell' art. 426 bis anche per le mafie straniere, e' passata anche l'aggravante di clandestinità .

Non c'e' molto da aggiunger a quanto già detto su questi aspetti se non la condivisione delle nuova norma che inasprisce le pene e le estende alle mafie straniere.

Si conferma invece ed anzi si rafforza anche il dato ambientale , il contesto strategico della politica del cavaliere ed i retroscena sulla sua ossessione per il processo Mills che stà per chiudersi e CHE NON DOVRA' TROVARE IL PREMIER PRIVO DI SCUDO GIUDIZIARIO .

Approfitto della occasione anche per sgombrare il campo sulla mistificazione perseguita da alcuni male informati ( nel caso del loco panattoni questo è un eufemismo ) che hanno ripetuto per giorni le loro tesi con post e commenti che sono ormai "carta straccia" .

La norma dice che sono sospesi per un anno tutti i processi per reati puniti fino a 10 anni di reclusione, che siamo stati commessi fino al 30 giugno 2002 quando lo stato del processo sia tra l'udienza preliminare ed il dibattimento di primo grado.

Sono esclusi dallo stop i processi con imputati detenuti , quelli per terrorismo, contro i minori, di criminalità organizzata e quelli delle cosiddette morti bianche, gli infortuni sul lavoro.

Si puo' rinunciare alla sospensione e la prescrizione rimane sospesa . Le parti lese possono proporre patteggiamento anche oltre i termini.

L'interpretazione letterale della norma e' talmente chiara che non vale soffermarcisi , pertanto non si capisce come possa esserci creato l'equivoco in cui alcuni cadono nella lettura dell'art. 609 bis c.p. sulla violenza sessuale .

Le regole sulla interpretazione delle fonti sono molte ed articolate ma la prima nella gerarchie delle interpretazioni e' quella letterale.

Avevo già detto di leggere bene il decreto che sul punto è chiaro, purtroppo quando dice testualmente " fino a" ma el loco ed altri hanno ciurlato nel manico per giorni, facendo credere che questo reato fosse escluso dalla sospensione : e' chiaro che i fautori della tolleranza zero non potevano accettare di buon grado la notizia .
Ebbene si devono mettere l'animo in pace perché e' proprio cosi'.
E non perché lo dicono fonti giornalistiche , pur autorevoli ,quanto perché lo dice la legge .

Ribadisco l'elenco non esaustivo ma emblematico di alcuni reati sensibili che creano un enorme allarme sociale , che sono circa il 90 % dei reati commessi in Italia che non verranno trattati per lungo tempo, non solo per un anno come recita la norma ma per molto piu' tempo e cio' per motivi organizzativi ordinari e per patologie proprie della giustizia .

Patologie peraltro ben presenti e noti a tutti i politicanti di questo governo che non solo non faranno niente per risolverli ma li aggraveranno , con effetti devastanti anche in ordine alla prescrizione , solo teoricamente sospesa ma in pratica e di fatto agevolata, per ragioni già trattate qui e su cui non torno..

Quindi sequestro di persona, estorsione, rapina , furto in appartamento e con strappo, stupro e violenza sessuale ,aborto clandestino , sfruttamento della prostituzione, usura , violenza privata , intercettazioni illecite, detenzione di materiale pedopornografico, omicidio colposo per colpa medica o per violazione di leggi sulla circolazione stradale , maltrattamenti in famigli ,molestie e traffico rifiuti, sono solo alcuni reati emblematici per cui vi e' la sospensione , vi e' l'aumento di possibilità di patteggiamento, vi è di fatto anche una corsia privilegiata e veloce per la prescrizione.

I fautori della tolleranza zero, gli eroici chiacchieroni difensori delle donne violentate possono star sicuri che allo stato , salvo modifiche durante la discussione della legge di conversione e moral suasion di altre cariche istituzionali , le cose stanno cosi' e non si azzardassero a metterlo di nuovo in dubbio se non vogliono ricoprirsi definitivamente di vergogna , gettando discredito non solo sul loro stessi ma anche sul blog che li vede protagonisti, non essendo opinabile quanto ho affermato.  

C'e' solo da aggiungere che il partito democratico pare pronto a giocarsi , in cambio di qualche modifica sul decreto , la eventuale approvazione corale del lodo Schifani magari riveduto e corretto , ma qui siamo nell'imponderabile e nell'imprevedibile , quanto detto finora e' invece ius conditum non iure condendum.

Rubo due righe per motivi personali solo per ribadire che non saranno inneggiatori a banda armata ed epigoni di tristi stagioni passate ad impedirmi di parlare liberamente né a condizionarmi in questo o in altre sedi ed anzi ribadisco che verso di loro , oscuri e vigliacchi colpitori alle spalle , ho già intrapreso stamani le azioni previste a mia tutela dalla legge ( non e' purtroppo per me la prima volta ), sia in sede penale che civile. Stia pur sicuro l'anonimo minacciatore che agisce nell'ombra senza sospettare di essere completamente al sole, che sia lui che chi lo aiuta e favorisce nella sua attività , avranno presto notizie ufficiali di un indagine in corso nei loro confronti nonché di una azione di risarcimento dei danni che li vedrà destinatari del massimo delle richieste in denaro possibili nella fattispecie.  
Non riuscirete come allora a farci stare zitti e impauriti , bastardi!!!

BUONE FERIE A CHI PUO' ANDARCI.

Crazyhorse

COME STUPRARE UNA BAMBINA E VIVERE FELICI dal blog Movimento Arancione

segnalato da Lupo di Gubbio
 articolo di Francesco Lorenzetti

imagesSulla giustizia penale esistono vari luoghi comuni. Il primo in ordine di importanza e diffusione è senz’altro che in Italia “le leggi ci sono, basterebbe farle rispettare”. Si sente questa frase ovunque, dai bar alle fermate dell’autobus, e di volta in volta essa acquisisce sempre maggiore credito presso la popolazione, la quale è portata a credere che la legge, come avrebbero voluto le speranze illuministe, possegga ancora una certa validità, e che i disservizi e i problemi di ogni genere che si riscontrano nella prassi siano quasi esclusivamente da attribuire alle manchevolezze degli operatori del settore.

A chi la pensa in questo modo è dedicato il seguente articolo, nel quale mi divertirò in un gioco che già il magistrato Bruno Tinti aveva tentato con successo, quello cioè di indignare i lettori con un esempio teorico di applicazione pedissequa delle prescrizioni del codice penale ad un reato di particolare gravità, così da metterne in evidenza le aberranti conseguenze sul piano sanzionatorio e dimostrare una volta per tutte che non basta “applicare le leggi” e che urge anzi un vigoroso ripensamento riguardo all’intera impostazione codicistica.

Bruno Tinti, nel suo libro “Toghe rotte”, porta l’esempio dell’omicidio. Io vorrei invece usare quello di un reato solitamente percepito come meno grave, ma che secondo la mia opinione è in realtà, per chi lo commette, il segnale di una pericolosità sociale e di una tendenza a delinquere del tutto simili a quelle proprie di un assassino. Sto parlando, ovviamente, della violenza sessuale.

Ne parla la parte speciale del codice agli articoli 609 bis e seguenti, dove si prendono in considerazione varie ipotesi riconducibili alla figura criminosa in esame. Per il nostro esempio prenderemo il caso di una violenza aggravata dalla giovane età della vittima, ricadendo così nella previsione dell’art. 609 ter (minori di anni 14), e per sovrappiù mettiamoci anche l’aggravante delle sevizie, immaginando che il reo abbia anche picchiato o torturato la vittima.

Partiamo dal primo dato: l’articolo citato prescrive che per chi stupra una bambina la pena edittale sia la reclusione “dai 6 ai 12 anni”. All’interno di questo spazio il giudice ha la facoltà, secondo il disposto dell’art. 133 c.p., di commisurare la pena “in relazione alla sua gravità”. La prima cosa da tenere presente, però, è che la giurisprudenza pressoché costante tende a commisurare la pena nel minimo edittale perciò la base di partenza in questo caso è sempre, nella prassi, 6 anni. Le motivazioni di questo atteggiamento giurisprudenziale sono complesse, e andrebbero analizzate in separata sede. Ci basti sapere che la valutazione sulla “gravità del fatto” è tendenzialmente demandata al giudizio di bilanciamento aggravanti/attenuanti legislativamente tipizzate ex art 69 piuttosto che al generico e atipico apprezzamento del giudice ex art 133, il quale pone gravi problemi interpretativi a causa dell’ampiezza della sua portata.

Ora, se contro il reo esistono prove schiaccianti, e questo non è completamente scemo, sceglierà di essere giudicato attraverso il cosiddetto “rito abbreviato”, per il semplice motivo che tale procedimento, oltre ad essere più veloce e meno costoso, garantisce automaticamente all’eventuale condannato uno sconto di pena di 1/3. In questo modo arriviamo ad un massimo di 4 anni.

Ma neanche per idea li diamo al nostro stupratore. Infatti, bisogna tenere conto, come ci insegna il nostro sistema buonista e cattocomunista, che un criminale non ha mai tutta la colpa per quello che fa. La colpa è sempre della società, del papà che lo picchiava, dell’ambiente degradato in cui è vissuto, del fatto che da piccolo non gli hanno regalato il trenino ecc. Tutte cose che, a norma dell’art. 62 bis, vanno a costituire le cosiddette “attenuanti generiche”, ultimo ritrovato in fatto di civiltà giuridica, le quali garantiscono un ulteriore sconto di pena fino ad 1/3. E tenete presente che, nella prassi applicativa, non esiste caso in cui queste attenuanti non siano concesse, tanto che qualcuno ha scritto che esse sono diventate “come un bicchier d’acqua che non si nega a nessuno”.

Ma voi mi farete notare che prima ho parlato anche di aggravanti dovute alle sevizie, sicché come tutte le persone sensate vi immaginate che le aggravanti e le attenuanti si sommino in un calcolo “a partita doppia”, per così dire. Purtroppo però le cose non funzionano affatto così, e il buon senso anche in questo caso non ci serve a molto. Quello che deve effettuare il giudice in caso di compresenza di attenuanti e aggravanti è piuttosto un “giudizio di prevalenza” delle prime o delle seconde: se prevarranno le prime, si applicheranno solo quelle, e viceversa nel caso contrario. Dispone infatti l’articolo 69 c.p. “Se le circostanze attenuanti sono ritenute prevalenti su quelle aggravanti, non si tiene conto degli aumenti di pena stabiliti per queste ultime”. Sconcertante, vero?

E non serve aggiungere che, naturalmente, non si registrano nella prassi applicativa casi di prevalenza delle aggravanti sulle attenuanti. Prevalgono sempre le attenuanti, anche perché la loro applicazione è molto più facile e flessibile (si pensi all’esistenza delle suddette attenuanti “generiche”, o dell’attenuante automatica in caso di risarcimento del danno). Inoltre, le attenuanti possibili - contrariamente alle aggravanti - sono parecchie e anche molto fantasiose (vedi art. 62): “L’avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale” (no comment); “L’avere agito per suggestione della folla in tumulto” (sigh!); “L’avere agito in stato d’ira” (infatti tutti sanno che è più grave se uno esegue un delitto con calma e tranquillità) ecc.

Torniamo così al nostro caso di scuola: con l’applicazione di una sola attenuante (poniamo generica) siamo a 2,6 periodico anni di reclusione. E qui vi lascio con due possibili finali, nessuno dei due molto rassicurante: nel caso il reo risarcisca il danno alla vittima, ottiene un ulteriore sconto di 1/3 che lo porta al di sotto dei 2 anni, limite massimo per l’applicazione della cosiddetta “sospensione condizionale della pena”, che è una sorta di perdono giudiziale senza alcuna conseguenza penale.

Nel caso, invece, il reo non riesca o non voglia risarcire il danno, non andrà comunque in galera perché al di sotto dei 3 anni (eravamo a 2,6) c’è il cosiddetto “affidamento in prova ai servizi sociali”, che lascia libero il condannato sotto la guida di un assistente che gli farà periodicamente visita per aiutarlo a reinserirsi in società.

A questo punto, di solito c’è chi obietta che, almeno, la sentenza può essere utile come “ammonizione” al reo, data la disciplina della recidiva che solitamente si vede nei film. Tutti, infatti, siamo convinti che, come accade nei polizieschi americani, chi ha già commesso un reato rischi un trattamento sanzionatorio di particolare gravità nel caso ricada nel comportamento criminoso. Sicché a conclusione del mio esempio si potrebbe dire che, almeno, il reo difficilmente tornerà a delinquere, e che se lo farà le conseguenze saranno, finalmente, proporzionate alla sua pericolosità sociale. Anche questa convinzione è molto diffusa, ma purtroppo errata, almeno nel nostro paese. In Italia, la recidiva è considerata soltanto un’aggravante, perciò per i motivi sopra spiegati finisce sempre per essere accantonata assieme alle altre aggravanti nel “giudizio di prevalenza” di cui all’art.69 c.p. Di essa, di fatto, si tiene conto soltanto ai fini di alcuni effetti penali secondari che è inutile elencare.

Dunque, riepilogando: un tizio prende una bambina, la picchia e la stupra, poi subisce un processo veloce detto “rito abbreviato”, viene condannato, ma se ne torna a casa come nulla fosse successo a seguito di una sentenza di sospensione condizionale o di affidamento ai servizi sociali. Addirittura, se volesse, sa che potrebbe anche ripetere l’esperienza delittuosa, e le conseguenze sarebbero le stesse. Il tutto, naturalmente, a norma di legge, per cui il delinquente alla fine del gioco potrebbe anche avere l’impressione che, in fondo, non ha commesso un atto tanto grave.
postato da: laconoscenza alle ore 15:54 | link |
categorie: giustizia italiana
martedì, 24 giugno 2008

Scusa se ti chiamo amore - recensione del mitico Death Row

prima delle ferie, il blog chiude a breve per le vacanze, non parliamo di politica o di falliti post comunisti fermi nel tempo ma godiamoci l'ultima recensione di Death Row prima del rientro dalle ferie.

Scusa Ma Ti Chiamo Amore

Ho spalato ingenti quantità di letame su questo film nei mesi addietro e mi spaventa quanto il tempo passi in fretta così tra un impegno e l'altro manco mi ero accorto che questo film fosse uscito in dvd, di certo non lo sarei mai andato a vedere al cinema (pur essendomi balenata in mente un operazione di terrorismo da sala), così in neanche poi tanto in ritardo mi accingo alla visione dell'ennesima porcheria (parto prevenuto ovviamente) della pericolo pubblico numero uno Moccia, colui che con 3MSC prima e HVDT poi ha cerebrosciacquato i giovanissimi e ahimè anche parte della popolazione, diciamo, più in là con gli anni. Comunque questo film, prima libro, si chiama Scusa ma ti chiamo amore e già le mie fauci si riempiono dei rigurgiti più ancestrali che il mio stomaco possa produrre.

Abbiamo Alex (Raoul Bova), quasi quarantenne con un lavoro di creativo pubblicitario ben retribuito, una schiera di amici fidati e calorosi e un look da figo intramontabile se non fosse che la ragazza l'ha mollato senza addurre spiegazioni e lui piomba nella disperazione più nera. Laddove i libri non aiutano e l'impegno dei compagni (a suon di festini alla coca e modelle russe) capitola con l'intervento dei carabinieri non rimane altra scelta che buttarsi nel lavoro. Per strada fa incidente con un motorino guidato da Niki (Michela Quattrociocche), diciassettene alla moda parecchio troia che capeggia un quartetto di zoccolette da strada chiamato Le Onde, dalle iniziali delle componenti.

Tra una manfrina e l'altra Niki assila Alex per accompagnarla a scuola, poi dal carrozziere, poi a prendere un frullato, poi a fare in culo. Per contro Alex, anzichè piazzare un ceffone ben assestato nei delicati lineamenti della zoccola (magari sfigurandola orrendamente), preferisce comportarsi da zerbino assecondando ogni capriccio della sua baby girlfriend perchè sì, ci saranno anche 20 anni di differenza, ma vuoi mettere le chiappe cellulitiche di una coetanea con le cosce ben tornite di una sexy liceale precoce e smaliziata come la Jessica Rizzo dei tempi d'oro? Tanto più che gl amici di Alex, quasi tutti ammogliati, anzichè invitare l'arrepentato a usare la testa piuttosto che l'uccello, si lanciano entusiasti alla seduzione sconsiderata delle restanti Onde  ritraendo la loro generazione di uomini in carriera con famiglia come una massa di infoiati maniaci sessuali al limite della pedofilia capaci di mandare a puttane una vita intera per una scopata fuori dai canoni etici consentiti e forse è proprio così.

Chiaramente la vicenda non è così lineare e infatti ci sono tutta una serie di impedimenti abbastanza canonici come sospetti sulla fedeltà coniugale da parte di un amico di Alex (che assolda il detective privato Luca Ward, sterile espediente per motivare una voce narrante suadente, quella di Ward appunto, che introduce i vari momenti del film dall'alto del suo ruolo di narratore onniscente), i casini sul lavoro prontamente superati grazie all'ispirazione di Niki novella creativa, le scenate di gelosia di Niki che calcia la macchina di Alex (l'avrei analmente deflorata con rara potenza in mezzo alla strada coi suoi tacchi a spillo da bagassa) avendolo visto con un'altra donna, che era in realtà la sorella, il ritorno furibondo dell'ex di lei, un patetico rapper burino borgataro che si muove tutto yo e picchia Alex in una discoteca (gli avrei ficcato su per il culo cappellino, maglietta XXL e catenacci dal gangsta della mia minchia) le varie storielle amorose parallele che culminano in due momenti di inaudita intensità emotiva.

Il primo è quando una delle Onde, manco a farlo apposta la più simpatica del gruppo nonchè l'unica vergine, dopo aver scambiato quattro chiacchere col ragazzo per il quale prova una tenera simpatia, si accartoccia in macchina ad uno stop finendo in coma, con conseguenti scene di isteria generale e pianti che culminano nel raccapriccio più totale quando le amiche, per cercare di risvegliarla, intonano Più Bella Cosa del castrato Eros Ramazzotti peraltro riuscendo a steccare più volte nel ritornello; chiunque sarebbe effettivamente risorto dal coma solo per metterle a tacere per sempre quindi posso anche passare oltre a questo momento di squallore made in italy.

Il secondo momento è quello che tutti, sin dall'inizio del film, si aspettano, ovvero il ritorno della ragazza di Alex, tale Elena, che come se nulla fosse dopo un esilio di qualche mese si ripresenta con la naturalezza che solo le più grandi troie sanno ostentare ma essendo il grande amore, di quelli da matrimonio duraturo, la lieta liason con Niki finisce a mignotte. Impossibile credere in un ripensamento sincero ed infatti ci scappa pure la storiella di corna col collega di Alex, che avendo però perso la sfida per la creazione di una pubblicità per una ditta di caramelle giapponesi (vinta immancabilmente dal duo Alex e Niki, come dubitarne) viene liquidato a Lugano e la zoccola, trovatasi a corto di soldi (e cazzi) da succhiare come il parassita più infido, torna a batter cassa sfruttando lo zimbello della situazione con le fette di prosciutto negli occhi che viene però avvisato dal nerd della compagnia che tramite intercettazioni telematiche smaschera l'inciucio (sotto forma di porno e-mail) cosicchè Elena ha il ben servito e viene schiantata in strada affanculo.

Come una bandieruola attirata dalla figa e non dal vento, Alex oscilla tra una troia e l'altra fino a quando capisce che l'unica soluzione è ritirarsi in esilio a fare il guardiano di un faro sperduto e dedicandosi alla pesca di altura. Ma come nel peggiore degli incubi, Niki lo segue e i due condurranno per sempre una vita felice isolati dal resto del mondo a trombare come ricci incuranti della società bieca che tarpa le ali al vero amore, quello pedofilo tra una ragazzina ed un mandrillo di vent'anni più vecchio. Non mancano le consuete scenette sul futuro dei personaggi durante i titoli di coda: dispensabilissime.

Che il film sia una merda non credo ci sia bisogno di specificarlo e non potrebbe essere altrimenti visto che alla regia c'è il figlio d'arte Federico Moccia, pseudo scrittore cult della generazione attuale di adolescenti sfigati con le paturnie amorose tutto trend e vacuità. Sorprendentemente però non siamo di fronte a merda pestilenziale come i primi due capitoli della trilogia mocciosa, ci troviamo al cospetto piuttosto di merda vagamente profumata non fosse altro per la presenza, una buona volta, di validi professionisti, certo sputtanati in ruoli simili ma sempre abili mestieranti, come Raoul Bova e Luca Ward, la voce più figa dell'Italia. Peccato che i pregi si fermino tutti qui, alle carismatiche tonalità di Ward e ai tricipiti in evidenza di Bova che si impegna al massimo per risultare meno ridicolo possibile, compito ai limiti dell'impossibile visto il ruolo affibiatogli. Addirittura la prima mezz'oretta che narra le sue vicissitudini post-separazione sono quasi simpatiche a patto di tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi in presenza della Quattrociocche, femmina raramente tanto fastidiosa quanto oca, che poi sia talento naturale o abilità recitativa poco me ne frega, è un supplizio genitale in ogni caso.

Ma come vuole la tradizione mano a mano che si avanza col minutaggio il film cresce in stupidità così come le cazzate e i luoghi comuni abbondano sempre più, in un escalation di sequenze telefonate e scontate imperniate di una morale filo sessantottina che fa tanto revival proprio in questo periodo e che personalmente aborro per cui possono andare tutti a fanculo, i diciassetteni, i quarantenni sfigati e pure quelli che, pur avendo lucrato alle spalle degli ignoranti dell'editoria, presi dall'ingordigia non si accontentano dei milioni già raggranellati e si cimentano con questi risultati deleteri andando ad insudiciare anche il mondo già in condizioni precarie della cinematografia italiana.

 
postato da: panattonimarco alle ore 22:28 | link | commenti (5)
categorie: moccia, raoul bova, deathrow

LO STATO DELLE COSE segnalazione dal blog di Kitiara

Segnalazione dal blog di Kitiara 

RIFONDAZIONE : la vergogna dei trombati

I Socialbuonisti non violenti che hanno appena smesso di collaborare con un governo antipopolare e per cio’ stesso sono stati giustamente puniti dai loro elettori si divertono a far finta di riscoprirsi comunisti e cominciano a fare verifiche e test a chi vuole iscriversi subdorando trucchi con le tessere dei vendoliani. Mi immagino Ferrero ed i suoi a scoprire il tasso politico di “compagneria” dei rifondaroli in giro per l’Italia e la cosa mi fa almeno un po’ ridere . Non mi aspetto niente da loro , le loro chiacchiere stucchevoli da revisionisti d’accatto sono state già giudicate , tutti sanno che servono solo a coprire lauti stipendi e pensioni nonché vergognosi dietro front.
Pensate che si interpellano i probiviri ma forse si andrà in tribunale perché la metà dei dirigenti non si fida dell’altra metà : al ridicolo si aggiungerà la perdita di quel residuo di dignità che qualcuno aveva ancora appiccicato addosso come un odore di buono e d’antico .
La ignobile infamità di mettere decisioni politiche in mano ai giudici come una qualsiasi d.c. formato bonsai sarebbe l’ultima vergogna di questi imboscati che hanno paura ormai di presentarsi in qualsiasi fabbrica , pena ricche chiavate inglesi sul Kranio.
La commedia degli equivoci dei rifondaroli e’ comunque l’epilogo - finalmente - della breve storia di un partito incentrato sull’ingresso di ideologie piccolo borghesi e socialcattoliche , con conseguente accettazione acritica del sistema e la scelta di una comoda sinistra new age nemica del popolo.
E’ stato raggiunto l’obiettivo di annacquare pian piano le identità marxiste con idee peregrine ed antipolitiche , modaiole e cattoliche di un socialpapista trovatosi nel posto sbagliato al momento sbagliato per tutti tranne che per lui la sua merda di cachemire e la sua ignobile “banda dei quattro”.
Per fortuna il proletariato non ha bisogno di gentaglia a rappresentarla quanto di compagni per lottare.

Il rifugiato : da eroe a reo
Nella giornata del rifugiato proclamata dall’ ONU e festeggiata anche a Roma con il colosseo illuminato si assiste al festival delle ipocrisie.
Il rifugiato e’ appunto uno che fugge dal suo paese perché li’ rischia la vita , la galera o perché non c’e’ da mangiare. Solo una piccola parte di loro riesce ad ottenere l’asilo politico dopo tribolazioni ed umiliazione infinite.
Tutti gli altri vivono da clandestini. Un destino , spesso di morte , voluto da molti , programmato , organizzato e poi pianto al tg in prima serata.
Le misure repressive ed i pattugliamenti non scoraggiano l’immigrazione , ma la riducono nel senso della riduzione fisica , la eliminazione con l’uccisione di un numero di rifugiati piu’ sfortunati , spesso un alto numero.
Se presidiano le rotte piu’ facili sortiscono solo l’effetto di rendere piu’ difficile il calvario e di accrescere il numero dei morti :é tutto fatto in modo che ne muoiano piu’ possibile prima di arrivare .
Nessuno stà pensando ad un aspetto , che pure é sotto i nostri occhi .
Rischiare la vita e spesso morire per raggiungere un paese dove si e’ sfruttati e perseguitati nello stesso tempo dall’ipocrisia imperante del buon padrone - quello per capirci, stronzo in privato e timorato di dio in pubblica chiesa - e tutto cio’ per mandare qualche euro alla famiglia che e’ rimasta li’ e’ da EROI nel senso classico del termine .
Noi europei scriviamo che ogni rifugiato va protetto e nello stesso tempo variamo una legge che dice che essere clandestini e’ un reato , che prescrive espulsione o detenzione per 18 mesi anche per i bambini.
E’ questa la vostra civiltà , una fabbrica di EROI.
Finché la violenza dello stato sarà giustizia cosa deve fare la giustizia del proletariato se non organizzarsi come violenza ? Ce lo dica Bertinotti dopo averlo chiesto al suo amico , il cardinal Tonini…

Il vuoto da riempire
I rom di Roma chiedono piu' integrazione e la possibilità di aprire mercatini dove possano vendere il loro materiale ed Alemanno risponde con sgombri e schedature.
A Milano chi assomiglia ad un rumeno viene fatto scendere a forza dal tram per perquisirlo e schedarlo . I Veltrini imbelli si oppongono solo per ragioni di inefficacia delle misure contro gli stranieri, non per difendere la civiltà nata della costituzione : infami venduti!! La sinistra ufficiosa non esiste dentro e fuori le istituzioni.
Intanto gli operai lavorano in condizioni precarie pressati dallo straordinario detassato che li spinge a lavorare oltre la soglia della fatica e dal padrone che li tiene in nero e li sfrutta come schiavi. E muoiono come mosche , ogni giorno.
La lega ed i fascisti insistono sul reato incostituzionale di clandestinità ed impongono alla società incivile della "gente" la percezione della paura dello straniero mentre i CPT sempre piu' assomigliano ai campi di concentramento , per 18 mesi di detenzione e senza alcun giudizio il migrante viene abbandonato a se stesso. L'opposizione ? La fa il Vaticano - per gli scopi suoi propri di vera agenzia clericale del crimine - e l'ONU mentre Veltroni trova il modo migliore per non commentare né agire.
Nel mondo dei media a la page ci si occupa di baloccamenti vari su presidenti neri buoni e bravi che ripercorreranno senza indugio le stesse strategie economiche e militari , ma fa tanto piccolo borghese informato parteggiare per il superamento del razzismo negli USA…gli stessi che strepitano per il presidente nero chiusero gli occhi su Falluja. Lui stesso è già pronto a chiuderli .
Quanto agli adoratori di cimiteri , labari e croci celtiche – si allenano già in vita a frequentarli - I fascisti sporchi topi neri prendono coraggio ed escono sempre piu' dagli abituali luoghi di residenza , le fogne , per compiere in venti contro uno le loro solite azioni vigliacche a supporto del potere , mentre i compagni anche loro si baloccano dentro le sedi di partito allontanandosi dalle realtà proletarie vive e in movimento che non capiscono piu' da tempo. Merde satolle di pranzi di gala nelle case borghesi dove entrarono solo " per cambiare il potere dall'interno" senza uscirne mai piu'.
Per i compagni migranti l'unica sicurezza sicura e' quella di morire prima o poi cascando da una gru lesionata e se scampi la morte ti becchi le ronde , la schedatura e la campagna d'odio e razzismo che prende piede anche nelle esanimi anime belle della gente " democratica" che democraticamente si fa i cazzi suoi salvo appassionarsi alle ultime dichiarazioni di Obama o fare un bel girotondo perché berlusconi straripa. NON si vede perché l’originale non dovrebbe essere meglio della copia , peraltro e quindi straripare meglio , molto meglio.
A proposito del lavoro insicuro vecchi e tristi figuri liberal – liberisti come Ichino si divertono sulla pelle dei lavoratori occupandosi di come licenziarli piu' facilmente e rilanciano le battaglie sulla abolizione dell'art. 18 dello statuto del 1970 , mentre i nuovi legulei dei fascisti come tal Sacconi , dipingono nuove norme per precarizzare ancor di piu’ le vite dei giovani lavoratori .
Le sinistre salottiere e revisioniste si adombrano mentre il loro epigono meglio riuscito, l’originale insomma , giustamente sia attiva nel cercare di rendere piu’ autoritaria la repubblica democratica , affossando gli altri 2 poteri della divisione classica di Montesquieu ormai passata di moda: neanche i liberali sanno piu’ cos’e’ lo stato liberale e mostrano di avere le palle per difenderlo , non si vede perché dobbiamo ricordarglielo noi.
I compagni morti per avere quei diritti che questi pezzi di merda sono pronti a svendere ringraziano sentitamente , quei pochi ancora vivi si sentono sulle spalle la necessità , l'obbligo di continuare la lotta, l'opposizione di classe , l'antifascismo militante.
Adelante  de la Serna
postato da: kitiara2007 alle ore 18:05 | link | commenti (13)
categorie: rom , rifondazione comunista, alemmano
lunedì, 23 giugno 2008

Debito Comune di Roma per dummies.....

johnrambo01visto che Cavallo Pazzo non capisce un cazzo e distorce, vi faccio un mini corso di analisi di bilancio, di modo che sia chiara la situazione del Comune di Roma, poi direte voi.

Voi tutti potete avere debiti a breve o a medio/lungo termine.

ovvero se avete da pagare il lattaio per la spesa questo è un debito con un fornitore ed è a breve.

se avete un fido in banca quello è un debito a breve.

poi, quando vi siete comperati la macchina o la casa avete fatto un finanziamento da rimborsare in oltre 18 mesi, e quindi avete un debito a medio lungo termine.

spero fin qui sia chiaro, persino Cavallo Pazzo potrebbe capirlo...

Quindi, dimostrato dalla RAGIONERIA DELLO STATO, il Comune di Roma ha 8,15 MILIARDI di debito.

Ora, o anche la Ragioneria dello Stato è un covo di fasciti, xenofobi, teste di cazzo e berlusconiani oppure è un dato di fatto, faccio presente che sono le stesse persone assunte da Prodi quindi che siano di parte mi pare improbabile....

Poi, tornando all'esempio delle vostra vita, voi decidete che volete comperarvi una nuova automobile tra 6 mesi quando esce.

andate in banca e vi fate deliberare il leasing, quando arriverà l'automobile la banca pagherà il concessionario e voi pagherete il leasing.

Quindi voi oggi firmate il contratto e lo stesso è sospeso fino a quando il concessionario non vi consegna la macchina.

Il Comune di Roma, con questo meccanismo ha contratto 3 Miliardi di debiti per la futura metropolitana, li pagherà quando inizieranno gli scavi ma non è che adesso Alemanno possa dire vaffanculo ad Ansaldo e non fare la metropolitana, i soldi sono lì e verranno pagati.

Questi sono i c.d debiti fuori bilancio, quello che quei fenomeni del PD dicono non esistere.

Questa invece è la realtà, la quale parla di 11 MLD di debiti per il Comune di Roma e ZERO EURO (certificato dalla ragioneria dello stato) previsti in cassa per fine agosto.

Questo è quanto, contestare i dati non serve a cambiarli, dire stronzate come fa Cavallo Pazzo ancora meno.

Marco Panattoni

 

LA VOGLIA IRREFRENABILE DI IMPUNITA' DI UN PREGIUDICATO ECCELLENTE redattore Crazyhorse70

La scalata verso l'obiettivo della assoluta impunità il premier l'ha preparata da tempo e l'ha tentata dopo qualche settimana di dialogo infruttuoso, per lui s'intende.
Col vento in poppa dei sondaggi è partito lancia in resta.

Il tentativo di staccare Veltroni dal corpo legalitario del suo elettorato e da i dipietristi e girotondini con la tattica del bastone ( le bugie sul buco di Roma ) e la carota ( il buon Letta mandato a mediare ) non stava sortendo l'effetto voluto di addomesticare l'opposizione parlamentare ed allora ha impresso una accelerazione al suo progetto , che prevede delle tappe brevi e riavvicinate.

Un gradino dopo l'altro: prima una norma che blocchi tutti i processi in corso per un anno ( che diventa molto di piu' per mille altri adempimenti che salteranno , come accade già ordinariamente…) e tra questi principalmente quelli di Milano (corruzione Mills, diritti televisivi Medusa).

Poi puntando diritto a un disegno di legge che riproponga, riveduto e corretto per evitare i fulmini della Consulta, il famoso lodo Schifani, la legge che nel 2003 fermò per sei mesi tutti i procedimenti contro le cinque più alte cariche dello Stato. Cavaliere compreso, visto che l'attuale presidente del Consiglio rivestiva la stessa carica allora e, per giunta nel semestre di presidente di turno della Ue, vedeva incombergli addosso la conclusione del processo Sme.

Il cammino è segnato, i passi legislativi decisi, i testi di massima già pronti, visto che Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere giuridico del premier, ha lavorato mentre il capo di Forza Italia stava all'opposizione. L'unica incognita, e non di poco conto, sta nella Lega che vigila, legge e stanga i tentativi di mandare avanti progetti ad personam che poco piacerebbero al suo elettorato.

O almeno condiziona i suoi via libera a certe garanzie , come quando il governo ha dovuto cedere ai leghisti sui soldi per Roma, una miseria per la capitale , inscenando per coprire l'elemosina il teatrino del falso buco del comune , commedia svelata poi dalla ragioneria dello stato e dalle agenzie internazionali che assegnano il rating, il voto di affidabilità ai bilanci e gli stati patrimoniali anche degli enti locali.

 Del resto l'altro giorno RADIO PADANIA era ingolfata di proteste e quindi qualcosa si muove anche dalle parti del popolo delle camicie verdi: se vergogna deve essere, pensano i leghisti , almeno dateci in cambio un po' di federalismo fiscale, obiettivo che Tremonti ha posticipato per l'autunno.

In questo contesto pertanto un certo controllo è avvenuto , con un doppio e pesante intervento di Maroni che ha scongiurato per ora scelte ancor peggiori sia sul fronte dell'uso del patteggiamento, sia quando si è profilata l'ipotesi di piazzare un blocco ancor peggiore e generalizzato dei processi per mandare avanti solo quelli di più rilevante "allarme sociale".

Maroni ha detto ni, al Senato è uscito fuori comunque il pastrocchio ormai a tutti noto ed il decreto andrà avanti com'è, ma non è escluso che Berlusconi torni alla carica. L'obiettivo è troppo importante per chi vuole governare con le mani libere da processi passati e futuri.

Il nodo è semplice : Il Cavaliere vuole evitare che i processi di Milano arrivino a sentenza. È irritato per l'accelerazione imposta nel procedimento Mills in cui è imputato per corruzione giudiziaria per via della falsa testimonianza dell'avvocato londinese. Per fermare le toghe c'è una sola via: prima bloccare il processo poi ricorrere a un nuovo lodo Schifani.



Il piano del fidato Ghedini è perfetto. Intrecciato con le norme sulla sicurezza. Poiché i tribunali sono intasati e la polizia si lamenta che ladri e scippatori, una volta arrestati, ritornano liberi, l'unica via è anticipare quei processi. Per farlo bisogna bloccare, per un anno, tutti gli altri. Compresi quelli del Cavaliere. Anche se sembra che la strategia giudiziaria del Cavaliere abbia subito una battuta di arresto, per il troppo chiasso causato.

Ma la norma congela-processi è lì e poi toccherà al lodo Schifani purgato da quelle anomalie - la violazione del principio di uguaglianza e del diritto di difesa - che costrinsero la Consulta a bocciarlo. Non serve una legge costituzionale, come la Corte disse a gennaio 2004, quindi il premier può andare avanti. Ma prima i suoi processi devono fermarsi. Lega , Napolitano e corte costituzionale permettendo.

E nel nostro piccolo anche noi, l'opinione pubblica , se e in quanto sarà ancora permesso di scrivere contro il padrone di troppa gente.

Il contesto di certe dichiarazioni è illuminante.

Già qualche giorno fa abbiamo avuto contezza delle capacità del successore di Mastella, Angelino Alfano, promosso sul campo da Berlusconi , che ha cosi' rassicurato i cittadini sulle intercettazioni , che secondo lui , al Santa Rita di Milano ( la clinica dell'orrore sovvenzionata da Formigoni che si è accorto solo ora del macello che accadeva : e le ispezioni periodiche ? ) ci sarebbero state anche con la nuova legge , quella che fissa l'asticella ai reati per cui è       prevista una pena di più di dieci anni. Il prode Angelino ha riso ed ha detto: "Quelli lì sono finiti in galera per omicidio! Sono super intercettabili, ci mancherebbe altro…". Il povero tapino , li' per caso , evidentemente , ha dimenticato un particolare : le intercettazioni sono state eseguite per "truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche" e per "falso in atto pubblico". Solo in seguito si sono scoperti i presunti omicidi.

Truffa e falso sono puniti con sei anni con la legge nuova , quindi non intercettabili.

Per salvare il suo capo l'Italia si deve trasformare in un Paese di delinquenti a piede libero?

Per intercettarlo i giudici dovranno accusarlo almeno di strage ?

Ecco altre parole rivelatrici , una vera confessione di un suo legale.
"Mettiamo che l'on Berlusconi si sottoponga a questo processo, e mettiamo che non finisca bene per lui… lei pensa davvero che il paese potrebbe sopportare il caos che ne deriverebbe?... Ma si immagina la borsa…?". E' con queste motivazioni che Gaetano Pecorella, componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, l'altra sera a 'Ottoemezzo' ha difeso l'emendamento 'salva-premier', facendosi portavoce del "buon senso" che anima la maggioranza, in sintonia - è il leit motiv della vittoria - con il "sentire comune del paese". Alla maggioranza non è restato altro dunque che seguire questa congiunzione astrale, per approvare in Senato l'emendamento al pacchetto sicurezza che ferma i processi per i reati commessi prima del 2002.

 

Che il governo stia campando di rendita sul 'sentire comune' lo testimonia bene il sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it. di cui qualcuno ha già parlato come fosse la legittimazione per ogni porcheria E' invece un dato indicativo, ne terro' conto ,eccome , ma per un altro scopo.

E' evidente anche agli epigoni del silvio che questa norma bloccherà molti processi i quali, definiti di "minor allarme sociale" sarebbero: corruzioni, estorsioni, rapine, stupri, bancarotta, usura, omicidi colposi per colpa medica o per violazione del codice della strada, associazioni a delinquere...

Mettendo insieme i pezzi, salta agli occhi il paradosso:

la preoccupazione degli intervistati - che li porta a difendere il 'blocca-processi' proprio sulla base dell'aumento della criminalità a fronte di una giustizia troppo lenta - deriva proprio da questi reati appena elencati!!!

E' sintomatica allora una motivazione come quella di Pecorella, che in sostanza non nega  il probabile reato del premier (con buona pace della proposta di non candidare alle elezioni chi è sottoposto a giudizio, ma qui siamo ormai su un altro pianeta), ma lo pospone alla stabilità che garantisce.

La volontà di congelare il processo Mills è palese, anche perché non ci sono al contrario altri processi per cui si rileva l'urgenza di questa corsia preferenziale. Mentre ce ne sono di che aspettano ancora che giustizia sia fatta, come il processo per i fatti della Diaz che verrà bloccato. Invece, oltre al danno alla Giustizia sarà la beffa delle lungaggini degli iter giudiziari.

Tutti i magistrati di qualunque orientamento lo sanno bene : molti processi dopo un anno rischiano di ripartire da zero per la necessità di sostituire giudici che nel frattempo hanno cambiato sede o sono andati in pensione, mentre gli uffici saranno costretti a notificare il rinvio a migliaia di persone. Per non parlare di quei processi con più imputati nei quali uno a differenza degli altri decida di arrivare subito a sentenza.

Conclusione:

Un decreto legge con emendamenti 'non pertinento', con effetti pesanti sulla funzionalità della giustizia, in forte odore di incostituzionalità (in riferimento , oltre che al principio di uguaglianza ex art. 3 cost. , agli art. 111 e 112 cost. rispettivamente sul giusto processo in relazione alla eccessiva durata che avrebbero i processi messi da parte e quelli "congelati" e sulla obbligatorietà dell'azione penale che verrebbe meno con la sospensione dei processi " meno gravi").

La palla ora è al presidente Napoletano: si spera che l'aplomb inglese del vecchio migliorista non faccia velo al bisogno di chiarezza.

Uno scatto di reni , Presidente . Non dia partita vinta senza giocare: se vogliono usurpare tutti i poteri almeno lei usi tutti suoi ( pochi) per fermarli!

Aughh! Se non sarà fermato il pazzo generale Custer prima che arrivi alle montagne dei Sioux , saremo noi ad inchiodarlo al little big horn!!!

Noi siamo pochi , ma conosciamo meglio di chiunque altro il terreno dello scontro e non abbiamo paura di morire , a differenza dei visi pallidi costretti a seguirlo, noi scegliamo di combatterlo…

Crazyhorse 70

postato da: laconoscenza alle ore 14:07 | link | commenti (8)
categorie: berlusconi

NO, IO QUELLI DAVVERO NON LI CAPISCO MICA dal blog di Barbara

SEGNALATO DA LUPO DI GUBBIO

Chiedono rispetto per le donne e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per gli omosessuali e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per i diritti umani e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per la democrazia e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per la libertà di pensiero e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per la libertà di espressione e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per la libertà di stampa e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per la libertà di critica e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per le minoranze, religiose, etniche o di qualunque altro genere e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Chiedono rispetto per la laicità contro le interferenze della Chiesa e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: ma si rendono conto di quello che dicono?
Si definiscono amanti della pace e CONTEMPORANEAMENTE chiedono rispetto per l’islam: no, dico, ma si rendono conto di quello che dicono?







   





E già che ci siete, andate anche qui, leggete, guardate il video e poi fate il vostro dovere. Poi qui ulteriori informazioni.

barbara
postato da: laconoscenza alle ore 08:43 | link | commenti (18)
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domenica, 22 giugno 2008

CAPPUCCETTO ROSSO E I BLOG

UNPDATE ORE 20
Dimenticavo, uno degli amici della signora in questione in una precedente discussione aveva minacciato di inviare virus nel  nostro blog.
Poichè da un pò di  tempo, e periodicamente, il blog  è infestato da Trojan che infastidiscono i visitatori con la richiesta di connessione a numeri particolari , auguro a lei e il suo amico di non dover scoprire che la fonte di tali guai sono loro....
perchè poi si ride ....noi .....

Sono stata sul blog di Cappuccetto Rosso "al contrario" ( quello della  poesia di Rodari per intenderci )...
Ho scoperto che il blog  LA CONOSCENZA viene  "recensito" con tinte fosche, mi si da dell'idiota e altre finezze lessicali degne di una  gentil donzella   e che io e altri siamo stati bannati, con un ATTO DI MASSIMA DEMOCRAZIA.
Quindi :
  1. Ho reso il favore  bannando Cappuccetto Rosso
  2. Ho lasciato un commento nel blog di Cappuccetto con un account vecchio e violato da ignoti  (francacorradini)
  3. Certa che in un attacco di democrazia pura Cappuccetto cancellerà il mio commento provvedo a trascriverlo qui sotto :
Wonderely, e tutti quelli che leggono.. fino a prova contraria a provocare sei stata tu e non è la prima volta.
A offendere, dandomi della bugiarda ed ora dell'idiota .. sei ancora tu.
Democratica come sei sicuramente cancellerai questo commento.
Così come ci hai bannato e lo dichiari pubblicamente,
Complimenti per il tuo stile , per le parolacce, ora ti ho reso il favore, ti ho bannato anch'io, anche se è una delle poche volte che lo faccio.

Mi fai pena, sai io ho 50 anni e oggi domenica me ne sto a casa .. a causa famiglia numerosa.. ma tu a 19 anni non hai niente di meglio da fare che scrivere fiumi di offese sul web ? di domenica ?
Goditi la vita,esci con gli amici, rilassati, divertiti e tutto ti sembrerà ridimensionato come per magia.

Franca Corradini

P.S. : Mi è mancato il tempo e LA VOGLIA  di entrare nel merito della discussione.
Quando lo farò e magari scopro che Cappuccetto difendeva idee giuste  ci andrò ancora più pesante.
Come ho scritto in altri commenti il comportamento, il linguaggio e i modi di Cappuccetto non rendono un favore alle battaglie femministe.
postato da: corradinifranca alle ore 18:53 | link | commenti (15)
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ANCHE LE MIGLIORI FIABE POSSONO ESSERE LETTE AL CONTRARIO, PAROLA DI GIANNI RODARI

"IL TERRIBILE CAPPUCCETTO ROSSO"
favola di Gianni Rodari

favola-cappuccettoRosso C’era una volta

un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov’è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone…
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all’incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,

la Bella Addormentata non si addormenta,
il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.

(Gianni Rodari)

postato da: corradinifranca alle ore 16:04 | link | commenti
categorie: gianni rodari, capuccetto rosso

ignoranza & delirio

Art. 609 bis Violenza sessuale

Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorita', costringe taluno a compiere o subire atti sessuali e' punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorita' fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravita' la pena e' diminuita in misura non eccedente i due terzi. Articolo aggiunto dell'art. 3, L. 15 febbraio 1996, n. 66.

è domenica, mi sveglio e prima di farmi una passeggiata leggo il blog.

ho letto commenti deliranti, figli di una assoluta ignoranza, di Wonderly, la quale dice che questo blog è pro stupro, fascista ed altro.

Ora, a parte che il sottoscritto è noto per i corsi gratuiti di difesa personale anti stupro, torniamo sull'ignoranza.

La c.d. norma "salva premier" congela i processi con pene inferiori a 10 anni per un anno. Lo stupro, checchè ne dicano i giornali con titoloni per vendere copie, non ne fa parte.

Quello sopra citato è l'articolo del codice penale, non di Topolino, e c'è scritto che la pena va dai 5 ai 10 anni, quindi i processi per stupro non verranno congelati.

Ora, si può strumentalmente fare altra polemica, dire stronzate, contestare anche il codice penale ma non cambia la verità, ovvero che se Wonderly e le sue amiche anzichè leggere i giornali si leggessero le norme ed i codici, magari eviterebbero figuracce come i pezzi deliranti sulla legge pro stupro ed i relativi commenti.

Poi mi sono stancato delle accuse al blog da parte di Wonderly. Qui nessuno è a favore degli stupratori, io ho fatto corsi gratuiti per le donne per insegnare loro a difendersi, metterei al muro gli stupratori ed è la mia opinione nota.

Quindi consiglio meno isterismo e più lettura dei codici penali, si evitano figuracce.

Marco Panattoni

sabato, 21 giugno 2008

Il misterioso silenzio delle sedicenti femministe- dal blog di Lupo di Gubbio

Da: wonderely La mia homepage: http://universofemminile.splinder.com Il mio profilo Contattami Blocca questo utente
Oggetto: negare l'evidenza
Data: 20 Giugno, 2008 - 15:57


allora, per concludere, ti lascio le parole di un'avvocatessa. quindi NON è ignorante in materia. eccole:

"Diamo precedenza ai reati più gravi. Benissimo. Allora cari politici, secondo voi cos'è più grave, associazione terroristica o stupro? Quante vittime ha fatto il terrorismo e quante sono state le vittime degli stupri? Che ne sapete voi cosa vuol dire essere violentati?

Tra l'altro, se volessero davvero considerare solo i reati che provocano più di 10 anni di carcere, ricordo che la violenza sessuale comporta da sola fino a 10 anni, che possono arrivare a 12 con le aggravanti.

Ok ora è tutto chiaro, questa è davvero una legge pro-stupro."

vuoi dare della bugiarda anche a lei che ha studiato e ha la laurea in legge? o magari per una volta nella vita invece di leccare il culo a quel mafioso di berlusconi ti decidi a toglierti le fette di salame dagli occhi e la smetti di prendere per il culo le donne che subiscono violenza?

con la speranza che il tuo cervello incancrenito possa riprendere a funzionare, io e l'avvocatessa ti salutiamo.
 _________________________________________________________

Questo cortese quanto costruttivo messaggio privato ha seguito il mio ban dal blog http://universofemminile.splinder.com/ , nel quale mi ero (tragggedia!!!) permesso di scrivere, a seguito di questo post, il seguente commento: 

"Ti posso spiegare, serenamente e pacatamente, perchè questa notizia non è vera. Quindi, se te la senti di metterti in gioco e affrontare una discussione civile, dimmelo. Altrimenti non comincio nemmeno."

Ha cui ha fatto seguito questo:

Da: wonderely La mia homepage: http://universofemminile.splinder.com Il mio profilo Contattami Blocca questo utente
Oggetto: avvertimento
Data: 19 Giugno, 2008 - 13:39


carissimo, ti ho avvertito una volta. ti ho detto di piantarla di dire che io scrivo falsità. questa notizia è stata pubblicata anche dal CORRIERE DELLA SERA e da altri quotidiani. o sono tutti stupidi e bugiardi, oppure tu sei solo uno che nega l'evidenza. visto che mi HAI STANCATO, perché io non pubblico falsità, adesso ricorro agli "estremi rimedi", visto che con le buone non ho ottenuto niente.
ti banno. addio.

_____________________________________________________

 
Non potendo (forse la gentil donzella non ne è a conoscenza) rispondere in via privata, poichè il ban blocca anche la messaggistica di splinder, mi trovo costretto a malincuore a perdere tempo per sottolineare l'ovvio.

"Diamo precedenza ai reati più gravi. Benissimo. Allora cari politici, secondo voi cos'è più grave, associazione terroristica o stupro? Quante vittime ha fatto il terrorismo e quante sono state le vittime degli stupri? Che ne sapete voi cosa vuol dire essere violentati?

Questa è una opinione. Peraltro condivisibile, ma per definizione soggettiva. Pretendere di portarla come argomentazione per dimostrare qualsiasi tesi è inutile e controproducente. Come dire che Dio esiste perchè lo sostiene il papa. Potrei anche aggiungere che da una esperta di diritto mai mi sarei aspettato di vedere correlata la "gravità" (concetto anch'esso soggettivo) di un reato con la sua diffusione. Seguendo questa logica si arriverebbe alla pena di morte per il divieto di sosta.

 Tra l'altro, se volessero davvero considerare solo i reati che provocano più di 10 anni di carcere, ricordo che la violenza sessuale comporta da sola fino a 10 anni, che possono arrivare a 12 con le aggravanti.

Io non posso in questo caso esimermi dal ringraziare l'avvocatessa anonima in questione, per avere, proprio nel momento in cui fa aggio sulla sua approfondita conoscenza di reati e pene, detto senza mezzi termini che questa legge non aiuta gli stupratori. Leggo infatti che lo stupro supera la soglia minima prevista e quindi non solo non verranno sospesi, ma i processi in corso per tale reato avranno una corsia preferenziale.
 
Ok ora è tutto chiaro, questa è davvero una legge pro-stupro."

Questa frase, oltre a cozzare prepotentemente con la precedente (si vede che l'esame di "coerenza con se stessi" non rientra fra quelli obbligatori a giurisprudenza), è una forzatura completamente irrazionale. Supponendo infatti per assurdo che la legge sospenda i processi per stupro, essa avrebbe effetto su quelli commessi prima del 2002, quindi non cambierebbe una virgola su uno stupro commesso domani, nè depenalizzandolo nè rallentandone lo svolgimento del processo. Non si vede quindi come potrebbe funzionare da "incoraggiamento" al commettere il reato. Ma si sa, l'anonimato scioglie la lingua.

Passiamo alla seconda parte, che potremmo intitolare "Quello che le donne non dicono"

- La legge prevede che vengano svolti in via preferenziale i processi di cui stanno per scadere i termini di custodia cautelare. Riducendo drasticamente quello che è il primo e maggiore ostacolo proprio alla denuncia degli stupri: la fondata paura, da parte delle vittime, di trovarsi a dover incrociare in strada o sul pianerottolo di casa il loro aggressore, che spesso è un parente/vicino/conoscente, uscito prematuramente di galera per colpa della lentezza giudiziaria. Prevede inoltre che gli stupratori non possano usufruire di misure alternative al carcere (domiciliari o lavori sociali). Non solo questa non è una norma pro stupratori, ma a differenza di quella sopra citata ha un reale effetto deterrente, poichè si applicherà da oggi in poi a tutti i casi di violenza.

- Il misterioso silenzio da cui il titolo del post è quello delle sedicenti femministe riguardo al disegno di legge che porta il nome di una certa ministra, che è esattamente quello che esse giustamente chiedevano da eoni: la persecuzione del reato di stalking.

Un silenzio "assordante" che fa il pari con l'assurdo chiocciare scomposto seguito alla decisione di Tremonti di tagliare 20 milioni di euro di consulenze da destinare agli amici degli amici per "studiare" misure antiviolenza. Eccole le vere misure antiviolenza.

Segue un elenco non esaustivo dei siti sedicenti femministi che hanno amorevolmente ignorato la notizia:

http://blog.libero.it/vocididonne/
http://www.udinazionale.org/
http://theneweve.splinder.com/
http://www.sorelleditalia.net/
http://www.clariclari.net/
http://www.salviamoitalia.net/
http://blog.libero.it/violenze/
http://www.retedelledonnedibologna.blogspot.com/
http://osservarosa.blogspot.com/
http://nonsiamobambole.blogazza.com/
http://www.noidonne.org/

http://noallaviolenzasulledonne.splinder.com/
http://natafemmina.blogspot.com/
http://mondodonna.blogosfere.it/
http://www.vieneprimalagallina.org/index.html
http://www.francarame.it/
http://figliefemmine.noblogs.org/
http://www.donnealtri.it/home/home.html

Nel frattempo altre deputate di destra stanno cercando di porre rimedio ai danni fatti alle donne dai giudici e dai precedenti legislatori.
Vogliamo parlarne?

P.S. mi HAI STANCATO, perché io non pubblico falsità
A questo proposito, poi Alemanno l'hanno mai arrestato?

dal blog di Lupo di Gubbio

postato da: laconoscenza alle ore 23:54 | link | commenti (34)
categorie: donne, femminismo

Il governo di destra che fa cose di sinistra dal blog aconservativemind

Per anni si è pensato che la formula giusta per l'Italia fosse quella invocata - con una bella dose di cinismo - da Gianni Agnelli: un governo di sinistra che faccia una politica di destra. Vero o no che fosse, oggi vale l'esatto opposto: il governo Berlusconi, piaccia o meno, funziona proprio perché da destra sta facendo cose di sinistra. Giulio Tremonti, il ministro più popolare, ormai sta al liberismo reaganiano come la sagra della porchetta di Ariccia sta alla notte degli Oscar di Hollywood. I provvedimenti varati mercoledì a palazzo Chigi da un lato tolgono soldi a banche, assicurazioni e petrolieri, dall'altro aumentano gli stanziamenti per poveri e anziani e finanziano mutui agevolati per far acquistare la casa a famiglie poco abbienti, studenti fuori sede e immigrati regolari. Quanto al ticket sanitario da 10 euro che indigna l'opposizione, fu previsto proprio dal “patto per la salute” voluto dal governo Prodi, anche se mai introdotto. I ministri attuali - come i loro predecessori - sanno che servirebbe a contenere la spesa sanitaria e a mettere un po' di fieno in cascina (il ticket vale 830 milioni di euro l'anno). Ma sanno anche che gli elettori non gradirebbero, e proprio per questo hanno già assicurato che s'impegneranno per trovare quei soldi altrove.

Insomma, appare tutto molto “di sinistra”. Pure troppo. A partire dal linguaggio del ministro dell'Economia, che denuncia gli «excessive profits» dei biechi petrolieri, manco fosse un Fausto Bertinotti qualunque. Ma il problema, per la minoranza, è proprio questo: se a togliere ai ricchi per dare ai poveri ci pensa la destra, a che serve una sinistra? Se il confronto tra tagliatori di tasse e nostalgici del “big government” è una questione interna al governo, per non dire un affare privato del ministro Giulio col suo consigliere Tremonti, quali spazi restano, in politica economica, all'opposizione? Così si spiega la Babele di voci con cui parla in queste ore la sinistra. Tra chi condivide buona parte degli interventi del governo ma non vuole che si sappia in giro, chi apprezza le novità più importanti della manovra e sprona l'esecutivo a liberalizzare di più e chi spera ancora di statalizzare le imprese petrolifere, alla fine l'unico messaggio che filtra è che, di quello che sta accadendo in questa legislatura, non hanno ancora capito nulla.

È spuntato, ad esempio, un inedito asse di pasdaran che comprende i vertici dell'Unione petrolifera (noti alfieri del progressismo), il gotha dei banchieri italiani, la Cgil e l'Unità. Ritengono, costoro, che la manovra sia ingiusta. È l'unica cosa su cui sono davvero d'accordo. Perché poi uno pensa che l'ingiustizia stia nel fatto che la manovra redistribuisce ai danni delle imprese più ricche e l'altro s'indigna perché sostiene che, tra il dare e l'avere, siano i poveri cristi a rimetterci. Guarda caso, a prendersela sono i rappresentanti delle società alle quali il governo ha ridotto i dividendi e quelli che dal 1994 dicono «no» a qualunque cosa porti la firma di Silvio Berlusconi. Tutto molto scontato.

Anche perché in mezzo a Guglielmo Epifani, leader della Cgil, e Pasquale De Vita, presidente dei petrolieri italiani, c'è il vuoto. Emma Marcegaglia, numero uno degli industriali, che in un primo momento aveva sposato le preoccupazioni dell'Unione Petrolifera, ieri ha fatto una brusca marcia indietro: l'aumento delle imposte dovute alla cosiddetta “Robin Hood tax” «è inferiore a quanto ci si aspettava» e il giudizio di Confindustria sulla manovra, ha spiegato, «è complessivamente positivo». All'assemblea di Confcommercio il presidente, Carlo Sangalli, ha invitato l'esecutivo e la maggioranza ad andare avanti. La Cgil si agita e parla di «tagli indiscriminati» alla spesa sociale, ma ad essere isolato è proprio il sindacato di corso Italia. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, assicura che non ci sono «tagli sul sociale» e assieme al numero uno della Uil, Luigi Angeletti, apprezza che il governo sia andato a levare i soldi alle imprese che ne hanno fatti di più negli ultimi anni.

Pure i giornali d'area non sanno che pesci prendere. L'Unità sorvola sulla spremuta ai danni di petrolieri e banchieri e grida che sono in atto un «attacco al lavoro» e una «stangata contro le famiglie», dai contorni non ben definiti. È il vecchio cliché della «macelleria sociale», che negli anni passati sarà pure servito a qualcosa, ma al quale oggi, davvero, non crede più nessuno. Nemmeno Repubblica, che a malincuore ammette che nel piano presentato da Tremonti ci sono «un'esplicita impronta “di sinistra” neo-obamiana» e trovate, tipo la “card” per i poveri finanziata con i soldi dei petrolieri, che vanno «quasi oltre i limiti del pauperismo». Il Riformista, caro ai dalemiani, avverte che in Italia, mercoledì, è arrivato il «socialismo reale». Troppa grazia, starà pensando Berlusconi. Digerito, per la perdurante assenza di avversari degni di questo nome, anche l'ultimo spazio a sinistra, al Caimano non resterà che divorarsi il Quirinale.

postato da: laconoscenza alle ore 09:25 | link | commenti (1)
categorie: berlusconi, governo, tremonti, governo berlusconi
venerdì, 20 giugno 2008

ROBERTO SAVIANO : SODDISFAZIONE PER LE CONDANNE A PARMA

Roberto Saviano dichiara la propria soddisfazione per le condanne agli appartenenti del clan dei casalesi a  Parma .
Secondo Saviano è una vittoria dello Stato, anche se è solo l'inizio.

Comprensibile la cautela l'autore  di Gomorra, che  da poco  non è  solo un best seller tipografico  ma anche film di successo presentato alla recente rassegna del Cinema a Cannes.
Difatti lo scrittore vive blindato da tempo a seguito delle minacce di morte ricevute da parte della camorra.


Il poster appeso a Parma da Il Richiamo La mano armata della camorra parmigiana è stata condannata all'ergastolo. I boss del clan dei casalesi, quelli che misero le mani sul mercato immobiliare di Parma riciclando denaro sporco e che aiutarono l'espansione della Parmalat in Campania, adesso sconteranno una condanna per carcere a vita.
Soltanto un anno fa, il 1 luglio del 2007, sui muri di Parma compariva una strana affissione con la faccia di un uomo e sotto una scritta che recitava così "Il re del cemento, Michele Zagaria, è partito alla conquista dell'Emilia". E soprattutto di Parma. Michele, insieme al fratello Pasquale Zagaria capi del cartello dei casalesi, secondo le indagini del pool anticamorra di Napoli per anni aveva investito nel mercato immobiliare parmigiano, lavando così centinaia di migliaia di euro sporchi provenienti dalla Campania. Allora, dopo la pubblicazione di un articolo dell'Espresso di Ferruccio Fabrizio dal titolo "La camorra alla conquista di Parma", il gruppo di giovani napoletani de "Il Richiamo" tappezzò il Ducato di manifesti contro Zagaria.
Perché nell'articolo di Fabrizio, dove si parlava dell'intreccio fra la camorra e la Parma bene, il nome al centro di tutte gli investimenti dei casalesi era proprio quello della famiglia Zagaria. Un testo, quello pubblicato dall'Espresso, che allora (circa un anno fa, l'articolo uscii a pochi giorni dalle elezioni comunali in cui vinse il centrodestra) non andò giù alle poltrone della Parma che conta. I manifesti pubblicitari dell'Espresso appesi per la città furono strappati (guarda qui) e cestinati. Parma non ha accettato quel legame così stretto con la camorra.
Tant'è che i parmigiani citati nell'inchiesta di Fabrizio (e anche negli articoli dell'autore di Gomorra Roberto Saviano e dal Corriere di Aversa) puntarono il dito contro i media accusandoli di speculazioni giornalistiche prima delle elezioni. I rapporti evidenziati dalla magistratura napoletana erano quelli fra gli Zagaria (in particolare Pasquale) e alcuni uomini di Parma. Giovanni Bernini, attuale assessore al Personale del Comune di Parma, ai tempi collaboratore del ministro Pietro Lunardi e presidente del consiglio comunale, è stato chiamato a testimoniare per riferire di un contatto avuto (ma cercato dai cammoristi) con Pasquale Zagaria.
...................................................................

:Oggi però, anche Roberto Saviano era presente in Aula a Napoli, per alcuni di quei boss casalesi legati a Parma è arrivata una condanna pesante, l'ergastolo.
E lo stesso Saviano dice: "E' una vittoria dello Stato, della procura antimafia e anche di tanti cronisti che hanno lavorato nell'ombra. Ma credo sia soltanto l'inizio"
postato da: corradinifranca alle ore 23:16 | link | commenti
categorie: campania, camorra, roberto saviano

Le intercettazioni : fine di una prova ( redattore Crazyhorse70)

intercettazioniMi sono letto ancor meglio il testo liberato dal consiglio dei ministri ed é peggio di quel che pensavo ed avevo scritto.

La scusa usata all'inizio dei costi lievitati era appunto una scusa poiché sono aumentate le utenze controllate ma diminuiti i costi da 308 milioni del 2005 ai 224 del 2007.

Anche la storia della privacy era un menzogna come ci ha rivelato Stefano Rodotà ex garante della stessa e come già scritto nel precedente post sull'argomento ,

Ma é l'aspetto processuale a venir stravolto ed a rendere tute le intercettazioni rimaste possibili comunque difficilmente realizzabili.
La fase processuale ora è molto complicata : il p.m. per ottenere un'intercettazione dovrà rivolgersi a un tribunale collegiale, e questo determinerà tempi più lunghi e incompatibilità a catena nei piccoli tribunali ( dove i giudici sono pochi e spesso quindi costretti a piu' funzioni nello stesso procedimento ).
Gli ascolti non potranno andare oltre i tre mesi. E la prova di un crimine pur contenuta in una telefonata non potrà consentire un'ulteriore richiesta di ascolto. Ci vorrà una prova "diversa". I testi non potranno più essere riportati nell'ordinanza di custodia cautelare. Qualora, nel corso nell'indagine, le intercettazioni chieste per un reato dovessero rivelare che l'imputato va perseguito per un delitto diverso da quello iniziale dovranno essere buttate via. In barba all'obbligatorietà dell'azione penale. Allo stesso modo, i testi raccolti all'interno di un'inchiesta non potranno più transitare in un'altra.
Ma per la prima volta le regole per le intercettazioni varranno anche per i tabulati telefonici, per i filmati che la polizia utilizza per seguire un criminale, per gli ascolti ambientali. Un limite contro cui non solo protesteranno i magistrati ma soprattutto gli investigatori. Basta fare un esempio: le riprese per i disordini allo stadio non saranno più possibili. E anche l'acquisizione di un filmato amatoriale.
Ed anche ricapitolando sul fronte dei delitti ancora intercettabili si vede ancora molti troppi delitti di grande allarme sociale - scippi, furti in casa, rapine, sfruttamento della prostituzione, sequestro non a scopo di estorsione (come lo zingaro accusato di tentare di portarsi via un bambino)omicidio colposo, incesto , rapina , usura, ricettazione , associazione a delinquere , contrabbando - non potranno più essere seguiti ascoltando i telefoni.
E questi vanno aggiunti i delitti della casta (il falso in bilancio, l'evasione fiscale, la truffa, bancarotta fraudolenta e i reati societari.).
Un esempiio degli effetti ? Moggi sarebbe ancora a capo della mafia del calcio ed il Corriere delle Sera sarebbe finito in mano a Ricucci.

Crazyhorse70
postato da: laconoscenza alle ore 18:31 | link | commenti (1)
categorie: intercettazioni